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A.I. 2013 per AltaRoma: ROMA CAPUT DIVINA - una Wunderkammer nella Biblioteca Angelica PDF
Lunedì 15 Luglio 2013 13:04

LUOGHI SOSPESI NELL’INCANTO DI UNA WUNDERKAMMER

A.I. 2013 per AltaRoma: Roma Caput Divina - Roma, Biblioteca Angelica

di Giorgia Noto

 

Mustafa Sabbagh a Roma Caput DivinaIl magico paradosso della contemporaneità è che è in grado di vestirsi con abiti e accessori apparentemente permeati di una coltre di antichità e di quel fascinoso gusto della memoria, restituendo nell’insieme un modulo assolutamente al passo con i tempi.

Entrare nella seicentesca Biblioteca Angelica di Roma - uno dei due spazi dove, lo scorso lunedì, si è svolta una nuova edizione di A.I. - Roma Caput Divina, è stato come immettersi in una realtà parallela.

Molto più che entrare in un set cinematografico, è sembrato di trovarsi in uno spazio direttamente aperto, all’interno di un immaginario. Un tocco tangibile del surreale.

Tra passato e iper-presente, la sapiente manualità dell’artigianato d’autore si fonde con il linguaggio visivo dell’arte contemporanea, creando una moda che non è semplicemente qualcosa da indossare, ma l’esternazione di un mondo interiore, una seconda pelle che racconta stati d’animo.

 

Quella sottile ed impercettibile porosità delle emozioni, che si indossano anche solo dialogandone.

 

Roma Caput Divina view e Clara Tosi Pamphili e Alessio De Navasques

 

A.I. - Artisanal Intelligence, a cura di Clara Tosi Pamphili e Alessio De’ Navasques e promosso da AltaRoma, è infatti un network tutto italiano che collega i tre macro-mondi di Moda, Artigianato ed Arte. Attraverso questa piattaforma, l’autorialità viene sospinta in una realtà odierna sempre più overfull, cercando percorsi alternativi ed invadendo spazi inconsueti, per mostrare tutta la versatilità di cui è capace.

 

Faceless, Mustafa Sabbagh, Untitled, from series Memorie Liquide, 2012Il fil rouge di questa edizione è stato la testa, e le sue possibili rappresentazioni.

 

Singolare come questo luogo del corpo, oltre che per Cheveux Chéris a Parigi, sia anche al centro di una mostra attualmente in corso al Quartier21 di Vienna.

Qui, da subito, il titolo prefigura la linea tracciata: nel percorso espositivo di Faceless, infatti - costellato da opere di artisti della moda quali, tra gli altri, la Maison Martin Margiela, Gareth Pugh, Viktor & Rolf, Bernhard Willhelm, e quello stesso splendido Mustafa Sabbagh presente anche in questa esibizione romana - non viene tanto sottolineata l’esaltazione dell’anonimato, quanto più la manipolazione di un oltre del volto.

Tessuti, ricami, applicazioni, nuovi segni di connotazione per una fisionomia che non scompare, ma si (ri)figura di altre sembianze, talvolta anche (s)figurandosi.

Faceless, Nienke Klunder, Bryce, from series Big Rock Candy Mountains, e Thorsten Brinkmann, Milkymaid, 2009

 

AVA Catherside e Paola Balzano a Roma Caput DivinaA Roma, invece, non si sceglie un punto preciso di questo luogo: la testa è vista in tutto il suo insieme ed è sperimentata come campo di ricerca. Un feticcio di opposti e tensioni: spirito e materia, pensiero e tattilità, riflessione e praticità.

 

Poco prima di entrare nella sala di lettura della Biblioteca Angelica c’è un corridoio, che non è solo uno snodo di accesso salendo dalle scale che collegano l’esterno con l’interno, ma è anche il luogo di archivio. Piuttosto che moderno, esso è un luogo come una volta.

Le pareti di questo rettangolare corridoio sono la spalla su cui poggiano i mobili per la catalogazione: in tutti quei cassettini, divisi per ordine alfabetico, c’è l’intero inventario, sono segnati i libri, gli autori e la loro relativa collocazione all’interno della Biblioteca.

Ecco la sua testa, la mente che tiene tutto insieme e lo restituisce, come la memoria di un processore che, invece, accorpa tutto virtualmente; ma qui la testa è sfogliabile, e tangibile.

