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COSI’ E’ FATTO IL VERO TEATRO Festa di Famiglia Teatro India - Roma Fino al 1 Novembre 2009
Ha debuttato Martedì 5 Ottobre e sarà in scena fino a domenica 1 Novembre, al Teatro India di Roma, Festa di Famiglia, l’ultima fatica della compagnia MitiPretese. Dopo il successo di Roma Ore 11 del 2007, le quattro MitiPretese (Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariangeles Torres) hanno avviato il progetto, divenuto poi questo spettacolo, nato dal voler raccontare il sottobosco delle violenze domestiche e familiari subìte soprattutto dalle donne. Non avendo un testo, ma una tematica, le attrici sono state guidate dall’istinto a ricercare un autore che avesse già parlato della costrizione dei ruoli, delle convenzioni sociali, uno che fosse già stato coinvolto nelle dinamiche intricate del gioco delle parti all’interno di una classica famiglia borghese.
In ogni tempo e in ogni nazione, ci sono sempre degli autori e degli artisti che riescono a sondare talmente a fondo l’animo umano, e a capirne le dinamiche, che le loro opere restano attuali anche secoli dopo. Luigi Pirandello è uno di questi, e l’incontro che le quattro attrici hanno avuto con i suoi testi è stato il punto di partenza che le ha portate a creare quello che Andrea Camilleri, collaboratore alla drammaturgia, ha definito “la commedia sulla famiglia borghese che Pirandello forse avrebbe voluto scrivere, ma che non aveva osato”. Ne risulta un testo organico, con un ritmo che coincide con quello della vita di questa famiglia, composta da tre sorelle come ce ne sono a migliaia, una madre come ne esistono tante e due compagni, di due delle tre sorelle. Partendo dalla scena tra Verri e Mommina di Questa sera si recita a soggetto - embrione che contiene dentro sé tutte le sfaccettature di un racconto più ampio e complesso - le MitiPretese hanno così creato una storia nuova, e l’hanno raccontata come piace a loro: divertendosi, appassionandosi e trascinando il pubblico in un mare di avvenimenti, calmo, agitato fino alla tempesta e di nuovo acquietato, che lascia dietro sé la distruzione dopo la tragedia, e la sottile consapevolezza che, presto, tutto tornerà di nuovo uguale.

Il risultato è un capolavoro di recitazione e di regia. Lo spettacolo è una fisarmonica suonata divinamente, in cui gli accordi delle singole scene, che raccontano i rapporti di coppia e le dinamiche madre-figlia, arrivano poi a fondersi in una melodia più complessa, nel momento collettivo della festa. Tutti gli attori (alle quattro si aggiungono felicemente Fabio Cocifoglia e Diego Ribon) sono sempre in scena, tutto e tutti sono in vista, le loro vicende private e le loro violenze si snodano in contemporanea, mai sovrapponendosi fra loro, ma legandosi le une alle altre con richiami del testo, di modo che una stessa battuta, prima sussurrata, viene rimbalzata a un altro attore, che invece la urla, dato il diverso contesto; e poi ancora un altro rimbalzo, così come è il gioco della vita e dell'attore. La festa comincia e comincia il canto, una componente fondamentale di questo spettacolo e, una delle cifre stilistiche di MitiPretese. Nelle voci degli attori risuonano canzoni degli anni ‘50 riarrangiate a cappella, a volte stravolte nel testo, a volte nell’interpretazione. Il momento corale è una continua sorpresa, tra accelerazioni improvvise e improvvisi ritorni, magie, colpi di scena, squilli di telefonini, riferimenti meta-teatrali che riescono a raccontare con semplicità tutto il grottesco che si nasconde dietro le disgrazie umane. Il ritmo è sempre in levare, sempre sospeso, fino alla fine: la torta, le candeline, Tanti auguri a te, la resa dei conti con se stessi e poi il buio, che mette fine a questa storia e ne fa scaturire subito un’altra, fatta di gioia pura, battito di mani e di piedi, urla, ‘bravi!’. Gli attori sono stati richiamati 6 volte sul palco, e la gente è rimasta nel foyer solo per stringere una mano e dire ‘grazie!’. ‘Grazie’ perché, nonostante i tagli al F.U.S., nonostante le difficoltà a lavorare fuori dagli schemi canonici del teatro italiano e soprattutto fuori dalle grandi produzioni, nonostante il governo additi gli artisti definendoli dei parassiti, queste quattro attrici affermate e due loro colleghi hanno ancora voglia di mettersi in gioco, di rischiare, di provare, di scoprire e di raccontarci storie con sapienza e tecnica rare: hanno ancora voglia di fare Teatro, quello vero.
FESTA DI FAMIGLIA Dal 5 ottobre all’1 novembre 2009 testo e regia: Mandracchia, Reale, Toffolatti, Torres collaborazione alla drammaturgia: Andrea Camilleri da: Luigi Pirandello un progetto di: MitiPretese produzione: Teatro di Roma con: Fabio Cocifoglia, Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Diego Ribon, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres (dal 26 .10.09 Anna Gualdo sostituisce Alvia Reale)
Orari: dal 5 al 17 ottobre ore 21.00 dal 20 al 31 ottobre ore 20.30 giovedì 22 ottobre ore 15.30 domenica 11 - 18 - 25 ottobre ore 18.00 giovedì 29 ottobre replica straordinaria ore 10.30 domenica 1 novembre ore 21.00
prezzo biglietto euro 15.00
TEATRO INDIA Lungotevere dei Papareschi - Roma Tel. 06.684000345 http://www.teatrodiroma.net
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