giovedì 20 giugno 2013  
HOME | VIDEO | ANDREAS ANGELIDAKIS, Building an Electronic Ruin, 2011
ANDREAS ANGELIDAKIS, Building an Electronic Ruin, 2011 PDF

ANDREAS ANGELIDAKIS, Building an Electronic Ruin, 2011

di Elena Abbiatici

                

 

WHAT EVER HAPPENED TO ELECTRONIC ARCHITECTURE? TIME DESTROYS THINGS FORGOTTEN IN THE COURSE OF TIME.

C’eravamo lasciati alle spalle un appartamento londinese distrutto da tempo, incuria e malessere. Consideriamo, erroneamente, il virtuale indistruttibile, perché non esiste in sé. Eppure. Eppure il web è pieno di websites abbandonati, piattaforme in disuso, portali lasciati a se stessi. Esistono perché stanno, ma trascurati perdono vita, fino a decadere pian piano.

E’ la noncuranza nel tempo a trasformare gli edifici in rovine – tanto sul web, quanto nella dimensione reale. Una rovina è un edificio in transizione. Tutti gli edifici sono in transizione. Ne risulta, per sillogismo, che tutti gli edifici sono delle rovine. Second Life era una piattaforma con moltissimi visitatori. Ora pochissimi la frequentano, contribuendo a far di essa una rovina elettronica. Un giorno Facebook sortirà la medesima sorte, divenendo la nostra antica Roma.

In Building an Electronic Ruin, Andreas Angelidakis mostra come sia possibile spianare una costruzione di Second Life, presentandoci strutture digitali distrutte da fuoco, terremoti, cambiamenti circostanziali improvvisi. Angelidakis, architetto greco-norvegese, il cui lavoro si colloca al confine tra arte e architettura, realtà fisica e virtuale, ciò che è e ciò che esiste in rete, in Building an Eletronic Ruin celebra così il canto del cigno del digitale prossimo a divenire storia e passato, l’eco del digitale nella realtà e l’emulazione dei processi della realtà nel digitale, che diviene quindi analogico. E’ la paradossale costruzione delle rovine del nostro futuro; l’erezione, in digitale, delle rovine del digitale in un’operazione metalinguistica di abbattimento e rielaborazione.

 

Commentava Miltos Manetas, nel testo curatoriale della mostra collettiva Metascreen tenutasi presso Gloria Maria Gallery, Milano, nella primavera 2011, per la quale il video è stato concepito: “Quello che non è abbastanza evidente nell’arte, diventa immediatamente più chiaro in architettura. L'architettura si distingue dall'arte essenzialmente per il fatto di essere, da sempre, più analogica che digitale”. Abitata, l’architettura “diviene”, si configura; diversamente un’opera d’arte – benché per esistere veramente necessiti di interazione – non cambia, non assume un altro aspetto, non “si forma” col tempo. La fruizione di un’opera d’arte è passiva, di un’architettura è attiva, e in questa dinamica sta il cambiamento.

Ecco, quindi come orientarsi: osservando “internamente” il digitale, indagando ciò che si nasconde dietro, ripensando e ri-confidando nell'analogico - come risultante di tutto ciò che il digitale ha significato sinora.

 

Andreas Angelidakis
Building an Electronic Ruin (2011)
HD video
running time 05:03 min.
edition of 3 + 1AP
courtesy: the artist

________________________________________________________________________________________

 

WHAT EVER HAPPENED TO ELECTRONIC ARCHITECTURE? TIME DESTROYS THINGS FORGOTTEN IN THE COURSE OF TIME.

We left a Londoner apartment destroyed by the wearing effect of time, neglect and malaise. Improperly, we consider virtual reality as if it is indestructible, just because it does not exist in itself. But. But the web is full of abandoned websites, disused platforms, portals left to themselves. They live just because of being online, but - if neglected - they lose their same lives, until their slow decay.

Long-term disregard transforms buildings into ruins - both in virtual and in real life. A ruin is a building in transition. All buildings are in transition. So that, by syllogism, all buildings are ruins. Second Life was a platform full of guests. Now it is attended by very few people, helping to make it an electronic ruin. One day, Facebook will follow the same fate, becoming our ancient Rome.

