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Anche i fashionisti mangiano. Fashion Food, le contaminazioni tra MODA E CIBO PDF
Mercoledì 18 Dicembre 2013 21:11

ANCHE I FASHIONISTI MANGIANO

Un tour nel mondo delle contaminazioni tra moda e cibo

di Fabiana Mariani

 

Diet Coke by Marc Jacobs 2013Mentre Karl Lagerfeld, devoto consumatore di Diet Coke e Dior Homme, dichiara “Fashion is the healthiest motivation to lose weight”, e Franca Sozzani continua la sua nobile battaglia di educazione alimentare contro i blog pro-ana e pro-mia (ma al contempo ci confonde confessando a Daria Bignardi, durante un’Intervista Barbarica, di non avere mai provato un tiramisù in vita sua), il rapporto tra cibo e moda si fa di questi tempi sempre più stretto.

La partenza del fenomeno è stata cauta e piuttosto ovvia: gli stilisti più noti sono stati invitati a personalizzare il packaging di alcuni prodotti alimentari per scuotere le vendite di marchi che, in ogni caso, non conoscono crisi. Ad esempio, dopo un esercito di altrettanti colleghi di Karl addicted alla cola al saccarosio, che hanno voluto fornirne la loro griffata versione (al punto che faremmo prima a nominare chi non ci si è cimentato...), ecco la notizia dell’approdo alla direzione creativa della Coca Cola Light per il neo-orfano di Vuitton Marc Jacobs, che ha ricoperto di fiocchi, rondini e pois rossi le lattine e mini-bottles della bibita, associandone al trentesimo compleanno 3 sofisticate silhouettes.

I Heart 80s, I Heart 90s e I Heart 00s ripercorrono così, attraverso i suddetti motivi iconici, l’evoluzione della moda femminile lungo queste tre decadi, e saranno distribuite in limited edition - come la griffatissima tote bag in palio, tramite estrazioni a sorte quotidiane - fino al 31 dicembre 2013.

 

Diet Coke by Marc Jacobs 2013, e tote bag in palio 

 

Co-tanta operazione di co-branding non fa che inserirsi in molte altre di questo tipo: bottiglie di San Pellegrino by Bulgari, champagne Veuve Clicquot in dust-bag di Pucci, scatole di macarons Ladurée con interventi artistici di Marni, Tsumori Chisato, Lanvin, John Galliano, Matthew Williamson, Christian Louboutin...

Prodotti destinati ai collezionisti, ideati per feticisti, pensati per abbellire mensole ed esposizioni, piuttosto che per essere consumati.

 

Marni, ottobre 2009, e Tsumori Chisato, marzo 2012, per Laduree

 

Considerando il basso livello di massa grassa che sfoggiano gli addetti ai lavori del mondo della moda (complice la follia collettiva, attuale e americanissima, delle torture intestinali che offre lo juice cleansing, basato sul mega-centrifugato di ortaggi, ortaggi e ancora ortaggi), non ci si stupisce nello scoprire che la maggior parte di queste collaborazioni vedano coinvolte case produttrici di spumanti, champagne e liquori.

Dopotutto, in un ambiente dove nessuno mangia pubblicamente, ma scorrono fiumi di alcolici ad ogni evento, promuovere una bottiglia decorata da uno stilista - riuscendo a immortalare il jet-set mentre realmente consuma il prodotto - è la scelta più conveniente e facile da realizzare.

 

Armani Dolci, Natale 2013Al giorno d’oggi, del resto, quello che unisce ancora di più cibo e moda è il logo, nella sua semplicità grafica.

Se decenni fa il profumo firmato rappresentava per le masse la prima chiave d’accesso al mondo del lusso, ora, con la crisi che ci logora, ci si accontenta di un pasticcino logato - che costa sensibilmente meno e, una volta instagrammato e condiviso, fa lo stesso la sua bella figura.

Lo hanno capito prima di tutto Armani (con la sua linea Armani/Dolci) e Gucci, che nei loro stores offrono scatole di praline ossessivamente logate (in collaborazione con l’eccellente cioccolata Venchi), panettoni e pandori dal pacchetto minimal-chic e tiramisù con iconiche doppie G incrociate (al Gucci Café di Milano).

 

Del resto, parlando di Milano, il solo capoluogo racchiude una tale concentrazione di ristoranti, bistrot e caffè griffati - non solo Gucci, ma anche il Gold di Dolce & Gabbana, il Nobu di Armani, il Bulgari in Zona Brera, il Trussardi alla Scala, il Just Cavalli Café in Parco Sempione, fino a La Croyance, all’interno dell’Hotel Maison Moschino - che parrebbe vero ciò che ha rivelato un recente editoriale del Corriere della Sera: vezzo dello stilista italico è quello di inaugurare un suo proprio ristorante.

 

Kirsten Dunst as Marie Antoinette, by Annie Leibovitz per Vogue, 2006Per quanti non avessero somme più o meno ingenti da investire, e volessero comunque sentirsi vicini alla tendenza dilagante del fashion food, le vie della moda sono infinite: la strada da percorrere, dunque, assume la forma del DIY - do it yourself, precetto molto punk, attraverso l’éscamotage del cake design, che permette di creare borsette e scarpette zuccherose, falsi d’autore commestibili da fare invidia ai venditori ambulanti.

 

Casalinghe disperate e fashion victims devote a Renato Ardovino a parte, l’incontro tra cibo e moda ha stimolato altri tipi di reazioni dal basso, che in quanto a creatività non la mandano certo a dire.

