NEVER FOR MONEY, ALWAYS FOR LOVE
This Must Be the Place, di Paolo Sorrentino
di Eugenio Lostumbo
This must be the place è un bel film. Paolo Sorrentino confeziona un prodotto incredibilmente suo, restando lontano dalle semplici tentazioni hollywoodiane.
Cheyenne è una stella decaduta del postpunk, che cerca di trascinarsi con disinvoltura nella vita di tutti i giorni, finché la morte del padre non lo costringe a rimettersi in viaggio per affrontare il proprio passato, riorganizzando il presente.
Sean Penn caratterizza il suo personaggio con delicatezza, tra Edward Scissorhands e Robert Smith, con l'incedere stanco di Ozzy Osbourne.
Con una regia che stupisce di continuo, per l'efficacia di ogni singola inquadratura, Sorrentino ci trascina nell'animo del protagonista, e il viaggio di Cheyenne si fa metafora di un percorso interiore che lo porterà alla maturazione.
Il protagonista ci conquista con la sua pacata eccentricità, con le sue nevrosi, coi suoi tic. Restando lontani dalla ricerca del simbolismo, che farcisce con piglio cervellotico le interpretazioni boriose di questo lungometraggio, il carrello della spesa è un ennesimo particolare sorrentiniano di umanizzazione del personaggio, più che la rappresentazione allegorica del peso interiore che Cheyenne si porta dietro.
In questo senso, Sorrentino continua nella tradizione delle cene di pesce e dei rimedi casalinghi contro l'emicrania. Cheyenne non fa che inserirsi nella galleria multiforme delle fragilità che contraddistinguono il cinema del regista partenopeo, da Pisapia a Geremia De Geremei.
Così, il trolley diventa l'ancora che salda al suolo una maschera che rischiava costantemente di sconfinare nel grottesco.
I ruoli secondari sono azzeccati e fondamentali. In particolare, Frances McDormand si conferma strepitosa, nei panni di Jane, dopo un'assenza di tre anni dal grande schermo.
Judd Hirsch è magnifico nel ruolo di un cacciatore di nazisti che aiuta Cheyenne a ritrovare l'aguzzino che aveva umiliato suo padre, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ogni personaggio contribuisce alla crescita del protagonista. Unico vezzo (riuscitissimo) dell'autore, il cameo musicale di David Byrne si dimostra - ad una analisi approfondita - funzionale, e sfugge al pericolo di apparire forzato.
 
Sx pic: Sean Penn & Frances McDormand - Dx pic: Sean Penn, David Byrne & Paolo Sorrentino
I versi di This Must Be The Place, al di là dell'omonimia, si sposano perfettamente con le sensazioni che impregnano la pellicola, e la scena si rivela molto più della realizzazione del sogno di un regista che, con molte probabilità, avrà consumato Stop Making Sense.
Se foste tra quelli che hanno bisogno di aggrapparsi ad una suddivisione in generi, il lavoro di Sorrentino potrebbe collocarsi tanto tra i road movies (soprattutto nella seconda parte), quanto nel filone dei film di formazione. Durante il suo viaggio, Cheyenne toccherà inediti picchi di crescita interiore, oltre che territori inesplorati, che lo traghetteranno, con comprensibile ritardo, nell'età adulta, con un dovuto restyling finale a sorpresa.
Ad impreziosire il risultato complessivo dell'opera, una soundtrack - curata dallo stesso David Byrne e da Bonnie Prince Billy - che spazia dalla riproposizione live della già citata This Must Be The Place, a Iggy and The Stooges, ai brani inediti, frutto della collaborazione tra Byrne e Billy, interpretati dai Pieces Of Shit.
Ad ogni modo, la visione è consigliata, se non altro, per decidere da quale parte schierarsi, nella essenziale bipolarità delle opinioni a riguardo: il film è pretenziosamente simbolista, sfarzoso, patinato. Oppure, Sorrentino ha realizzato un altro capolavoro di stile e ricercatezza, senza ansie da prestazione.
All'uscita, potreste avere la fortuna di doverne discutere con gli estranei, o la voglia irrefrenabile di andarvene a casa ad aggiornare il vostro stato.
THIS MUST BE THE PLACE (2011) un film di Paolo Sorrentino con Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Judd Hirsch, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten Drammatico, durata 118’ - Italia, Francia, Irlanda 2011 Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello Fotografia: Luca Bigazzi Montaggio: Cristiano Travaglioli Produzione: Indigo Film, Lucky Red, ARP Sélection, Element Pictures, Pathé, Irish Film Board, Section 481, Eurimages Council of Europe Distribuzione: Medusa Nelle sale da venerdì 14 ottobre 2011
di David Byrne - Chris Frantz - Tina Weymouth - Jerry Harrison
Home is where I want to be
Pick me up and turn me round I feel numb
Burn with a weak heart
I guess I must be having fun
The less we say about it the better
Make it up as we go along
Feet on the ground
Head in the sky
It's ok I know nothing's wrong… nothing
Hi yo I got plenty of time
Hi yo you got light in your eyes
And you're standing there beside me
I love the passing of time
Never for money
Always for love
Cover up and say goodnight… say goodnight
Home is where I want to be
But I guess I'm already there
I come home - she lifted up her wings
Guess that this must be the place
I can't tell one from another
Did I find you, or you find me?
There was a time
Before we were born
If someone asks, this is where I'll be… where I'll be
Hi yo we drift in and out
Hi yo sing into my mouth
Out of all those kind of people
You got a face with a view
I'm just an animal looking for a home
Share the same space for a minute or two
And you’ll love me till my heart stops
Love me till I'm dead
Eyes that light up, eyes look through you
Cover up the blank spots
Hit me on the head
Ah ooh...
(Talking Heads, Stop Making Sense special new edition - 1984)
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bel pezzo, complimenti