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SAPERE NON SAPERE
INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI

di Carlo Sala

ANDREA BIANCONI, Sapere Non Sapere

pubblicato il 30/04/2010

In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.

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Colophon 2009
Colophon 2009 - International Magazine Symposuim
Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.

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SEROXLAB

LNCLNC
fino al 15 gennaio 2009 su SeroxLab

VISITA LA MOSTRA/ VISIT THE SHOW 

Marco Abete, alias LNC, si muove come un divoratore dello spazio, perfezionista e ossessivo; nei suoi brani fotografici ci mostra una nuova concezione dello spazio e dei corpi che lo popolano, e viene costantemente influenzato dallo spazio reale e da quello che lui stesso ricrea, negandoci così la possibilità di distinguere il piano della realtà da quello del simulacro rappresentativo. Il tema della ricerca è evidentemente l’apparire, il corpo ipnotizzatore che trascende l'esposizione mediatica e la proprietà manipolatrice del mezzo per farsi nuova realtà, appunto “nuova carne”. Complice di questa concezione, il Videodrome di Cronenberghiana memoria, ispiratore di tale maniera di trattare la materia e la sua rappresentazione. LNC si sviluppa come una ricerca germinale, in continuo divenire, rivelandosi affascinante nella sua compulsività: un percorso originale per cui ad ogni realtà spaziale deve corrispondere a un nuovo ricettore sensoriale, negando i confini tra visione e tangibilità, eliminando la demarcazione tra vero e simulato.

L'arte di LNC è un’arte mediale che parte dalla scrittura, passa per la musica, e arriva alla fotografia. L’immagine diviene trasmissione di un segnale, uno dei tanti segnali socialmente stimolanti, e non vuole avere una funzione di messaggio, ma di input subliminale, indipendente da una rappresentazione, il cui scopo non è mostrare, ma incidere direttamente sul sistema evocativo della rappresentazione. La visione viene così inglobata dal corpo attraverso una metamorfosi celata, dall’allucinazione edonistica dove la spettacolarizzazione viene abolita per ricomparire mascherata da icona glamour. Il corpo rimane il principale protagonista, continua a essere presente nella sua componente di carne, ma anche di manichino, sintesi evocata dal corpo diafano della modella. Ma la sua immagine non è mai carnale, viscerale, il corpo diventa il luogo delle percezioni interne e, simultaneamente, delle manifestazioni esterne.

Il minimalismo di LNC si nota, senza dubbio, nei nudi, un nudo crudo, mostrato così com'è, un nudo compiuto, non perché i corpi o le parti di corpo che ritrae siano perfetti, bensì perché il nudo è assoluto. All’evoluzione corporea dei soggetti corrisponde quella dei modelli, che si umanizzano, vivono, respirano, e trasmettono la loro sensualità.

I suoi personaggi hanno una presenza dominante, ma allo stesso tempo alienata, appartenente a un altro istante e a un altro spazio.

LNC ci porta verso un sistema visivo che esperisce dalla visionarietà e si traduce in forma identificabile, le sequenze sono sempre più frammentate e le scene che si susseguono appaiono in costante mutamento: questo potrebbe impedire di leggere una continuità nei suoi scatti, che in realtà possono essere avvertiti come un gioco di rimandi, fino a perdersi, e a perdere l’effettiva sequenzialità.

Marco Abete vive questo processo di destrutturazione e ristrutturazione del reale direttamente su di sé, trasformandosi in un registratore di sensazioni tradotte in fotografia, capace di scorrere in modo ricettivo quello che lo circonda ridandone una lettura autoreferenziale, senza mai essere personaggio principale. 

Marco Abete (avellino, 3 febbraio 1980), inizia nel 2005 il progetto-work in progress LNC, acronimo de la nuova carne, nel quale confluiscono le sue passioni, la fotografia, la scrittura, la musica. Come scrittore, ha pubblicato due romanzi: nel 2000 “Sbava la crisalide”, e nel 2004 “La casa del gelo disarmante”. Come musicista ha prodotto lavori che spaziano tra vari generi dell’elettronica, tra cui “Snow in my garden” per la “Barfog”.

http://www.myspace.com/lanuovacarne 


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