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Guy Bourdin, A MESSAGE FOR YOU - Firenze, MNAF - fino al 10.03.2012 PDF
Martedì 05 Marzo 2013 11:20

GUY'S MESSAGE

Guy Bourdin, A message for you - Firenze, MNAF - fino al 10.03.2012

di Adriano Annino

 

Guy Bourdin, A message for youUn messaggio per te.

 

Il messaggio di Guy Bourdin è stato la sua visione, tesa fra quell’evanescente spazio che intercorre tra l’assurdo ed il sublime.

 

La Fondazione Fratelli Alinari per la Storia della Fotografia ne celebra, al MNAF, la straordinaria potenza comunicativa attraverso la retrospettiva A Message For You, corpus di 75 stampe pubblicate da Vogue France, Vogue Italia ed Harper’s Bazaar, e di campagne pubblicitarie che lo resero celebre - come quelle per Charles Jourdan, per il calendario Pentax, per Gianfranco Ferrè, Ungaro, Lancetti, Roland Pierre e per Versace.

 

guy bourdin, mnaf, veduta 1

guy bourdin, mnaf, veduta 2

 

Completano l’esposizione, che tesse il suo riconoscibilissimo filo narrativo attraverso sei sale tra loro comunicanti, alcune stampe inedite provenienti dal suo archivio ed altre 150, visionabili attraverso una presentazione video, ad opera delle curatrici Nicolle Meyer (sua musa e modella, che conobbe quando lei era appena diciassettenne) e Shelly Verthime.

 

guy bourdin, mnaf, veduta 3

 

Un viaggio potente nella proiezione immaginifica di quello che è considerato uno dei fotografi più innovativi, più originali, più noir e provocatori del XX secolo, capaci di raccontare una storia - spesso torbida, morbosa, netta - attraverso uno scatto, da cui la fotografia contemporanea continua grata ad attingere - primo fra tutti, il visionario/allucinato Toilet Paper della superstar Maurizio Cattelan.

 

Guy Bourdin, archive 1977

 

Fiducia, divisione, sangue, design, letto, abito, oggetto, desiderio, messaggio, cemento, pittura, abbaglio, gabbia, maschera, indicazione, fuoco, scarpa, mistero, paradosso.

Ecco alcune delle evocazioni epifaniche delle inquadrature, pulite e perfette, cromaticamente nitide alla Mondrian, create dalle scelte, intelligenti e consapevoli nel loro surrealismo, operate da Bourdin.

 

Guy Bourdin, archive, spring 1968, nd

 

Il trampolino della moda, che lo ha cullato nelle sue potenti vestigia, diventa incipit di racconti e cortocircuiti che preannunciano quella sintesi, grammaticale e cromatica, più prossima al contemporaneo ed ai suoi complessi linguaggi. Mille, infatti, i rimandi - dai già citati Mondrian e Magritte, al suo stesso mentore Man Ray, ad Edward Weston, a Balthus - lezioni di cui, come il proverbiale allievo che supera il maestro, Bourdin seppe sintetizzare i precetti ed oltrepassarli, per dar vita ad un suo unico stile.

 

guy bourdin, charles jourdan, spring 1979

Guy Bourdin, French Vogue, January 1977

 

guy bourdin, charles jourdan, autumn 1979Ma non intendo andare nel dettaglio, già ben definito dalla potenza delle sue fotografie - talora ipersature quasi fluo, dense di pop, talora soffuse nella loro patina cerulea (colore della visione per antonomasia) - né enucleare onnipresenti riferimenti o citazioni.

Ciò che mi incanta è che quelli di Bourdin sono strappi del desiderio di ribaltamento e di sottrazione, di silenzio determinato.

 

A partire da gambe sospese in aria e scarpe gettate a terra, nelle campagne pubblicitarie per Charles Jourdan, insieme ad affusolati arti da ragno che si spezzano in più prospettive, gli spazi nei quali Bourdin ritrae l’oggetto sono fulminee illuminazioni che partono dai centri erotici più propriamente femminili per allontanare i fuochi e le solitudini del cemento industriale, in uno spazio tridimensionale di scrittura e di iconografia.

 

Guy Bourdin, Charles Jourdan, Spring1979

 

Guy Bourdin, Vogue beauty 2Guy Bourdin, Vogue beautyC’è tutta un’epoca, in ogni istantanea: la libertà sessuale, il capitalismo, gli eccessi del consumismo e la presenza crescente dei media. Tutti temi che trovano la loro perfetta collocazione sulle pagine patinate delle riviste di moda.

