Ferrara - Museo Giovanni Boldini - MUSTAFA SABBAGH. MEMORIE LIQUIDE
Titolo MUSTAFA SABBAGH. MEMORIE LIQUIDE Città Ferrara Data dal 20 maggio al 30 settembre 2012 Sede espositiva Museo Giovanni Boldini Indirizzo Palazzo Massari, Corso di Porta Mare, 5 Orario martedì - domenica 9.30-13 / 15-18 Biglietto intero € 6.00 - ridotto € 3.00 Autori Mustafa Sabbagh Curatore Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi Genere arte contemporanea, fotografia
Comunicato stampa
Mustafa Sabbagh presenta una serie di lavori – 16 fotografie e due installazioni – nati dall'incontro con l'opera pittorica di Giovanni Boldini, celebre ritrattista della Belle Époque, e in serrato dialogo con gli spazi di Palazzo Massari che ne ospitano il museo monografico. Dislocati lungo le sale, gli scatti del fotografo italo-giordano si confrontano con le opere ma anche con gli ambienti che le ospitano, con le loro atmosfere cariche di memoria, con i segni del tempo e della storia che vi sono impressi.
Dalla riflessione sugli spazi nascono le due installazioni. La prima è una grande fotografia che ritrae un angolo della sala dei ritratti a figura intera di Boldini, stampata su vetro e successivamente fatta a pezzi. Il lavoro propone una discontinuità della visione, una rottura e, con esse, la possibilità di un sguardo diverso sull'universo cui fa riferimento l'opera e la casa museo dell'artista, ai quali accostarsi non solo come nostalgiche vestigia di un mondo lontanissimo.
La seconda installazione consiste in due stampe di grande formato retroilluminate che replicano le vedute del giardino su cui affacciano le finestre di una delle sale. In essa s'indaga il rapporto tra spazio interno-esterno e la proiezione di questi nella dimensione fittizia dell'opera d’arte.
La selezione di fotografie, presentate lungo il percorso del museo, ritraggono modelli celati dietro maschere feticcio composte di oggetti disparati, come forchette, parrucche, paraocchi, elmetti, velette, uccelli impagliati, realizzate da Simone Valsecchi, dress designer che ha collaborato con artisti quali Luca Ronconi e Peter Greenaway. Singole, o appaiate in dittici di cupa bellezza, in cui le figure sono accostate a paesaggi notturni, queste immagini sono composte con estrema raffinatezza e cura ossessiva per il dettaglio tecnico e compositivo e alludono a un immaginario di costrizione e tortura.
Con una tecnica sapiente, Sabbagh cattura il soggetto, lo staglia su fondali antracite e cobalto, bloccandolo in pose ieratiche, frontalmente o di profilo, come fosse inciso su antiche medaglie. Nella finzione del travestimento, lo sguardo, tramite di vita, è schermato dalla maschera, espressione della simulazione, ma al contempo veicolo di rivelazione del sé e delle proprie pulsioni. Matrone e cavalieri del XXI secolo, dandy elegantissimi in giacche di pelle, veneri malate, costrette in scomode guaine e rigidi corsetti, restano congelati nell’attimo stesso del loro effimero apparire, offrendosi allo sguardo come moderne vanitas, indifferenti al tempo che svanisce come il fumo delle loro sigarette.
In queste icone, la cui algida apparenza è esaltata dalla precisione e dall'estremo realismo del mezzo fotografico, Sabbagh restituisce la propria visione di un'epoca assetata di protagonismo, in cui l'apparenza è centrale nell'affermazione del sé. Non è un caso che l'italo-giordano abbia alle spalle un'importante carriera nel campo della fotografia di moda, esperienza da cui muove per indagare ciò che si cela dietro la ricerca dell'immagine manierata ed artefatta e dentro l'ossessione dell'immutabile perfezione del proprio apparire. Irriverenti e malinconiche, le sue effigi dissacrano un'idea di violenta quanto banale sensualità che viene oggi offerta allo sguardo dell'osservatore. È in questo aspetto che i modelli di Sabbagh dialogano con i ritratti di Boldini, entrando in risonanza con l'opera del pittore che a Parigi, con impareggiabile virtuosismo, oltre un secolo fa, ha raffigurato l'estrema eleganza, spinta talvolta ai limiti del parossismo, di principesse e dem i-mondaine di un’epoca complessa e controversa, la fin de siècle, giungendo ad imporre un vero e proprio modello di moda e costume.
Parente prossimo di quell'era, il nostro tempo viene interpretato dalla moderna ritrattistica di Sabbagh in una delle sue manifestazioni più pervasive ed eclatanti. Per sua stessa natura, il ritratto è celebrazione, ma anche testimonianza dei modelli sociali ed esistenziali di un'epoca. È un atto creativo che nasce dall'interazione tra la personalità dell'artista e quella dell'effigiato, prodotto dell'occhio che osserva e sceglie come ritrarre e, al contempo, frutto del desiderio del modello, ed è, infine, l'espressione artistica con la quale da sempre vengono consegnate alla posterità le tracce della nostra esistenza.
Biografia
Mustafa Sabbagh nasce ad Amman (Giordania) e studia architettura all'Università di Venezia.
Formatosi a Londra come assistente di Richard Avedon, nel 2007 collabora con il prestigioso Central Saint Martins College of Art and Design.
Pubblica diversi lavori in numerose testate tra le quali: Arena, The Face, Vogue Italia, l'Uomo Vogue, Mondo Uomo, Rodeo, Gasby, Front, Kult, Zoom on Fashion Trends, Sport & Street, D di Repubblica.
Partecipa a diversi progetti editoriali ed espositivi.
2010 _ About Skin, libro monografico Damiani Editore 2007 _ Lee jeans book, Berlino 2006 _ Human Game e Welcome TO MY HOUSE, Firenze 2004 _ Bread & Butter, Berlino
MOSTRE
2012 _ THE ROOM GALLERY - Fashion and Art Photography, Roma 2012 _ Alis volat propris - WE*DO Gallery in Bangkok, Tailandia 2011 _ It's time to say goodbye - CHANGING ROLE - MOVE OVER GALLERY, Napoli 2011 _ Génesis, BAC - Galéria H2O, Barcellona, Spagna 2011 _ Contemporary Art Foundation San Francisco 2011 _ The gallery MONOLITH artspace by ZOLTANI, Budapest, Ungheria 2010 _ Mostra Vice Milano, Damiani editore | About Skin - www.damianieditore.it 2010 _ Swimming in blue air, wrong weather gallery, Porto, Portogallo 2009 _ Festival Internazionale di Videoarte, Ferrara 2009 _ Senza TITOLO, Studio Vetusta, Modena 2009 _ Oltre l'epiteliale, Galleria Melepere, verona 2009 _ Like us, celebrating Tina Modotti, Arte Fiera, Bologna 2009 _ Carne, Superstudio più/White uomo, Milano 2008 _ Like us, Fonderia Napoleonica, Milano 2006 _ Bau Bau, Galleria 42 Contemporaneo, Modena 2005 _ In miniatura, Studio Vetusta, Modena 2005 _ Solo carne, Galleria 42 Contemporaneo, Modena 2004 _ Ospite al Festival della Filosofia, Modena 2004 _ Women's Cycling MusArc - Museo Nazionale dell'Architettura - Ferrara 2003 _ FILO, Biella 2002 _ 100 teste, Giovanni Macchia, Piacenza 2001 _ Ospite, 10 spazi in città, Ferrara
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