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La fiaba della borsa giramondo: Benedetta Bruzziches, I DIARI DELLA BORSA PDF
Giovedì 09 Maggio 2013 00:13

LA FIABA DELLA BORSA GIRAMONDO

Il fashion reporting "cuorale" di Benedetta Bruzziches: I diari della borsa

di Veronika Aguglia

 

Benedetta con la Bruzzicat, FW13Una giornata straniante, di inizio maggio uggioso.

 

Mi imbatto nel sito di Benedetta Bruzziches, giovane bag designer operativa tra le mete internazionali della moda ed il luogo di origine e di suggestione - Caprarola, nel viterbese - con all’attivo ben otto collezioni e fortemente corteggiata dalle più prestigiose riviste di settore, oltre che pluripremiata quale esempio giovanile imprenditoriale.

La Bruzziches è stata riconosciuta come talento creativo a soli 27 anni, ed è ad oggi acclamata per le sue creazioni, semantiche e intimistiche.

Le borse.

 

Borse intese come contenitori morbidi e rifugio, come appendici di un sogno d’amore, come la Carmen, in pelle capitonné, che consacra la Bruzziches al successo e che ricorda, nella forma a pochette, un cuscino da divano à porter, su cui poter trovare sempre ristoro.

 

Benedetta Bruzziches. Carmen giramondo

 

Le successive declinazioni della Carmen - come la BruzziCat Serial, realizzata con l’altrettanto talentuosa designer Caterina Gatta e che vede le borse travestite sapientemente con tessuti vintage provenienti dalla cravatteria - segnano il definitivo tripudio assortito, del genere Carmen per tutti i gusti.

 

Benedetta Bruzziches FW14, Singing with the rain, Carmen

 

Scorrendo Singing with the rain, la collezione FW 2013-2014 di Benedetta, afferro sempre di più quell’intento di gioia cucito meticolosamente su ogni pezzo.

Esserini di accessori che profumano di sogno misto ad un realismo magico, dove siparietti da balera argentina trovano vita materica sulle superfici di piccole borse-scrigno, o di borse Cabaret, come vassoi di pasticcini di cui si omaggia la padrona di casa ad un invito, proposte al pubblico con tanto di scatola rosa infiocchettata.

 

Benedetta Bruzziches FW14, Cabaret

Benedetta Bruzziches FW14, Cabaret box

 

Borse come teatrini di memorie culturali, racconti di una natura benevola e ludica che si avvale di colori, forme, scintillii da palcoscenico tanto quanto prelibate delizie da forno.

 

Benedetta Bruzziches FW14, Singing with the rain 1

Benedetta Bruzziches FW14, Singing with the rain 2

 

Rileggo volentieri di Benedetta dalla biografia del suo sito:

Io di solito le borse le scrivo, le racconto.

Spesso nascono proprio dalle parole, e quando diventano borse viene tutto il Paese per vederle.

Quando sono particolarmente belle, dobbiamo legare nostra madre al tavolino o alla colonna altrimenti vola via per quanto è orgogliosa.

Più che di materiali, mi piace parlare di storie, di forme e di personaggi.

La collezione è quasi secondaria, è la storia che la rende bella”.

 

Benedetta Bruzziches FW14, Theatre CarillonBenedetta Bruzziches FW14 Lake in the theatre

 

Ecco come un viaggio diventa reportage sincero e creativo: rifletto sulla scrittura di una borsa come di un’arte intimistica, riservata e schiva, poi guardo il suo ultimo lavoro, schizzato su tutti i social networks, a proposito del suo recente viaggio a Cuba e del progetto che ne è derivato, I Diari della borsa.

In effetti si materializza il desiderio, espresso dall’autrice, di raccontare più storie, di sognare e condividere certe espressioni di vitalità che ci accomunano.

 

Benedetta Bruzziches, I diari della borsa 1

 

Benedetta Bruzziches, I diari della borsaOsservando le foto che ritraggono le sue Borse-libro, dotate di lavagna ed interpretate dalla gente cubana che la Bruzziches foto-intervista durante il suo tour, penso a quanto altro può esserci dietro ad un semplice oggetto.

 

In questo lavoro accade un’inversione interessante; le borse mi sembrano il soggetto atletico, e come in una staffetta, si passano il testimone umano di ognuno. Il fronte a lavagna delle borse-libro riporta infatti un fraseggio personale, trascritto con gessetto; un fashion reporting di spontaneità assoluta, che è inno alla vita, in una collezione di borse realizzate a tessuto unico, cuorale (da cuore, ndr), che sanno di racconto intimo seppur fugace, proprio come la delicata impressione del gessetto bianco, sempre sul punto di sbriciolarsi fra le dita.

Simile a polvere di sogno, la traccia di quel segno reiterato tutte le volte, cancellato e poi riscritto, reso poesia vagante nelle sbavature della lavagna, è memoria di ciascuno, puro desiderio di comunicare.

 

Benedetta Bruzziches, I diari della borsa 2

 

La borsa si fa dialogica ed universale pronuncia di gusto che unisce; la scrittura poi, termine interdipendente, è texture, materia fragile e decorazione, ma soprattutto stimolo per un do it yourself che sviscera l’autenticità di un intento estetico, questa volta corale.

Opere aperte dove il portatore aggiunge e completa il suo attimo di identità, per poi cancellarne la traccia e gentilmente lasciar spazio al prossimo, in un tramandare visivo che ristora il senso della gioia, passando dalle fisionomie allegre dei semprefelici intervistati.

Come Benedetta, che in tutte le sue foto sorride, contagiosamente.

 

Benedetta Bruzziches, I diari della borsa, ValentinaRimango calamitata dalla finalità intrinseca di questa operazione di senso del progetto, e dalla possibilità di scrittura infinita della Borsa Totale, quando scopro che la Bruzziches affida il proseguimento del lavoro ad una ragazza uruguayana di 24 anni, incontrata a Cuba, che racconterà ancora le sue borse portandole in giro per un anno tra le mani della gente d’America, ed affidando successivamente il compito a qualcun altro.

 

Come non rivolgere anche da qui, dal mio inizio di maggio uggioso, un pensiero sorridente per gli innumerevoli Abracadabra incisi sulla lavagna magica delle borse-libro, che viaggiando per il mondo si fanno accessi della vita altrui, oltre che testimonianza creativa diffusa.

 

Benedetta Bruzziches

 

www.benedettabruzziches.com - Benedetta su Facebook

Benedetta is represented by G.A.R.B.O. Communication & Events

 

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avatar denise
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direi molto belle, speriamo che non siano fatte in india....
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avatar Fabiola
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Assolutamente no, Denise! Tutte le borse sono realizzate nel suo studio a Viterbo, rigorosamente a mano, rigorosamente da Benedetta. La poesia sta anche in quello...!
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