In Building an Electronic Ruin, Andreas Angelidakis shows how anyone can level a building in Second Life, introducing digital structures destroyed by fire, earthquakes and sudden circumstantial changes. Angelidakis, Greek-Norwegian architect, whose work ranges over art and architecture, physical and virtual reality, the way it is and the way it exists on the Net - celebrates, through Building an eletronic ruin, the swan’s song of the digital era next to become a past one, the echo of digital into reality and the emulation of reality made by the digital process - which consequently becomes analogical. It’s the paradoxical construction of our future ruins, the digital erection of equally digital ruins, in a metalinguistic operation based on a killing-and-rising process.

In the curatorial text of the exhibition Metascreen (held at Gloria Maria Gallery, Milan, in spring 2011), which the video was conceived for, Miltos Manetas pointed out that "What is not enough clear in art, immediately becomes clearer in architecture. Architecture distinguish itself from art, primarily because it has always been more analogical than digital". If inhabited, architecture sloughs off, it takes shape; on the contrary, a work of art - although needful of interaction in order to really exist - does not change, it does not take another aspect, it does not develop itself as time goes by. Artwork’s appreciation is passive, architecture’s one is active; right in this dynamic lies the change.

So, that’s how to orient oneself: looking "inside" the digital, investigating what it conceals behind, and re-confiding into analogical as a result of everything that digital has meant so far.


Andreas Angelidakis
Building an Electronic Ruin (2011)
HD video
running time 05:03 min.
edition of 3 + 1AP
courtesy: the artist


 
SEROXGENERATION
haute_vision
box_concorsi

Nome
Email
box_hotnews
VARIE_Milano in panico: si respira VARIE_Milano in panico: si respira
 
Giovedì 26 Gennaio 2012 17:19
BOOK_Maurizio Cattelan - All BOOK_Maurizio Cattelan - All
Domenica 22 Gennaio 2012 22:59
VARIE_Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei
Lunedì 09 Gennaio 2012 14:14
BOOK_Favole al Telefono BOOK_Favole al Telefono
Lunedì 09 Gennaio 2012 13:39
VARIE_Se Steve Jobs fosse nato a Napoli
Domenica 08 Gennaio 2012 18:23
ARTE_Il futuro dell'arte e' donna ARTE_Il futuro dell'arte e' donna
Domenica 08 Gennaio 2012 17:02
ARTE_Come ti attiro il Mecenate ARTE_Come ti attiro il Mecenate
Domenica 08 Gennaio 2012 16:12
INTERVISTE_Being Yoko Ono INTERVISTE_Being Yoko Ono
Sabato 29 Gennaio 2011 16:02
INTERVISTE_Marina Abramovic in intellectual fashion INTERVISTE_Marina Abramovic in intellectual fashion
 
Martedì 25 Gennaio 2011 18:04
MODA_Minimal Baroque Sunglasses di Prada MODA_Minimal Baroque Sunglasses di Prada
Martedì 25 Gennaio 2011 15:06

Antonio Rava, l’angelo custode dell’arte contemporanea

Antonio Rava Lo incontriamo all’Università di Salerno, introdotto, nell’aula rabbuiata[…]

Nella Rete dei Volonterosi tutti accusano nessuno ascolta

Primo fatto. La senatrice Adele Gambaro, accusata con un tweet[…]

In pensione? Ci sarete voi. Cattelan trionfa in Francia con Toilet Paper: su un intero numero di Liberation, e per un anno sulle finestre del Palais de Tokyo

Se Maurizio Cattelan, come in tanti hanno detto – più[…]

L'universo di Crepax, il creatore di Valentina, in mostra a Milano

Una grande mostra dedicata a Guido Crepax. Non solo al[…]

Pistoletto scrittore al MAXXI

"La voce di Pistoletto" è il libro edito da Bompiani[…]

Arte contemporanea all'ombra del Vesuvio

A Napoli pieno fermento al Museo MADRE dove, durante il[…]

Trucco estate: un'esplosione di colori

Dalle sfilate della primavera estate 2013, una selezione di scelte[…]

Venezia: la lunga notte dell'arte

Conto alla rovescia, sulla laguna, nell'attesa della terza edizione di[…]