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ALAÏA - Parigi, Palais Galliera - fino al 26-01-2013 PDF
Giovedì 16 Gennaio 2014 00:00

AZZEDINE ALAÏA, COSTRUTTORE DI INCANTI

ALAÏA - Parigi, Palais Galliera - fino al 26-01-2013

di Stephanie Chaulet

 

Alaia, Bustier Dress by Patrick DemarchelierIl Musée de la Mode de la Ville de Paris - custodito nel gioiello neoclassico del Palais Galliera, posto di fronte al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris come a ricordare, ancora una volta, la stretta fratellanza tra Arte e Moda - riapre i suoi spazi dopo un lungo restauro, durato 4 anni, celebrando con grazia e solennità il maestro Azzedine Alaïa, faro di luce splendente della haute couture francese sin dagli anni ’80.

Un tributo al cui cospetto sono accorse le più brillanti personalità della moda e dell’arte, pronte a rendere omaggio, in questa grande retrospettiva, ad un incantevole couturier - che da sempre preferisce definirsi semplicemente costruttore.

 

 

Settanta modelli divenuti essi stessi, quasi reificandosi, icônes de la Mode, sono esposti in entrambe le prestigiose sale museali, come a voler concretizzare, appunto, il dialogo infinito tra l’Arte e la Haute Couture: la salle Matisse del Museo d’Arte Moderna è infatti lo scrigno perfetto, e la perfetta risposta pittorica, alle creazioni di Alaïa, principalmente attraverso le due opere, poste come due numi tutelari - La Danse ou lutte des Nymphes (1931) e La Danse inachevée (1931-1933) - del celebre pittore fauvista.

 

Alaia au Palais Galliera, Salle Matisse

 

Sobrietà e penombra avvolgono, per meglio regalare agli occhi del pubblico lo spettacolo a-temporale dei modelli scelti, come tappe simboliche di un piccolo grande genio delle linee e dei tessuti, per il quale lo scenografo Martin Szekely ha appositamente disegnato gli spazi seguendo l’asse del palazzo, con pedane appena soprelevate, di modo che gli evanescenti manichini in plexiglas possano offrirsi alla contemplazione più palpabile per i loro fruitori, come per permettere un ennesimo dialogo: quello tra l’ammiratore ed il Maestro.

 

Alaia au Palais Galliera, Salon d honneur

 

«Una donna è un’attrice, costantemente in scena […] Tuttavia, preferisco che le persone si rammentino della donna, e non dei suoi vestiti».

Parole di Azzedine che sono una precisa dichiarazione d’amore nei confronti del genere femminile, a cominciare da tutte le donne a lui vicine - prototipi di Bellezza, stelle planetarie del cinema così come rappresentanti dell’intellighenzia parigina (Cécile de Rothschild, Louise Vilmorin, Arletty, Greta Garbo, Grace Jones, Madonna) di cui seppe - e sa tuttora - scolpire il corpo, in forza del suo stesso diploma in scultura, conseguito all’Accademia di Belle Arti di Tunisi, che lo collocano sulla medesima linea di eccellenza di Maestri come Balenciaga, Madeleine Vionnet, Paul Poiret, Charles James, Madame Grès.

Il suo celeberrimo motto «Je fais les vêtements, elles font la mode» traduce la simbiosi tra l'artista e le top-models, in particolare quelle degli anni ’80 - le altrettanto leggendarie Naomi Campbell, Stephanie Seymour, Linda Evangelista, Yasmin Le Bon.

 

Alaia au Palais Galliera, Musee de la Mode

 

Assistente presso gli ateliers di Guy Laroche e di Christian Dior a partire dal 1957, i suoi primi passi autonomi nell’arte della raffinatissima sartoria sur mesure sono stati sospinti dall’amico Thierry Mugler, che lo spronò a presentare una sua collezione - declinata nel segno del cuoio - nel 1979, persuaso dal suo indiscusso talento, capace di padroneggiare tutte le tappe della creazione: dal disegno, alla creazione della modellistica, al taglio, alla geometria delle linee e dei volumi... in una parola: dalla sua maestria nella couture.

 

Alaia, le dompteur des cuirs, au Palais Galliera

 

È proprio a partire dal 1979 che prendono vita, dunque, i suoi voli pindarici su tessuti, trasformati in seconda pelle: memorabili i costumi di scena per le 23 ballerine del Crazy Horse, vertice del nudo artistico per il quale sa esaltare la viva pelle come nessuno prima.

Come ebbe a scrivere Michel Tournier, «Azzedine Alaïa ha saputo magnificare il corpo, e rispondere al fantasma contraddittorio di tutte le donne: essere costrette, ma rimanere libere».

 

Alaia, couturier des corps, au Palais Galliera

 

Una costante ricerca concettuale e artistica sul tessuto, la sua, che vede nascere, nel 1992, creazioni altamente glamour in fibre anti-stress, come il jersey o un’improbabilmente sensuale lana cotta; il gioco sullo stretch per scolpire il corpo diventa, nelle mani di Alaïa, quasi uno studio di alchimia.

Mousseline o materiali inusitati come les houppettes - piumini da cipria inglobati nell’abito come trompe l’œil - permettono al curatore Olivier Saillard, storico della moda che ha fortemente voluto Azzedine per la riapertura del Galliera, di scrivere: «I suoi abiti, sono carezze per le donne».

