Roma - MACRO Testaccio La Pelanda - STEVE McCURRY
Titolo STEVE McCURRY Città Roma Data dal 3 dicembre 2011 al 29 aprile 2012 Sede espositiva MACRO Testaccio La Pelanda Indirizzo piazza Orazio Giustiniani, 4 Orario Da martedì a venerdì dalle ore 15.00 alle 23.00. Sabato, domenica e festivi dalle ore 11.00 alle 23.00. (La biglietteria chiude 45 minuti prima) Biglietto € 10,00 intero € 8,00 ridotto Autori Steve McCurry Curatore Fabio Novembre Genere arte contemporanea, fotografia, reportage
Comunicato stampa
Quando Benoit Mandelbrot, il padre della geometria dei frattali, descriveva la sua esperienza di ricercatore, era solito definirla: "nomadi per scelta, pionieri per necessità"; così, quando penso a Steve McCurry, tendo ad applicare lo stesso aforisma alla sua vita da instancabile ricercatore della natura umana.
I frattali di Mandelbrot sono la realtà nascosta dietro quel principio di ordine euclideo che abbiamo sempre associato alla natura. I soggetti delle foto di McCurry sono la realtà nascosta dietro quella comunicazione patinata che pensa di rappresentare l'umanità.
E così come Mandelbrot ha fornito i primi strumenti matematici per affrontare il caos, McCurry ci fornisce testimonianze visive per confrontarci con la diversità.
Steve ha tutte le caratteristiche del ricercatore puro: dalla pazienza che ci vuole per portare a termine un esperimento (o per scattare una foto), all'inquietudine che lo spinge sempre verso una nuova frontiera da varcare.
La sua vita assomiglia a un lungo viaggio in cui la residenza newyorkese su 5th Avenue è più un deposito bagagli che un rifugio per ritemprarsi, perché, senza alcuna retorica: la sua casa è ovunque.
Mentre la nostra idea di casa assomiglia sempre più ad arroganti dichiarazioni di potere ben salde sulla terra che occupiamo, a manifesti di felicità individuale che non contemplano alcuna ricaduta collettiva, le case nelle sue foto sono precarie, come le vite di chi le abita, simili a strutture cellulari labili.
Ed è esattamente questa suggestione che ho cercato di riportare all'interno dei grandi spazi del Macro, un allestimento come un villaggio nomade, strutture che si compenetrano per restituire quel senso di solidarietà che si respira nelle foto di McCurry.
Con un criterio espositivo che non tiene conto di variabili spazio-temporali ma che lavora sull'assonanza dei soggetti, sugli imprevisti gradi di parentela che restituiscono il senso di umanità.
C'è la vita e c'è la morte nelle foto di Steve, e quel breve o lungo percorso che le unisce; come il percorso e il senso stesso di questa mostra che porterà gli stessi visitatori ad essere nomadi per scelta, pionieri per necessità...
Fabio Novembre
Aperta al pubblico da sabato 3 dicembre, nei primi due giorni di apertura la mostra ha registrato oltre 3.500 visitatori. Un grande successo perché Steve McCurry non è solo uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo, premiato diverse volte con il World Press Photo Awards che si può considerare come una sorta di premio Nobel della fotografia, ma è un punto di riferimento, anche in Italia, per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo e, in un certo senso, "si riconoscono".
I visitatori del week end hanno avuto inoltre l’opportunità d’incontrare Steve McCurry di persona grazie all’evento organizzato tramite la pagina ufficiale della mostra su Facebook, “luogo” dove i fan del fotografo s’incontrano per scambiare opinioni e sensazioni derivate dagli scatti.
Inoltre, a partire dall'8 dicembre, festa dell’Immacolata, la mostra allunga l’orario di apertura il sabato, la domenica e festivi, aprendo dalle ore 11.00, e non dalle ore 15.00, sempre fino alle 23.00.
Fino al 29 aprile 2012, la mostra di McCurry allestita al Museo d'Arte Contemporanea di Roma, negli spazi espositivi della Pelanda al MACRO Testaccio, è stata curata e allestita da Fabio Novembre. L’allestimento è pensato come un villaggio nomade con una serie di volumi che si compenetrano tra loro per restituire quel senso di umanità che si respira nelle foto di McCurry. Le foto sono state scelte non con criteri spazio-temporali, ma per assonanza di soggetti e di emozioni, cercando i fili comuni e gli impensabili legami che accomunano luoghi e persone seppure in latitudini diverse.