 

Edoardo Cicconi, SoulSkin e Suzy Menkes

 

Quale punto migliore di questa straordinaria struttura del Seicento, per mostrare la collezione primavera/estate 2014 di Genevieve Xhaet con le sue Flapper - Girls in progress.

Genevieve Xhaet, Flapper

Copricapi: turbanti, fasce contemporanee e corone ispirate, come recita lo stesso nome della collezione, alle Flapper Girls, le splendide donne - da Louise Brooks a Lee Miller - à la page negli anni Venti. Le prime donne alla ricerca dell’emancipazione, dello sradicamento del consueto e familiare ruolo della donna, a favore di un’autonomia di senso e di affermazione all’interno della società. Il charleston risuona attraverso i dettagli di questi luccicanti e preziosi accessori realizzati dalla Xhaet.

 

Simone Valsecchi, Mavi Taten, Ludovica Amati

 

È decisamente questo il mood giusto per entrare nel cuore della Biblioteca, e rimanere letteralmente senza parole per il fascino di questo luogo, chiuso nella sua dimensione storica: i manoscritti, gli scaffali, le ringhiere, le scale, per raggiungere i punti più alti; ed ancora le sedie, gli scrittoi, le lampade...

Tutta l’epoca di cui questo luogo è portavoce traspare nella sua interezza anche nei minimi dettagli, e dal dialogo, aperto e ricercato, da questi artisti-artigiani che non ne hanno invaso lo spazio, bensì - giocando con le sue diverse altezze - hanno calibrato quinte, fari e spot come fosse un set cinematografico, dando vita ad una straordinaria wunderkammer.

 

DoM e Nadiamari, e Shooting Bags di Alessandro Di Cola

 

La testa detona maestosa da oggetti inusitati, che - lavorati e stravolti - diventano maschere nelle opere di Simone Valsecchi, in grado di  mantenerne la riconoscibilità seppure investendoli di una nuova vita.

Simone Valsecchi a Roma Caput Divina

La sua manualità ed il suo immaginario sono capaci di alterare la forma, rispettandone l’origine. Oggetti commerciali e comuni, come scatole vuote di medicinali per combattere il virus dell’HIV e scarpe di note e riconoscibilissime marche sportive, sono trasformati in toto, cessando di essere ciò che erano, ed estrapolando un ulteriore potenziale, che aspettava solo di essere scoperto. Una maschera, quasi un volto, che scruta e osserva.

 

Nel lato ‘Scienze’ della Biblioteca, tra antiche mappe di tessuto rappresentanti il corpo umano nella sua nuda anatomia, trovano il loro naturale allestimento le fotografie di Mustafa Sabbagh.

Mustafa Sabbagh a Roma Caput Divina

Dal total white della cornice, e dello spazio che occupa, appare quasi per contrasto l’ovale in cui è ritagliato lo shoot della foto. Una sorta di dagherrotipo ipercontemporaneo, leggero e candido nei materiali, senza orpelli di velluto aggiuntivi, perché tutta l’attenzione sia convogliata nelle diverse immagini dello splendido fotografo. Una narrazione della pelle, basata sul dialogo tra le fotografie visionarie di Sabbagh, e gli oggetti nudi della Biblioteca.

 

Davide Dormino, Et in Arcadia Ego
Milena Altini by Mustafa Sabbagh a Roma Caput Divina

 

C’è, in fondo alla sala, il mastodontico teschio di Davide Dormino Et in Arcadia Ego, come un memento mori la cui abnorme misura non fa che accrescerne esponenzialmente l’imperioso messaggio; ci sono le visionarie creazioni in pelle di Milena Altini, maschere e copricapi scultorei e profondamente scenici; c'è in anteprima il fashion film Celestial, realizzato per presentare la collezione AW2014 - qui esposta - di Ludovica Amati, e ci sono gli onirici accessori di haute couture di Naomi Goodsir.

 

Naomi Goodsir a Roma Caput Divina

 

Un autentico percorso fatto di rimandi e scoperte, quello creato da Clara Tosi Pamphili e Alessio De’ Navasques insieme agli artisti selezionati per questa edizione, a riprova che i luoghi incantati esistono anche nella realtà, e non rimangono solo degli immaginari.

 

Bisogna solo far spazio all’esterno, di tutto l’interno di cui si è capaci.

