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Moda e Movida. MANUEL PIÑA - Madrid, Museo del Traje - fino al 26-01-2014 PDF
Martedì 17 Dicembre 2013 11:00

MODA E MOVIDA - ovvero, DI QUANDO LA RIVOLUZIONE SPOSÒ IL PRÊT-Á-PORTER

Manuel Piña, diseñador de moda (1944-1994) - Madrid, Museo del Traje - fino al 26-01-2014

di Simona Spinola

 

ritratto di Manuel PinaSolo un trentennio separa l'attuale Spagna della crisi, piegata su sé stessa, dai gloriosi anni Ottanta - dove, in pieno risveglio dal torpore post-dittatura, Madrid trascinava un intero Paese, cavalcando entusiasta l'onda della libertà creativa.

La cosiddetta movida madrileña è molto, molto più di una reazione alla fine della dittatura di Francisco Franco - così come, del resto, sarebbe riduttivo classificarla come un movimento sociale ed artistico avviatosi durante i primi anni della Transizione spagnola. Forse sarebbe meglio parlare di un sogno esploso all'improvviso, in seguito ad un decennio di repressione, in cui, a briglie sciolte, la sperimentazione e l'esasperato bisogno di un cambiamento radicale abbracciavano ideologie libertarie di sinistra per dare adito ad un'illimitata energia artistica.

Bellezza e democrazia, sperimentazione e libertà, modernità e fantasia erano i capisaldi di questo nuovo mood che gravitava attorno alla rivista La Luna e che raggruppava, tra gli altri, esponenti del calibro del musicista Joaquín Sabina, del gruppo Alaska, del fotografo Alberto Garcia Alix e del regista Pedro Almodóvar.

La Capital come nucleo di inquietudini, ed autentica portavoce della rinascita spagnola post-franchista, dopo quarant’anni di silenzio. Anni di estrema provocazione, che - in un mix di trasgressione, eccessi, arte e musica - hanno contribuito a svegliare, scandalizzare e liberare un popolo oramai sopito dalla dittatura.

La Movida segnava così il passaggio da una Nazione chiusa e ostile al cambiamento, ad un Paese moderno e culturalmente aperto.

Il post-dittatura rivendicava la propria ansia di libertà anche e soprattutto nella moda, intesa come espressione di un sé che si scrollava di dosso etichette e restrizioni, per fagocitare influenze random dal resto del mondo, e soprattutto da un'Europa che d'improvviso appariva più vicina.

Impensabile discernere da questo contesto la traiettoria artistica di Manuel Piña, deceduto nel 1994 a soli cinquant'anni.

 

Manuel Pina al Museo del Traje 

 

La carriera del diseñador de la movida è stata veloce ed impaziente almeno quanto il suo temperamento: arrivato a 19 anni a Madrid dal proverbiale paesello con le idee ben chiare, apre la sua prima sartoria nel 1974, presenta la sua prima collezione a Barcellona 4 anni dopo, e l'anno successivo è incaricato di confezionare l'uniforme dell'Orchestra Nazionale Spagnola.

Nel 1981 apre uno store a New York, nel 1987 le sue collezioni approdano in Italia, Germania e Regno Unito, e nell'89 a Parigi e a Tokyo.

 

Manuel Pina al Museo del Traje 2

 

Dal 1985 al 1990 è una presenza fissa della Pasarela Cibeles, palcoscenico delle sfilate iberiche più importanti, ma con l'ultimo decennio del secolo si apre la fase più difficile: dopo anni di irrefrenabile ascesa, i debiti contratti in seguito al retro-front di una società giapponese, con cui era stato firmato un accordo, lo costringono a chiudere il suo atelier centrale a Madrid, e ad interrompere bruscamente la sua carriera come fashion designer.

Ripiega le energie nella creazione di accessori - scarpe ed occhiali in primis - ma al repentino crollo negli affari si aggiunge la comparsa di gravi disturbi fisici. Nel 1992, dopo mesi sfiancanti di malattia, il verdetto non perdona: toxoplasmosi cerebrale, a cui si aggiunge la scoperta di aver contratto l’AIDS, che lacera i suoi ultimi due anni di vita, trascorsi con la famiglia nel paese natale, Manzanares - dove, oggi, sorge il Museo Manuel Piña.

 

Nel 2014 ricorrerà il decimo anniversario della sua morte, ed il Museo del Traje di Madrid ha deciso di rendergli omaggio ripercorrendo il suo fulmineo successo, attraverso una selezione di 72 abiti.

 

mostra Manuel Pina, courtesy Museo del Traje

Manuel Pina al Museo del Traje

Manuel Pina al Museo del Traje 

 

Autodidatta, Piña (che, tra l’altro, ri-battezzò Rossy De Palma - allora Rosa Elena García Echave - col nome attraverso cui ci siamo abituati ad amarla) pareva trasportare con foga sui tessuti l'inquietudine di quegli anni, proponendo una mujer nueva la cui bellezza era costituita da forza, convinzione ed intelligenza.

 

Manuel Pina al Museo del Traje 3

 

I volumi esagerati, la manipolazione dei tessuti, la contaminazione degli stili, lo sguardo ironico verso la simbologia spagnola rendono il suo approccio alla moda più vicino al modus operandi proprio di un artista plastico, piuttosto che di uno stilista di moda.

Del resto, Piña all'arte ha dato tutto, ogni giorno di più, mettendo in gioco tutti i suoi averi al punto di lasciare in secondo piano la sua salute.

Le collaborazioni con pittori spagnoli quali Juan Gomilla, Enrique Naya e Juan José Carrero rappresentano le incursioni più tangibili nel mondo dell'arte tradizionale di questo stilista, che si autodefiniva vendedor de emociones.

