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IL LABILE CONFINE TRA MODA E ARTE The Art of Fashion: Installing Allusions Museo Boijmans van Beuningen - Rotterdam Fino al 10 Gennaio 2010 di Simona Sansavini
pubblicato il 09/10/2009 Quando il fashion system si appropria dei mezzi espressivi dell'arte contemporanea riporta all'attualità una liaison, quella che intercorre tra arte e moda, troppo spesso raccontata attraverso i suoi stessi clichés; proprio per questo, indagare come la moda e l'arte delimitino le proprie frontiere sembra essere uno dei motivi conduttori della mostra The Art of Fashion: Installing Allusions, inaugurata il 19 settembre 2009, e presente fino al 10 Gennaio 2010, al Museo Boijmans van Beuningen di Rotterdam. La mostra esplora gli evanescenti confini sussistenti tra i due campi mediante l'uso di installazioni e performances proprie delle arti visive, approfondendo il concetto di "indossabile" per abiti che diventano sculture. L'accostamento delle due discipline non intende, così, creare nuovi significati quanto, come suggerisce il titolo della mostra, evocare ‘allusioni’, utilizzando un linguaggio efficace ed immediato - discostandosi da quella parte dell’arte contemporanea che, necessariamente, deve porre sotto nuova luce le opere che mette in mostra, rinnovandone continuamente il senso. La difficoltà di tracciare confini netti e la ricerca di influenze reciproche tra moda e arte rappresenta una grande opportunità per gli stilisti, che possono sperimentare le loro idee portandole al massimo grado di libertà e portando la moda stessa verso una tendenza maggiormente concettuale, al di fuori delle passerelle. Tra i curatori dell'esposizione troviamo Judith Clark, architetto e designer londinese, oltre che famosa fashion-curator, e José Teunissen, docente all’ArtEZ Institute di Arnhem, in Olanda; media-partner del vernissage è Elle Germania, che festeggia il suo ventesimo anniversario, mentre la prestigiosa Mondriaan Foundation è sponsor dell’evento.
Cuore pulsante della kermesse, la rassegna H+F: Fashion on the Edge, nata nel 2006 dall’idea del mecenate Han Nefkens attraverso la sua fondazione H+F, che ha commissionato cinque progetti speciali ad altrettanti fashion-designers internazionali quali Viktor & Rolf, Hussein Chalayan, Walter van Beirendonck, Anna Nicole Ziesche e Naomi Filmer. Ad affiancare queste creazioni esclusive, i modelli di altri venticinque affermati stilisti, tra cui Martin Margiela, Comme des Garçons, Dai Rees, Jana Bartak e Bless, nonché opere prime di personaggi di spicco prestati al mondo della moda del calibro di Nick Cave, Louise Bourgeoise e Christophe Coppens: un totale di cinquanta creazioni per una meravigliosa esperienza visiva, che dimostra appieno come la moda possa custodire in sé gli embrioni di quella che è universalmente riconosciuta come ‘arte’. Secondo Nefkens stesso, infatti, “le trame e le forme dei vestiti diventano sculture, il fashion show si trasforma in performance artistica, e il mondo immaginario evocato dalla moda è lo stesso di quello in cui ci trasporta l’arte”.
Untitled, la creazione di Hussein Chalayan, è incentrata sulla rilevanza della performance e dell'osservazione, tanto attiva quanto passiva. Un manichino in movimento, immerso in un acquario, viene ripreso da una videocamera che ne proietta le immagini su schermi giganti, a dimostrazione dell’importanza, nel mondo della moda, che riveste l’atto di osservare ed essere osservati. Alternative No.1, dei geniali Viktor & Rolf, converte un flacone di profumo in una performance artistica, attraverso la scomposizione della sua bottiglia in quattro contenitori, ciascuno contenente, alternativamente, sostanze capaci di emanare fragranze deliziose o disgustose, capaci di evocare reazioni come la delizia o il ribrezzo, esattamente come accade per l’arte concettuale.
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2357 - The sequel di Walter Van Beirendonck è una proiezione di come il designer immagina sarà la sua tomba, trecento anni dopo la sua morte: un sarcofago in legno alto sei metri, ispirato alle strip dei fumetti ed ossessivamente invaso dai nomi delle sue collezioni, che molto lascia pensare a proposito dei rituali ai quali siamo soggetti, e del reale senso della vita al di là della performance. Naomi Filmer, jewel designer, focalizza la sua attenzione sui vuoti inesplorati e sul modo di relazionarsi del corpo all’interno dello spazio stesso: attraverso Breathing Volume, così, propone gioielli che hanno il sapore della scultura con il pregio dell’indossabilità, e della possibilità di entrare in relazione diretta con colui che ne gode. Infine, Childhood Storage di Anna-Nicole Ziesche dimostra, attraverso la riproduzione di una stanza da bimba allestita con i maglioni di lana che lei stessa creava negli anni ‘80, disposti su gambe in movimento, come un semplice indumento possa raccontare, e rappresentare, un vissuto.
L'attuale collettiva al Boijmans van Beuningen rivela così quanto le arti visive siano presenti nel concept dei progetti artistici dei fashion-designers: un'opportunità, anche per il pubblico, di farsi sorprendere dalla moda che, una volta esibita all'interno dello spazio museale, riesce a vincere il confronto anche con la spettacolarità delle sfilate.
The Art of Fashion: Installing Allusions Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam 19 settembre 2009 - 10 gennaio 2010 http://www.hfcollection.org http://www.boijmans.nl/en Orari: dal Martedì alla Domenica, dalle 11.00 alle 17.00
Le immagini in ordine nel pezzo sono:
Hussein Chalayan, Untitled, 2009 (H+F Collection) Photo Hans Wilschut
Viktor & Rolf, Alternative No. 1, 2009 (H+F Collection)
Walter Van Beirendonck, 2357-The Sequel, 2009 (H+F Collection) Photo Hans Wilschut
Naomi Filmer, Breathing Volume, 2009 (H+F Collection) Photo Hans Wilschut
Anna-Nicole Ziesche, Childhood Storage, 2009 (H+F Collection)
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