 

C’è anche il tormento ricco di uno humour spiccatamente nero, la douleur exquise propria di un artista mai pago, mai soddisfatto, di cui sono entrati nel mito dell’Olimpo-moda gli shootings interminabili, il timbro di voce petulante, la sopravvivenza a tragedie personali come l’abbandono materno, il suicidio della moglie e di altre due partners.

 

Guy Bourdin, Vogue France may 1970, Pentax calendar

 

Sangue rosso sangue, saturo, da contrastare alla vivifica bellezza.

 

guy bourdin, pentax calendario, 1980Ritratti, polaroid, tableaux vivants impressi in un attimo, sportelli di autovetture spalancati dinanzi a cartelli di stop e senso unico, donne coperte da foglie in posa come dinanzi ad un pittore, che le ritrae in modo pittorico, per sottolineare che la moda non è più semplice rifugio di distribuzione e di status, ma racconta esperienze sinestetiche, e sincretiche, sospendendo se stessa - come le sue modelle - su pile di cuscini e tra magazzini di scatole che cadono, come gocce di un gelato bubbly che è rimasto per troppo tempo al sole, sensualmente allusive ed esplicitamente erotiche.

 

Guy Bourdin, Charles Jourdan, autumn 1970, summer 1978

 

guy bourdin, vogue france, december 1977Busti nascosti e scatti soft-fetish, giocattoli protagonisti e bambini pesantemente truccati, forme anatomiche centrali, l’età adolescenziale che sconfina nella maturità, la maturità che non ha dimenticato la dimensione ludica anche nei suoi accessi più privati. Nelle sue immagini appaiono, e scompaiono, i desideri che, nella loro potenza pubblicitaria, è necessario siano rivelati e presi in possesso.

Quel possesso sempre bramato e mai soddisfatto, che ha reso le fotografie di Guy Bourdin animazioni eleganti di un’energia pop, dichiarata e allo stesso tempo inespressa, intermittente attraverso le possibilità dell’oggetto, del manichino e della mannequin, della vetrina, della mercificazione che non ci sta ad essere tale.

 

In giochi di entrate ed uscite si delineano quei percorsi, e quelle fermate, che sviluppano e sostengono gli spazi entro i quali agisce l’inconscio e il condizionamento del gusto.

 

I lavori di Guy Bourdin sono aperti e chiusi allo stesso tempo, lavori entro i quali perdere, e perdersi, in ogni scatto di assoluta ricerca di senso e di significato.

 

Lavori centrali per ogni possibilità di comunicazione. Per ogni possibilità di saper riferire correttamente il proprio visionario, geniale, assurdo tanto quanto sublime messaggio.

 

Guy Bourdin. A message for you

a cura di Nicolle MeyerShelly Verthime

dal 10 Gennaio al 10 Marzo 2013

MNAF Museo Nazionale Alinari della Fotografia - piazza Santa Maria Novella, 14a - Firenze

Orari: tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 10.00 alle 18.30 
Ingresso: Intero 9,00 € - Ridotto 7,50 €

Contatti: 055.216310 - www.mnaf.it

Press (& thanks!): Stefania Rispoli Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

Pics’credits & courtesy:
 
 
1_Guy Bourdin, A message for you - archivio, n.d.
 
2, 3, 4_Guy Bourdin @ MNAF - veduta dell’esposizione | credits: Adriano Annino
 
5_Guy Bourdin - archivio, 1977
 
6, 7_Guy Bourdin - archivio, primavera 1968 | archivio, n.d.
 
8_Guy Bourdin, Charles Jourdan adv - primavera 1979
 
9_Guy Bourdin, Vogue France - Gennaio 1977
 
10_Guy Bourdin, Charles Jourdan adv - autunno 1979
 
11_Guy Bourdin, Charles Jourdan adv - primavera 1979
 
12, 13_Guy Bourdin, Vogue, beauty shootings - 1980
 
14, 15_Guy Bourdin, Vogue France - maggio 1970 | Calendario Pentax, 1980
 
16_Guy Bourdin, Calendario Pentax - 1980
 
17, 18_Guy Bourdin, Charles Jourdan adv - autunno 1970 | estate 1978
 
19, 20_Guy Bourdin, Vogue France - dicembre 1977
 
 
Courtesy: MNAF & The Guy Bourdin Estate + www.guybourdin.org

Image licensing by Art + Commerce www.artandcommerce.com

Gallery prints at Michael Hoppen Gallery www.michaelhoppengallery.com

 

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