 

Manuel Pina e Gomilla

Manuel Pina e Costus

 

Durante il ventennio di attività nel mondo della moda, uno de los siete magnificos (come è stato definito insieme a Francis Montesinos, Pepe Reblet, Toni Miró, Paco Casado, Adolfo Domínguez e Daniel Carbocci) ha spiccato soprattutto per la versatilità e la contaminazione, prediligendo abbinamenti shock basati sui più anticonvenzionali materiali plastici accostati alla lana grezza.

 

Manuel Pina al Museo del Traje 1

 

Il Museo del Traje suddivide la sua produzione in 5 fasi, che partono dagli esordi - per sottolineare il rapporto odi et amo con la tradizione spagnola, rivisitata con sfrontatezza ed irriverente aplomb, tra fibre tessili naturali e sperimentazioni - passando per gli anni ’80, quando la mujer Piña, sexy e glamour, rivendica i suoi tratti distintivi nelle passerelle internazionali; fino al declino personale e professionale, sussurrato da ultime collezioni poco convinte e timorose di osare, nonostante le proficue collaborazioni con gli artisti spagnoli attestate nello spazio finale del percorso.

 

Manuel Pina 8

 

Di particolare interesse la terza sala, intitolata Puro Espectaculo, dove vengono presentati abiti in cui è possibile ascoltare, forte e chiaro, il richiamo dell'avanguardia artistica sprigionato nei mitici anni della Movida.

 

Manuel Pina al Museo del Traje 2

 

Il patrimonio tessile spagnolo dei pizzi macramé abbraccia la modernità fondendosi con il denim, la rafia e le piume, per portare sulle passerelle la consapevolezza di chi, passeggiando per il centro di Madrid negli anni ‘80, pare proprio aver esclamato che “in un momento, ho capito che il futuro era qui [1]”.

 

Manuel Piña, diseñador de moda (1944-1994)

A cura di Concha Herranz e Juan Gutiérrez

Con la collaborazione del Museo Manuel Piña, Manzanares (Ciudad Real)

Dal 15 novembre 2013 al 26 gennaio 2014

Museo del Traje - Avenida de Juan de Herrera, 2 - Madrid

Orario: dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 19 - domenica e festivi, dalle 10 alle 15

Ingresso: open admittance | Visite Guidate: Sabato 11 e 25 Gennaio 2014, ore 12.30

www.museodeltraje.es - catalogo degli abiti in esposizione

Museo Manuel Piña su Facebook

 

Didascalie:

1_Javier Vallhonrat, ritratto di Manuel Piña, 1986

2_Vestito in vernice a forma di cono rovesciato, P-E 1991 | Giacca in taffetà di lana e cashmere con applicazioni in camoscio + pantaloni con fibbie e flaps, A-I 1990-91, Pasarela Cibeles, collezione privata | Vestito tipo tubino ispirato agli insetti, in taffetà di plastica metallizzato, con cerchio per sottogonna e rivetti metallici

3_Vestito lavorato a mano, in macramè di lana e fiocchi di lana grezza, A-I 1990-91 | Cappotto in mohair di taglio rettangolare, con collo sciallato e strascico, A-I 1990-91

4_Veduta dall’esibizione Manuel Piña, diseñador de moda (1944-1994) al Museo del Traje, Madrid

5_Veduta dall’esibizione Manuel Piña, diseñador de moda (1944-1994) al Museo del Traje, Madrid: abito da sera andaluso in pizzo di cotone e triplo volant con strascico, P-E 1988

6_Veduta dall’esibizione Manuel Piña, diseñador de moda (1944-1994) al Museo del Traje, Madrid: abito da sera andaluso in pizzo di cotone e triplo volant con strascico, P-E 1988; di fronte, dal guardaroba personale dello stilista, soprabito in cotone drappeggiato, giacca con collo alla coreana e pantaloni in nappa, 1984

6_Abito asimmetrico in rayon con taglio a pantaloni posteriore. Motivo a crocifisso di macramè oro in cordone di rayon grezzo e filo metallico dorato, P-E 1990, collezione privata | Abito in lurex con ampio scollo sulla schiena, P-E 1987, collezione Azucena Hernández

7_ Abito in taffetà di cotone con ali a punta, e abito in taffetà di cotone con tre volants disposti a cerchio, entrambi dipinti a mano da Juan Gomila, 1984

8_Abito da sera con lungo strascico composto da quattro volants a ventaglio sovrapposti e profilati da cerchi per sottogonna, dipinto a mano da Costus, P-E 1988

9_Vedute dall’esibizione Manuel Piña, diseñador de moda (1944-1994) al Museo del Traje, Madrid: abiti realizzati e ricamati a mano, con aghi da lana, in taffetà di lana e ciuffi di lana grezza, A-I 1989-90 | Abito in jersey di seta con maniche lunghe a strascico, 1988

10_Abito da sera andaluso in pizzo di cotone e triplo volant con strascico, P-E 1988 | Abito da sera andaluso in rayon con scollo a taglio triangolare sulla schiena, profilato in raso sui volants della coda, P-E 1988

11_Mini-dress composto da tubi di plastica trasparenti riempiti con fili di seta policromi e collegati tra loro con filo di metallo attorcigliato, in collaborazione con Enrique Cinovas, Pasarela Cibeles, P-E 1991

 

Dove non diversamente specificato, credits: S. G. Promoción de las Bellas Artes - Ministerio de Educación, Cultura y Deporte - Museo del Traje (Madrid)

Courtesy: Museo Manuel Piña (Manzanares) e Museo del Traje (Madrid)

Per le foto delle vedute dal Museo del Traje, credits: Simona Spinola

 


[1] Radio Futura, Enamorado de la moda juvenil [1980]

 

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