 

Alaia, Powder Puff dress by Paolo Roversi e creazioni knitted

 

In particolare, le tracce iconiche ed immediatamente riconoscibili dell'arte di Alaïa sono riscontrabili nei pochi ricami, controbilanciati da un’estrema sofisticatezza che predilige elementi come i cappucci sull’abito, oggi sdoganati ma nati dalla sua audacia sartoriale ed estetica, le cerniere zip o gli œillets, i bottoncini a pressione incastonati come innumerevoli occhi su un corpo femminile.

Scarti della haute couture, che li bollava come volgari, nelle mani di Azzedine diventano veri e propri elementi-chiave di abiti dalle forme a spirale, dai tagli laser e a sbieco, da palettes minimali nei toni dell’immancabile nero, del nude, del bianco.

 

Alaia, zip et robes a capouche au Palais Galliera

 

Un valzer tra il plebeo ed il lussuoso perfettamente palese anche nella capsule collection per la catena francese low-cost Tati, negli anni ’90, all’interno della quale il couturier gioca con il pattern vichy rose, uno degli elementi-principe dello chic parisien. Una collaborazione suggellata artisticamente dalla presenza di Julian Schnabel, e definitivamente celebrata - nonché ormai spessissimo imitata - come la consacrazione di un'aristocrazia della moda alla portata di tutti.

Ogni abito presente al Palais Galliera incarna tappe iconiche non soltanto per il couturier, ma anche per la stessa storia della moda - come l’abito creato nel 1985 per la Bond girl Grace Jones: come nessuno, del resto, Azzedine Alaïa ha saputo celebrare la bellezza della donna africana, pantera sinuosa come Grace, come Iman, come - più recentemente - la bellissima pop-star Rihanna.

 

Alaia au Palais Galliera, Grace Jones et impressions d Afrique

 

Una menzione d’onore, forse quella che maggiormente lo incarna, è rappresentata dalla sua totale scelta di libertà nei confronti dei codici avvilenti che cadenzano il mondo della moda: pupillo di molte riviste patinate, vincitore di numerosi premi del settore, protagonista di personali all’interno di spazi museali sparsi in ogni lato del globo, accanto a giganti dell’arte contemporanea, questo curioso folletto, schivo tanto quanto geniale, sempre vestito con un ensemble nero alla Mao, si è impetuosamente, coraggiosamente rifiutato di diventare schiavo dei tempi, delle critiche, delle tirannie imposte dal sistema-moda.

 

Azzedine Alaia, Rossy De Palma, Naomi et Carla Sozzani au Palais Galliera

 

Così, con un coup de théâtre degno della sua Greta, Azzedine Alaïa ha voltato le spalle alla sacralità fatua delle fashion weeks parigine, imponendo - a partire dal 1987 - i suoi propri tempi di esibizione, ed accogliendo la sua cerchia di clienti ed amici nel suo atelier sulla Rive Gauche, o semplicemente nel suo appartamento di Rue de Bellechasse, esponendo fieramente meravigliose creazioni a-temporali.

Scelta che trova conferma nel fine del suo magnifico, iconico lavoro, così come nella concezione stessa della moda per Azzedine Alaïa: uno splendido esercizio di stile, vissuto prediligendo «i vestiti che durano» a quelli che si spengono nell’arco di una stagione, tenendo sempre ben presente che, in fondo, ciò che basta è «cancellare gli appuntamenti, non i ricordi».

 

ALAÏA

A cura di Olivier Saillard - Scenografie di Martin Szekely

Dal 28 settembre 2013 al 26 gennaio 2014

PALAIS GALLIERA

Musée de la Mode - avenue Pierre Ier de Serbie, 10 - Parigi

Musée d’Art Moderne, salle Matisse - avenue du Président Wilson, 11 - Parigi

Orario : dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00 - il giovedì, fino alle 21.00

Ingresso: al Musée de la Mode, intero 8.00 € - ridotto 6.00 € | al Musée d’Art Moderne, open admittance

www.palaisgalliera.paris.fr | www.mam.paris.fr

 

Alaia par Olivier Saillard, cover catalogoCatalogo: Alaïa par Olivier Saillard

Editions Paris Musées

216 pagine - 128 fotografie di G. Bensimon, A. Elgort, I. Gallo, J. P. Goude, G. Gorman, A. de la Morinerie, H. Newton, H. Ritts, H. T. Horst, P. Lindbergh, J. B. Mondino, P. Roversi, S. Moon, B. Weber

Prezzo: 34 €

 

Pics’ credits & courtesy:

 

Per le immagini d’archivio:

Alaïa, Bustier Dress, Couture Spring 2003 - credits: Patrick Demarchelier - courtesy: Azzedine Alaïa Archives

Alaïa, ‘Powder Puff’ dress, Spring 1994 - credits: Paolo Roversi, 2013 - courtesy: Azzedine Alaïa Archives

 

Per le immagini dal Palais Galliera:

Credits: Pierre Antoine - Courtesy: Palais Galliera

 

Per le immagini dal vernissage al Palais (con Rossy De Palma, Naomi Campbell e Carla Sozzani):

Courtesy Fabio Iona per Vogue & S-A News Info Photos

 

SeroxCult desidera ringraziare Caroline Chenu e Elisabeth Boucheron @ DAC - Galliera Presse

 

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