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L’IDEALE DI FAMIGLIA CATTOLICA È IN ESTINZIONE? Killer Joe Teatro Vascello, Roma Fino al 25 Aprile 2010 di Luigi Ciccaglione
 pubblicato il 23/04/2010 Resterà in scena fino a Domenica 25 Aprile al Teatro Vascello di Roma Killer Joe, pièce caustica e dalle tinte forti caratterizzata da un umorismo nero e feroce. La scelta di portare in scena Killer Joe, del Premio Pulitzer Tracy Letts, è stata molto meditata. Ce la racconta il regista Massimiliano Farau, che anni fa aveva assistito alla sua prima messa in scena a New York e ne era rimasto folgorato. Lo avevano colpito il modo di scrivere dell’autore, la sua ricerca e lo scavare all’interno delle più nere perversioni degli esseri umani, che lo hanno spinto a distanza di anni a riallestirlo. Fondamentale e stimolante, prosegue Farau, è stato il lavoro di adattamento con Giampaolo Rugo. Si è deciso di utilizzare il dialetto romanesco per dargli una tipizzazione di borgata, di pasoliniana maniera, anche per restituire quel piglio originale che lo slang dei bassifondi texani della città di Dallas, dove il testo originario è ambientato, caratterizzava il testo.
Killer Joe è un lavoro a metà tra la commedia ed il thriller di tarantiniana ispirazione, trasferito nella borgata più spinta di una Roma odierna, con i nipoti dei ragazzi di vita. Ciò a cui si assiste è un pot-pourri di sentimenti tutt’altro che positivi - quegli stessi sentimenti che caratterizzano le nostre vite, inutile dire di no - in un ambiente familiare così sempre pieno di contraddizioni, soprattutto quando ci sono di mezzo il vil denaro ed il sesso. La storia parla di una famiglia contemporanea: Christian, giovane pusher, per rifarsi una vita e saldare un vecchio debito, propone al padre e alla sua nuova moglie di uccidere sua mamma, in modo da poter usufruire del risarcimento legato ad una assicurazione sulla vita di lei. La scelta per l’assassino ricade su Joe, un rigoroso poliziotto che nasconde una doppia vita da killer. Non avendo un anticipo per poter procedere, si decide di concedere come ‘caparra’ la fragile e stralunata Dorothy, sorella di Christian. Da qui, una sequela di equivoci animano tutto il racconto, fino ad un epilogo straziante che lascia nettamente con l’amaro in bocca.

La tensione è elevata per tutto lo spettacolo, gli attori si destreggiano tranquillamente tra le mille facce che sono ‘costretti’ ad indossare (sono tutti emergenti o quasi, e provenienti per la maggior parte dalla serie televisiva Romanzo Criminale). I personaggi sono definiti al millimetro e non si tradiscono mai, pur modificando in continuazione - in base alla vicenda in itinere - le loro pulsioni, i loro atteggiamenti e le loro posizioni.
Joe (Francesco Montanaro), il killer, dovrebbe essere il cattivo e così è, ma non per tutto lo spettacolo: subisce un cambio di direzione, in base agli eventi, che lo riducono nel finale a risultare quasi il personaggio più positivo e ‘sano’ dell’opera, pur se ossessionato dall’ordine, dal rigore e dalla maniacale osservanza della fede cattolica (estrema, esilarante ed agghiacciante la preghiera che accompagna l’ultima cena familiare). Degna di nota anche la performance attoriale di Dorothy (Patrizia Ciabatta): una disadattata, inconsapevolmente cinica, vittima delle dinamiche familiari, che prenderà le redini della storia e la porterà alla conclusione risolutiva.
Ne viene fuori un lavoro intenso, con dei ritmi sostenuti, alleggerito dal romanesco che strappa risate amare del pubblico in sala, riuscendo così ad essere ancor più incisivo e spiazzante.

L’animo umano è crudele, e l’idea di famiglia a cui siamo abituati è in crisi, o viene messa in crisi in nome di scelte poco edificanti. Ma, come conclude Farau, giorno dopo giorno le assurde tragedie che ci propinano la tv o i giornali non sono così lontane, anzi. Più sembrano assurde e più sono tangibili. Non solo in Texas, ma anche qui in Italia. L’ideale di famiglia cattolica resisterà ancora a lungo? Ok, la domanda è un po’ retorica.
Killer Joe, di Tracy Letts Traduzione ed adattamento di Giampaolo G. Rugo Prodotto da Suite s.r.l. in collaborazione con TSI - La Fabbrica dell’Attore Con : Patrizia Ciabatta, Federica Marchettini, Alessandro Marverti, Andrea Ricciardi Regia Massimiliano Farau Fino al 25 Aprile c/o Teatro Vascello - Via G. Carini, Roma http://www.killerjoe.it
Foto di Marta Ferranti
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