La mostra comprende 250 fotografie: non mancano alcune delle icone di McCurry, come il celebre ritratto della ragazza afgana dagli occhi verdi, scattate nel corso degli oltre 30 anni della sua straordinaria carriera di fotografo e di reporter; ma insieme ad una selezione del suo vasto repertorio, vengono presentati per la prima volta i lavori più recenti, dal 2009 al 2011: il progetto the last roll con le 32 immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l'ultimo rullino prodotto dalla Kodak, gli ultimi viaggi in Thailandia e in Birmania con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, un lavoro inedito su Cuba.
C’è tutta la storia della ragazza afgana, con scatti mai visti e con il materiale raccolto in giro per il mondo dallo stesso McCurry, che ci fa ripercorrere la storia di quella che è diventata una vera e propria icona.
E’ infine esposta una selezione delle sue “fotografie italiane", un magnifico omaggio all'Italia nell'anno in cui festeggia il suo 150° anniversario, frutto dei ripetuti soggiorni effettuati nel corso di quest'anno in varie città e regioni, dal Veneto alla Sicilia, appositamente per questo evento.
Dopo averci fatto conoscere i volti e i colori dell'Afghanistan, del Tibet e di quell'immenso crocevia di popoli e culture che è l'Oriente, Steve McCurry ci propone un suo sguardo sull'Italia e sugli italiani.
Nato a Philadelphia nel 1950, Steve McCurry studia cinema e storia alla Pennsylvania State University. Dopo una collaborazione di due anni come fotografo con un giornale locale decide di recarsi in India per qualche mese e comporre il suo primo vero portfolio con immagini di questo viaggio. Si ferma invece due anni e, dopo la pubblicazione del suo primo lavoro importante sull'Afghanistan, collabora con alcune delle riviste più prestigiose: Time, Life, Newsweek, Geo e il National Geographic. Inviato su mille fronti di guerra, da Beirut alla Cambogia, dal Kuwait all'ex Jugoslavia, all'Afghanistan, Steve McCurry si è sempre spinto in prima linea rischiando la vita pur di testimoniare gli effetti e le conseguenze dei conflitti in tutto il mondo. Membro dell' agenzia Magnum dal 1986, vincitore di molti premi fotogiornalistici (tra cui due World Press Photo Awards) autore del celeberrimo reportage sulla ragazza divenuta icona del conflitto afghano nel mondo attraverso le pagine d el National Geographic. Veterano della rivista, sempre in giro, più facilmente in qualche parte dell'Asia che non in America, Steve McCurry ha fatto del viaggio una sua dimensione di vita: "Perché già il solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse, mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile". In occasione della mostra si Roma, Steve ha passato lunghi periodi in Italia per catturare attraverso il suo obiettivo la realtà di un paese che pensa di continuare a fotografare anche in futuro.

Sito personale
www.stevemccurry.com
Per l'attività di Steve Mccurry in Italia contattare: www.sudest57.com
Fabio Novembre interpreta spazi e disegna oggetti per le più importanti realtà internazionali, dal design alla moda passando per l'arte e l'architettura. Dal 1994, anno in cui apre il suo studio a Milano, ad oggi le collaborazioni nel mondo del design, con Driade, Cappellini, Meritalia, Flaminia e Casamania, si affiancano alla progettazione di showroom e boutique per importanti marchi di moda nel mondo fra cui Tardini, Blumarine e Stuart Weitzman. Nel 2008 il Comune di Milano gli dedica una mostra monografica presso la Rotonda di Via Besana dal titolo: "Insegna anche a me la libertà delle rondini". L'anno successivo il Triennale Design Museum lo invita a curare ed ideare una mostra sul suo lavoro dal titolo: "Il fiore di Novembre". Nel 2010 il Comune di Milano gli commissiona l'allestimento del proprio spazio all'interno del Padiglione Italia dell'Expo di Shanghai mentre nell'ottobre del 2011 cura l'art direction della mostra "Lavazza con te partirò" presso il Teatro dell 'Arte della Triennale di Milano in occasione dei vent'anni del Calendario dell'azienda.
www.novembre.it
La mostra è promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale - Sovraintendenza ai Beni Culturali, dal MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma, e da CIVITA, con la collaborazione dell’Agenzia SudEst57. |