Esempio eclatante proveniente dal web è il blog italiano Taste of Runway, nato da un’idea di Anna Marconi, la quale ha unito le sue due passioni mettendo in scena una sfilata, virtuale e costante, di piatti ispirati ai colori ed alle forme degli abiti delle passerelle più up-to-date, stagione dopo stagione, tendenza dopo tendenza. Taste of Runway è, nelle parole della sua appassionata autrice, “un racconto di felicità tra un abito e una ricetta”.

 

Taste of Runway, Burberry Prorsum AI2014 e melanzane e peperoni in salsa rubra

 

Allo stesso modo, Gnam Box è un social foodie project nato dalla voglia di convivialità, e dalla passione per il buon cibo, di Riccardo Casiraghi e Stefano Paleari, designers alla nascita, che invitano al loro desco virtuale illustri personalità della moda, del design e del lifestyle a spignattare il loro piatto preferito, sortendone l’effetto di un blog ricco di stile, di gusto e di quel calore brioso che si respira alle cene tra amici.

 

Gnam Box, Costantino Della Gherardesca, involtini vietnamiti, e Simone Marchetti, risotto gamberi e zucchine

 

Nell’editoria tradizionale, invece, è entrata in gioco Amazon BuyVip in collaborazione con Marsilio Editori, con un progetto editoriale di recente pubblicazione intitolato Cooking Couture. Stesso concept di Taste of Runway, il libro unisce eccellenze culinarie e sartoriali italiane: lo chef Matias Perdomo, del ristorante Al Pont de Ferr di Milano, ha creato undici piatti per rappresentare altrettanti artisti - da Etro a Marni, da Antonio Marras a Versace. Ogni prelibatezza è stata poi fotografata da Giovanni Gastel, e raccontata da Gisella Borioli.

 

Cooking Couture, Fumo Freddo, marinata affumicata di ricciola e caviale, Matias Perdomo per Costume National - foto Giovanni Gastel, foto sfilata Piero Biasion

 

Rimanendo in campo editoriale, posto che “le mode di stagione privilegiano il buon gusto: in effetti, sono tutte commestibili”, in Una questione di gusto, edito da De Agostini, Fulvio Bonavia - che già per Garage Mag ricoprì una creazione di Alexander McQueen di lattuga, una di Louis Vuitton di noci, e via così - fonde in maniera divertente moda e cibo DOC, per ricavarne ballerine di melanzane, pochette di mirtilli e coppole di foglie di carciofo.

 

Fulvio Bonavia, Una questione di gusto

 

Infine, complice il clamoroso successo dei programmi tv dedicati alla cucina, anche in Italia gli chef hanno raggiunto una notorietà mai vista prima. Ma se fino a ieri il belloccio Carlo Cracco e compagnia bella si erano limitati a pubblicizzare padelle e altri utensili per la cucina, il lungimirante Davide Oldani, astro fulgente della ristorazione stellata, ha compiuto un passo molto più lungo.

Il nostro, infatti, si è prodotto nella preparazione di un cenone per un parterre de rois di tutto rispetto (tra gli altri, Gentucca Bini, Amber Valletta ed un sempre meraviglioso Filippo Timi).

L’occasione? Il Natale 2013, e lo shopping personality-based promosso dal colosso dell’e-commerce Yoox, per la deliziosa e multimediale iniziativa Natale a casa con Yoox. Tra la ricetta delle chips di cotenna e la capsule-collection esclusiva di grembiuli da cucina customizzati da eccellenti nomi del fashion design e dell’arte contemporanea, scorre il minimo comune denominatore dello shopping virtuale.

 

 

Ma non è tutto: in collaborazione con il marchio leader nel settore Gallo, ecco arrivare Gallo D’O, gambaletti da uomo e da donna - in edizione limitata per queste feste natalizie - che riportano in colori sgargianti la forchetta/cucchiaio Passepartout ed il cucchiaino Espoon, le celeberrime posate disegnate da Oldani stesso.

Recita il claim: “la calza apparecchiata da indossare con gli occhi e con il palato”.

Il cortocircuito tra moda e cibo è servito.

Didascalie immagini

1_Marc Jacobs, direttore creativo e testimonial 2013 per Coca Cola Light

2_Le mini-bottles di Diet Coke griffate Marc Jacobs, e la tote-bag in palio ogni giorno fino al 31 dicembre 2013

3_Marni, macarons al cioccolato ricoperti da un sottile strato in oro alimentare e box personalizzato per Ladurée, ottobre 2009 | Tsumori Chisato, macarons ai fiori di ciliegio con candela profumata e box personalizzato per Ladurée, marzo 2012

4_Armani/Dolci, le proposte in vendita anche online per il Natale 2013

5_Kirsten Dunst nella versione punk e golosa che Sofia Coppola ha fornito di Marie Antoinette. La foto è tratta dal meraviglioso editoriale dedicato all’uscita del film, e firmato da Annie Leibovitz per Vogue, 2006

6_Taste of Runway: outfit di Burberry Prorsum per l’autunno-inverno 2014, accostato alle melanzane e peperoni in salsa rubra preparate da Anna Marconi

7_Gnam Box: nella cucina di Riccardo e Stefano, si sono affaccendati ai fornelli anche Costantino della Gherardesca con i suoi involtini vietnamiti, e l’editor in chief di D di Repubblica Simone Marchetti con il suo risotto con gamberi e zucchine

8_Cooking Couture: “Fumo Freddo” è il nome della marinata affumicata di ricciola e caviale che Matias Perdomo ha ideato per Costume National. La foto dalla sfilata è di Piero Biasion, quella del piatto è di Giovanni Gastel, il libro è edito da Marsilio Editori

9_Fulvio Bonavia, still life tratti dal libro Una questione di Gusto, edito da De Agostini


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