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SAPERE NON SAPERE
INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI

di Carlo Sala

ANDREA BIANCONI, Sapere Non Sapere

pubblicato il 30/04/2010

In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.

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Colophon 2009
Colophon 2009 - International Magazine Symposuim
Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.

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PERFORMANCE

THE ORGY OF (IN)TOLERANCE:
RITRATTO DI JAN FABRE SULLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA
Jan Fabre, “Orgy of Tolerance” 
Teatro Olimpico, Roma - 4 e 5 Novembre 2009

di Cecilia Nocella

Jan Fabre, “Orgy of Tolerance” pubblicato l'11/11/2009
Il 4 e il 5 novembre è andato in scena al Teatro Olimpico di Roma “The Orgy of tolerance” di Jan Fabre e della sua Troubleyn Company. RomaEuropa è stata l’artefice di questo ennesimo incontro del pubblico romano con Fabre a cui, sempre per il Festival, è dedicata un’intera mostra, dal titolo “Jan Fabre – Il tempo preso in prestito”, in allestimento fino al 14 febbraio 2010 presso il Museo Carlo Bilotti a Villa Borghese, Roma.
L’artista belga, noto per la sua irriverenza, il suo cinismo, il suo sarcasmo e per la maniera surreale in cui riesce a creare dei quadri multiformi che ritraggono la nostra realtà, ci regala un altro affresco di questa società post-capitalistica, globalizzata e asservita al consumismo smodato, che non fa altro che condurre la propria vita come un baccanale orgiastico, solo per mettere alla berlina le proprie libertà e i propri vizi. Ma la domanda che Fabre pone è questa: libertà e tolleranza sono funzionali alle società occidentali, basate sul consumo delle merci? Insomma, Fabre punta a svelare la falsità che si cela dietro una libertà collettiva che non è reale, ma indotta dal sistema sociale e dai media. Tutto viene preso di mira: lo stato, la guerra, il razzismo, la sottomissione e l’assoggettamento di un popolo verso l’altro, il sesso, l’amore, la moda, la religione, il consumismo. Noi vediamo scorrere questo film, costruito di frammenti che scivolano uno dentro l’altro, con una naturalezza e una morbidezza difficili da costruire scenicamente. Veniamo bombardati da una serie di immagini, violente, atroci, irriverenti come succede nelle nostre case, davanti al televisore.

 Jan Fabre, “Orgy of Tolerance”        Jan Fabre, “Orgy of Tolerance”

È difficile, davvero difficile scrivere di questo spettacolo, perché non può essere raccontato: va visto, va vissuto come esperienza culturale e di crescita personale. Perché bisogna sottoporsi alla visione della scena iniziale: 10 minuti di masturbazione collettiva imposta da personal trainers, con fucili che incitano i loro protetti: “Sai quanto abbiamo investito su di te, dai!”.
Perché bisogna vedere l’ingresso di Cristo con la sua croce in un atelier di moda, dove troneggia un lussuosissimo divano Chesterfield, e dove lui viene trasformato nella nuova icona della collezione di moda: “Com’è che ti chiami? Oh mio Dio, no! È troppo complicato! JC (Jesus Christ)! È perfetto!”.
Viene raccontata e descritta una società, la nostra, letteralmente asservita alla dittatura violenta del consumismo, che è ormai talmente radicato in noi che quello che partoriamo non è altro che il suo frutto:  prodotti da magazzino, tutti uguali e omologati. E soprattutto, quello che desideriamo veramente è ciò che non può essere comprato: l’amore vero, che culmina in un orgasmo.

 Jan Fabre, “Orgy of Tolerance”                        Jan Fabre, “Orgy of Tolerance”

Quello che viene messo in scena colpisce e tocca ognuno di noi in maniera diversa, secondo quella che è la propria esperienza di vita. In questo capolavoro di abilità registica, coreografica e performativa, di cinismo e ironia, l’elemento fondamentale diventiamo noi: perché Jan Fabre e il suo Orgy of Tolerance non si cela mai dietro metafore cervellotiche: tutto è sfacciato, dichiarato, cristallino.
L’invettiva finale, dove tutto e tutti sono maledetti, è quanto di più semplice e chiaro possibile: una rissa da talk show (Fanculo a Berlusconi, perché non serve essere Presidente del Consiglio per scoparsi delle prostitute! Fanculo a Jan Fabre, perché ti ho dato tutto e tu mi hai fatto venire solo dei gran mal di testa! Vaffanculo a tutti voi perché tanto siete venuti qui solo per vederci nudi!).

Insomma, bisogna essere spettatori di questa ricostruzione di bombardamento mediatico, dove la vita è impastata al sesso più sporco, in un’orgia violenta e vorticosa che ci trascina tutti verso la bassezza morale, per poter parlare di quella che non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza di vita.

RomaEuropa Web Festival presenta:
Jan Fabre & the Troubleyn Company
Orgy of Tolerance
Roma, Teatro Olimpico
4 e 5 Novembre 2009

Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17 - 00196 Roma
Tel. 06.32.65.991
http://www.teatroolimpico.it/

Jan Fabre official: http://www.troubleyn.be/

ROMAEUROPA FESTIVAL 2009: “PULSAZIONI CULTURALI”
dal 22 Settembre al 2 Dicembre 2009 - Roma
Per consultare il cartellone,
http://www.romaeuropa.net/

Jan Fabre: le temps emprunté (Il tempo preso in prestito)
28 Ottobre 2009 - 14 Febbraio 2010
Museo Carlo Bilotti - viale Fiorello La Guardia - Roma (RM)
http://www.museocarlobilotti.it/


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