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PUNK: CHAOS TO COUTURE - New York, Metropolitan Museum of Art - dal 9.05 al 14.08.2013 PDF
Lunedì 06 Maggio 2013 16:49

ANARCHY IN THE MET

Punk: Chaos to Couture - New York, Metropolitan Museum of Art - dal 9.05 al 14.08.2013

di Simona Spinola

 

 

punk, chaos to couture, lagerfeld"Dal primissimo giorno, il punk ha rotto tutte le regole, e da quel momento tutto è possibile, anche nel fashion system” esordisce Andrew Bolton, il curator del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York, che a partire dal 9 maggio ospiterà l’esibizione Punk: Chaos to Couture.

(NB: la tradizionale mostra di primavera al MET per il mondo della moda - il cui red carpet del gala di apertura sarà in worldwide streaming questa notte, a partire dall’una, qui e qui - equivale alla celebrazione del Santo Natale per i fedeli cristiani).

 

A fare gli onori di casa l’immancabile caschetto più famoso del mondo (dopo la Carrà) Anna Wintour, il direttore creativo di Givenchy Riccardo Tisci, un consulente creativo del calibro del meraviglioso Nick Knight e Lauren Santo Domingo, contributor di Vogue e co-founder di Moda Operandi, uniti per presentare una selezione di grandi nomi nell’ottica del movimento più detonante del secolo scorso: il punk, esploso a metà degli anni Settanta come genere musicale ma non solo, in quanto fenomeno politico ed estetico che ha influenzato moltissimi campi ed intere generazioni, fino ad insinuarsi nella ricerca di alcuni portenti dell’haute couture.

 

punk chaos to couture, team creativo

 

 

punk, chaos to couture, mcqueen e moschinoUn centinaio di progetti presentati da stilisti internazionali, da Alexander McQueen e John Galliano a Karl Lagerfeld e la regina Vivienne Westwood, passando per Ann Demeulemeester e Martin Margiela, Katharine Hamnett ed Helmut Lang, Stephen Sprouse e Franco Moschino, Viktor & Rolf, Christopher Bailey e Gareth Pugh, accomunati da un’esplicita ispirazione del movimento punk, di cui riprendono stilemi e simboli più svariati.

 

La mescolanza di elementi per ottenere un effetto volutamente sgradevole o shockante nasce, quindi, durante gli indimenticabili Seventies, per resistere nei decenni e rivivere in parte, con gli odierni hipsters, una nuova rinascita in piena epoca 2.0: chiodi e borchie, maglioni oversize su jeans attillatissimi, creepers o Dr.Martens dalle stringhe multicolor, capi lacerati e capigliature fluo o semirapate.

 

 

punk chaos to couture view of Met

 

 

La mostra è accompagnata dal lancio, in esclusiva su Moda Operandi a partire dal 2 maggio, di una collezione fedele alla linea, con abiti disegnati appositamente per l’evento da nomi come Balmain, Atsuko Kudo, Givenchy, House of Waris, Prabal Gurung, Rodarte, Dr. Martens e ancora, ovviamente, Vivienne Westwood.

 

Capi esclusivi ai quali si aggiungeranno accessori unici ed oggetti d'arte, per un range di prezzi che va dai 100 ai 13mila dollari.

 

moda operandi, givenchy, rodarte, moschino, westwood outfits

 

Gli abiti presenti alla collettiva di New York sono suddivisi in cinque percorsi tematici: le sezioni dedicate al credo punk del DIY - do it yourself DIY Hardware, DIY Bricolage, DIY Graffiti and Agitprop, DIY Destroy e la sezione Clothes for Heroes, dall’etichetta che rende omaggio a Vivienne Westwood e Malcolm McLaren (allora fidanzato della stilista, ed in seguito manager dei Sex Pistols), che nel 1971 aprono a King’s Road Sex, negozio di abbigliamento, ma soprattutto ritrovo e simbolo del punk inglese.