 

 

Nell’ambito di AltaRoma AltaModa: A.I. - ROMA CAPUT DIVINA

A cura di Clara Tosi Pamphili e Alessio De’ Navasques

Opere di: Mustafa Sabbagh, Simone Valsecchi, Davide Dormino, Milena Altini, Naomi Goodsir, Renata Del Medico, Ludovica Amati, Anna Gloria Flores e Veronica Todisco [AVA Catherside], Genevieve Xhaet [Flapper], Nadiamari, DoM, Alessandro Di Cola, Paola Balzano, SoulSkin di Francesco Ferrari, Mavì-Taten di Vittoria Formuso, Judita Daujotaité, Edoardo Cicconi

Lunedì 8 e Martedì 9 Luglio 2013

Biblioteca Angelica - Piazza Sant’Agostino, 8 - Roma

www.artisanalintelligence.it

www.altaroma.it

 

Faceless part I

A cura di Brigitte Felderer e Bogomir Doringer

Opere di: Marina Abramović, Marc Bijl, Thorsten Brinkmann, Dora Budor & Maja Čule, Ondrej Brody & Kristofer Paetau, Asger Carlsen, Nezaket Ekici, Shahram Entekhabi, Caron Geary aka FERAL is KINKY, David Haines, Ren Hang, Sabi van Hemert, Ursula Hübner, Damier Johnson aka REBEL YOUTHS, Brian Kenny, Ute Klein, Nienke Klunder, Lucy McRae & Bart Hess, Manu Luksch, Zachari Logan, Maison Martin Margiela, Slava Mogutin, Veljko Onjin, Bernd Oppl, Tanja Ostojić, Gareth Pugh, Eva-Maria Raab, Ana Rajcevic, Harem Royal, Tarron Ruiz-Avila, Viktor & Rolf, Daphne Rosenthal, Mustafa Sabbagh, Olivier de Sagazan, Daniel Sannwald for WOODKID, Frank Schallmaier, Hester Scheurwater, Jan Stradtmann, Sergei Sviatchenko, Jun Takahashi for UNDERCOVER, Marc Turlan, Levi van Veluw, Philippe Vogelenzang & Majid Karrouch, Addie Wagenknecht & Stefan Hechenberger, Katsuya Kamo for Junya Watanabe COMME des GARÇONS e Bernhard Willhelm

Dal 3 Luglio all’1 Settembre 2013

Quartier21 - International Museumsplatz 1, MuseumsQuartier - Vienna

Orario: dal martedì alla domenica, dalle 13.00 alle 19.00

Ingresso: open admittance

www.facelessexhibition.net

 

Didascalie:

1_Prova-render durante l'allestimento della mostra Roma Caput Divina - opera di Mustafa Sabbagh

 

2_Roma Caput Divina, veduta dell’esibizione

3_I curatori Clara Tosi Pamphili e Alessio De’ Navasques

 

4_Faceless part I: Mustafa Sabbagh, No Title - dalla serie Memorie Liquide, 2012

5_Faceless part I: Nienke Klunder, Bryce - dalla serie Big Rock Candy Mountain, 2009

6_Faceless part I: Thorsten Brinkmann, Milkymaid, 2009

 

7, 8_Le creazioni di AVA Catherside e Paola Balzano ad A.I. - Roma Caput Divina

 

9_Sui tavoli, le fotografie di Edoardo Cicconi; sulle sedute, le creazioni di SoulSkin

10_ La critica di moda dell’International Herald Tribune Suzy Menkes ad A.I. - Roma Caput Divina

 

11_Le creazioni di Genevieve Xhaet per Flapper ad A.I. - Roma Caput Divina

 

12, 13_Una creazione di Ludovica Amati e la maschera di Simone Valsecchi ad A.I. - Roma Caput Divina

 

14, 15_Le creazioni di DoM, i capi di Nadiamari e le Shooting Bags in alluminio di Alessandro Di Cola

 

16, 17, 18_Le suggestive sculture di Simone Valsecchi ad A.I. - Roma Caput Divina

 

19, 20_Le opere di Mustafa Sabbagh ad A.I. - Roma Caput Divina

 

21_Davide Dormino posa accanto al suo Et in Arcadia Ego

22, 23_Le creazioni di Milena Altini fotografate da Mustafa Sabbagh

 

24, 25_Le creazioni di Naomi Goodsir ad A.I. - Roma Caput Divina

 

Credits: Leonardo Aquilino, Ariel Gabriel La Rosa & Luca Sorrentino

Courtesy: A.I. - Artisanal Intelligence, AltaRoma

 

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