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SAPERE NON SAPERE
INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI

di Carlo Sala

ANDREA BIANCONI, Sapere Non Sapere

pubblicato il 30/04/2010

In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.

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Colophon 2009
Colophon 2009 - International Magazine Symposuim
Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.

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MODA

ICONE CON GLI OCCHIALI
Cinema & Occhiali: 100 anni di storia di un mito
Foyer dell’Auditorium Parco della Musica - Roma
dal 14 al 23 Ottobre 2009

di Fabiola Triolo



Heart-shaped glasses di Sue Lyon in Lolitapubblicato il 16/10/2009
Esistono oggetti capaci di raccontare vissuti, suggestivi al punto che, solo tenendoli in mano, evocano istanti, suggeriscono profumi, tingono di colore saturo il ricordo, obnubilato per definizione dagli evanescenti contorni del bianco e del nero. Allo stesso modo, spesso il fashion-system concentra la propria attenzione sui dettagli, memore del precetto secondo il quale la vera eleganza si riconosce dagli accessori.  Un anonimo, per quanto intramontabile, tubino nero, diventa unico, se saputo personalizzare attraverso anche un solo dettaglio; un anonimo, per quanto intramontabile, tubino nero, può dunque entrare nella storia, se è reso indimenticabile da un’icona dello stile con l’ausilio di un solo, preziosissimo accessorio, capace di nascondere lo sguardo e, al contempo, di svelare il carattere. 

Nel 1961, un paio di Ray-Ban Wayfarer ed una tiara fra i capelli diventavano, per l’appunto, il passepartout che apriva le porte del mito ad un semplice tubino: di fronte alla vetrina di Tiffany, “dove niente di male ti può accadere”, Audrey Hepburn proclamava, attraverso la sua meravigliosa esteriorità, quanto quello fra cinema e moda fosse un reale matrimonio d’amore, un matrimonio che permette, attraverso un fitting indimenticabile, di fissare una scena di un film nella mente, e di tenerla viva attraverso un oggetto: fede nuziale di questa liaison, un paio di occhiali da sole. Del resto, pochi accessori come gli occhiali sono capaci di raccontare una personalità, ed in un microcosmo come quello del cinema, dove intere vite si concentrano in un paio di romanzate ore, quanto più un oggetto identifica in modo immediato un personaggio, tanto più diventa efficace e necessario. Il cinema, così, si racconta anche attraverso la moda, e la moda viene filtrata e condensata anche mediante un paio di lenti.

 Occhiali a frafalla, Marilyn Monroe in Come sposare un Milionario      Ray-Ban Wayfarer di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany

È questo il pensiero che anima Cinema & Occhiali: 100 anni di storia di un mito, esposizione che si terrà dal 14 al 23 Ottobre a Roma, nel Foyer dell’Auditorium del Parco della Musica, nell’ambito di quello che è divenuto, in pochi anni, uno degli appuntamenti più attesi per il mondo del cinema: la IV Edizione del Festival Internazionale del Film. Per la prima volta, in un allestimento studiato dallo scenografo di fama internazionale Jean-Paul Troili - che ha costellato i corridoi del foyer con delle preziose teche in plexiglass e legno di ciliegio - 20 paia di celeberrimi occhiali, che hanno saputo racchiudere e definire altrettante personalità del mondo della celluloide, saranno esposte in un’unica mostra, corredate dalle foto delle stars che li hanno indossati.

Ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore (Belluno) e la Galleria Guglielmo Tabacchi di Padova, entrambe detentrici di due tra le più prestigiose e complete collezioni al mondo in materia di occhiali. Come afferma Vittorio Tabacchi, Presidente di MIDO (Mostra Internazionale di Ottica, Optometria e Oftalmologia) e di ANFAO (Associazione Nazionale Fabbricanti di Articoli Ottici), “l'industria italiana dell'occhialeria è la più prestigiosa del mondo, e non a caso gran parte degli occhiali entrati nella leggenda grazie al cinema sono frutto della creatività italiana, e prodotti da aziende italiane. Potendo vantare questo primato, abbiamo voluto presentare al pubblico gli occhiali più famosi, quelli che hanno fatto la storia del cinema, o che da soli sono diventati dei veri e propri simboli. Tutti i visitatori potranno vedere con i loro occhi dei pezzi unici; un'occasione per immergersi nelle atmosfere del passato, e per riscoprire l'importanza e il fascino di questi indicatori di stile”.

Così ci è possibile ammirare, uno di fianco all’altro, i Ray-Ban Wayfarer di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, insieme a quelli dei Blues Brothers Dan Aykroyd e John Belushi, gli heart-shaped glasses di Sue Lyon in Lolita e gli Aviator di Tom Cruise in Top Gun, gli occhiali a farfalla “che fanno tanto zitella” di Marilyn Monroe in Come sposare un Milionario e quelli di Woody Allen ne Il dittatore dello Stato libero di Bananas.

Così, è come se, in un quello stesso foyer, Holly Golightly stesse amabilmente conversando con John ed Elwood Blues, come se Lolita cercasse di sedurre sfrontatamente il tenente Maverick, come se Pola Debevoise ballasse la Millionaire Dance ad uno stralunato Fielding Mellish. Respiriamo la stessa illusione che ci regala il cinema; ma stavolta, a regalarcela, altro non è che un accessorio di moda.

CINEMA E OCCHIALI: 100 ANNI DI STORIA DI UN MITO
Dal 14 al 23 Ottobre 2009
Foyer dell’Auditorium Parco della Musica - Viale Pietro de Coubertin, 30 - ROMA
Orario: 09.00 - 24.00
Ingresso libero

http://www.museodellocchiale.it
http://www.musei.it/veneto/padova/galleria-guglielmo-tabacchi.asp


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