 

jordan outside SEX, malcolm mclaren and vivienne westwood, 1977

 

 

punk chaos to couture, clothes for heroes, cook e comme des garconsLa mostra crea e scandaglia analogie tra la ribellione gridata da Sid Vicious e le collezioni punk-chic della designer inglese dai capelli fucsia Zandra Rhodes;

tra gli outfits androgini di una trasandata Patty Smith e la celebre "piccola giacca nera" di Chanel (a cui peraltro la Rotonda della Besana di Milano ha dedicato una retrospettiva itinerante da poco conclusasi);

tra la cresta dei tempi d’oro di John Lydon e le contaminazioni di materiali che compongono un capo qualsiasi di Hussein Chalayan;

tra la strafottenza verso la corona inglese cantata da Paul Cook e Joe Strummer e gli outfits anti-Regina proposti da Rei Kawakubo per Comme des Garçons.

 

Provocazione ed eccentricità attraverso look irriverenti e spesso anche fuori luogo, come l’abito ultrasexy di Versace indossato da Elizabeth Hurley in occasione della premiere di Quattro matrimoni e un funerale, che - con tutte quelle maxi spille d’oro - ha reso lo sguardo di Hugh Grant, al suo fianco, se possibile ancora più insignificante del solito.

 

punk chaos to couture, clothes for heroes, lydon e watanabeAl Met sfileranno una carrellata di foto delle icone punk degli anni Settanta con i loro look fai-da-te, basati sul rifiuto di qualsiasi canone, sulla commistione di elementi random e sulla sovversione di qualsivoglia regola, esposti accanto alle sperimentazioni di stilisti di diversa provenienza e background, che subiscono il fascino della subcultura che più di tutte sconvolgerà le mode a venire attraverso look postmoderni sporchi e sfregiati, che decostruiscono decontestualizzando nella maniera più disparata e disperata, in accostamenti esagerati e contrastanti.

 

Tendenze e controtendenze, glam e teppisti di quartiere, il punk è tutto questo ed il suo contrario, nelle infinite varianti nichilistiche - dal movimento britannico al progressive, dallo skin allo street punk, dal mob, ai new romantics, all’hardcore.

 

fw14, moschino e jeremy scottIl punk per me è stato una vera a propria chiamata alle armi”, ha dichiarato la Westwood a Vogue[1], durante un’intervista rilasciata lo scorso anno.

 

Una chiamata trasversale ed onnicomprensiva, di una portata quasi intergalattica.

 

Basti pensare alle continue incursioni tra moda e musica, fashion system ed icone mainstream, arte e passerelle della stagione autunno-inverno 2014: dalla collezione tutta borchie e ghepardo Cheap & Chic by Moschino, alle t-shirts irriverenti di Jeremy Scott, all’abuso di pelle e cuoio di Versace, passando per l’hooligan modaiolo di Alexander McQueen con la sua varietà di clutch, anelli e t-shirts farciti di teschi e rimandi gotici, fino alla Kings And Queens Jewelry Collection di Dior, improntata alla skull mania.

 

saint laurent music project, courtney loveO anche alla campagna Saint Laurent Music Project, che di recente ha immortalato per la collezione SS2013 della neo-battezzata Saint Laurent Paris (non è squisitamente punk tutto ciò?, ndr), una manata di icone della musica contemporanea attraverso l’obiettivo di Hedi Slimane.

Courtney Love, divina in abito da sera, con in bella vista la scritta Let it bleed tatuata sull’avambraccio;

un ritratto intenso di Marilyn Manson - non un artista, bensì a fucking work of art come modestamente si autodefinisce - in giacca di pelle da biker;

una accigliata Kim Gordon, che indossa a modo suo Le Smoking di YSL, ed i Daft Punk, pronti alla promozione del nuovo, attesissimo album, imperscrutabili nei loro immancabili caschi cromati e nei lustrini all black.

 

saint laurent music project, marilyn manson, kim gordon, daft punk

 

 

punk chaos to couture, diy destroy, john lydon e rei kawakuboI am an anti-Christ |

I am an anarchist |

I don't know what I want |

but I know how to get it |

I wanna destroy the passer by |

'cause I wanna be anarchy,

 

cantavano i Sex Pistols in Anarchy In The U.K. del 1976, probabilmente ignari del fatto che, con la loro rabbia, avrebbero cambiato la storia della musica, e sicuramente ancor più inconsapevoli del fatto che le loro liriche avrebbero funto, una trentina d’anni dopo, da denominatore comune per alcuni degli abiti più quotati sulle passerelle internazionali.

 

Vivienne Westwood for Tatler, 1989 

 

PUNK: CHAOS TO COUTURE

a cura di Andrew Bolton - consulente creativo: Nick Knight

con il sostegno di Condé Nast e Moda Operandi

 

Creazioni di: Miguel Adrover, Thom Browne, Christopher Bailey (Burberry), Hussein Chalayan, Francisco Costa (Calvin Klein), Christophe Decarnin (Balmain), Ann Demeulemeester, Dior, Domenico Dolce e Stefano Gabbana (Dolce & Gabbana), John Galliano, Nicolas Ghesquière (Balenciaga), Katharine Hamnett, Viktor Horsting e Rolf Snoeren (Viktor & Rolf), Christopher Kane, Rei Kawakubo (Comme des Garçons), Karl Lagerfeld (Chanel), Helmut Lang, Martin Margiela, Malcolm McLaren, Alexander McQueen, Franco Moschino e Rossella Jardini (Moschino), Kate e Laura Mulleavy (Rodarte), Miuccia Prada, Gareth Pugh, Zandra Rhodes, Hedi Slimane (Saint Laurent), Stephen Sprouse, Jun Takahashi (Undercover), Joseph Thimister, Riccardo Tisci (Givenchy), Gianni Versace, Junya Watanabe, Yohji Yamamoto e Vivienne Westwood

 

Dal 9 maggio al 14 agosto 2013

 

Metropolitan Museum of Art - Iris and B. Gerald Cantor exhibition hall, 2nd floor

82nd Street at 5th Avenue - New York

Orario: dal martedì al giovedì e la domenica, 09.30-17.30 | venerdì e sabato, dalle 09.30 alle 21

Ingresso: intero 25.00 $, ridotto 17.00 $

www.metmuseum.org

www.modaoperandi.com

 

 
Pics’ credits & courtesy:
 
1_Karl Lagerfeld for House of Chanel, Vogue, March 2011 - credits: David Sims
 
2_Punk: Chaos to Couture - team creativo al press day
Da sinistra: Nick Knight, Emily K. Rafferty, Thomas P. Campbell, Anna Wintour, Riccardo Tisci, Lauren Santo Domingo e Andrew Bolton
 
3_ Punk: Chaos to Couture - view from the exhibition: Alexander McQueen, 2008
4_Punk: Chaos to Couture - view from the exhibition: Franco Moschino, 1994
 
5_Punk: Chaos to Couture - view from the exhibition
 
6_Moda Operandi, the Chaos to Couture collection
Da sinistra: outfits Givenchy - Rodarte - Moschino - Vivienne Westwood - courtesy: Moda Operandi
 
7_Jordan outside the Sex boutique at King’s Road, London - courtesy: the Vivienne Westwood archives
8_Malcolm McLaren & Vivienne Westwood, 1977 - courtesy: the Vivienne Westwood archives
 
9_Paul Cook, late 1970s - credits: Dennis Morris  
10_Comme des Garçons, SS2006 - credits: catwalking
 
11_John Lydon, 1976 - credits: Ray Stevenson/Rex USA
12_Junya Watanabe, fall/winter 2006–7 - credits: catwalking
 
13_Moschino Cheap & Chic, fall/winter 13-14 - via The Flamboyant Blog
14_Jeremy Scott, fall/winter 2013-14 - via The Flamboyant Blog
 
15, 16_Saint Laurent Music Project: Courtney Love by Hedi Slimane - via The Flamboyant Blog
17, 18, 19_Saint Laurent Music Project: Marilyn Manson, Kim Gordon, Daft Punk - via The Flamboyant blog
 
20_John Lydon, 1976 - credits: Richard Young/Rex USA
21_Rei Kawakubo for Comme des Garçons, 1982 - credits: Peter Lindbergh
 
22_Vivienne Westwood as Margaret Thatcher - credits: Michael Roberts for Tatler, 1989
 
 
dove non specificato, courtesy: The Metropolitan Museum of Art, NY
 
 

[1] Un po’ di sano gossip nelle note a piè di pagina: proprio Vogue, nella persona della temibile Anna Wintour, ha vietato l’installazione di una scultura fortemente voluta da Nick Knight, a grandezza naturale e nature nelle fattezze (ossia nuda), di Dame Viv all’ingresso della mostra.

Detto fra noi, Anna, non ci siamo. Questo non è punk.

 

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