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60 ANNI DI MADE IN ITALY - Roma, Centrale Montemartini PDF
Giovedì 01 Novembre 2012 11:44

DOVE NASCE L’ELEGANZA

60 ANNI DI MADE IN ITALY - Roma, Centrale Montemartini

di Francesca Borzacchi

 

60 Made In Italy, centrale montemartini, emilio schuberth"L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare"

(Giorgio Armani)

 

60 anni di Made in Italy.

60 anni di capolavori scritti di diritto, a magnifiche lettere, nella storia mondiale della moda.

Sebbene la tradizione di sartorie di alta classe esistesse in Italia già dall’Ottocento, fino agli anni Cinquanta il Made in Italy era l’equivalente di abbigliamento a buon mercato, di scarso livello qualitativo.

Tutto cambiò in quegli anni, quando il Marchese Giovan Battista Giorgini, a Firenze, dal primo piano dello storico Palazzo Bartolini-Salimbeni inizio a pensare, oltre che all’antiquariato, anche alla moda. Facoltosi clienti del Marchese erano già attratti dalle realizzazioni di stiliste italiane come Biki o Simonetta Visconti, tanto che egli iniziò a reclutare i nomi più importanti dell’Alta Moda Italiana - che fino a quel momento si limitavano a copiare i modelli francesi - nel tentativo di lanciare uno stile che ci rappresentasse.

Obiettivo centrato per il Marchese che accolse, il 12 febbraio 1951, nella splendida Villa Torrigiani, il cuore di griffes che poi sarebbero diventare celebri - come Emilio Schuberth, le Sorelle Fontana, il Marchese Emilio Pucci.

Sotto gli occhi della stampa e di 8 facoltosi compratori americani, quel giorno nacque il Made in Italy.

 

60 Made In Italy, centrale montemartini, ferreGiunta negli spazi della Centrale Montemartini, in prossimità della possente sala macchine, trovo ad accogliermi uno scultoreo abito della collezione 2005-2006 dell’architetto della moda Gianfranco Ferrè, balze plissettate in taffetà e pizzo di seta, elegante preludio di ciò che mi attende: un inaspettato matrimonio d’amore tra vigorosi spazi architettonici industriali ed armoniosi tagli sartoriali.

In una passerella sopraelevata, cinque modelli indimenticabili di altrettanti prestigiosi couturiers sembrano sfilare. Tra questi, lo scintillante smoking Regimental di Giorgio Armani, blu e oro, indossato nel 1991 da Claudia Schiffer, affiancato dal meraviglioso abito flapper in tulle e paillettes dorate di Prada, collezione A/I 2001, vestito da Kate Blanchett per i BAFTA Awards.

Sotto la passerella, possente e magnetica, la statua di Artemide in marmo lunense di età Severina posa, perfettamente a suo agio, nella più classica delle movenze plastiche da red carpet - con una mano appoggiata alla vita - come se sfoggiasse una delle creazioni a lei soprastanti, al posto della candida veste romana; il Regimental le starebbe d’incanto.

60 Made In Italy, centrale montemartini, armani, prada

 

Due busti in marmo di età repubblicana si fondono con i reperti industriali di inizio ‘900 presenti nella Centrale, scenario di assoluta bellezza per abiti esposti come anime eterne. Al centro della sala creazioni di alta moda nate per il cinema, tra le quali emergono quella indossata nel ‘56 da Audrey Hepburn in Guerra e Pace, di King Vidor, che valse alla Maison Gattinoni un Oscar per i costumi, dietro alla quale brilla l’iconico abito talare delle Sorelle Fontana vestito da Ava Gardner per La contessa scalza, dello stesso anno.

60 Made In Italy, centrale montemartini, allestimento, sorelle fontana

Non solo abiti di alta moda, ma storia del cinema, storia del costume, storia di indimenticabili successi.

 

Su una passerella ferrea è protagonista il prêt-à-porter più eccellente, con un susseguirsi di abiti pannello tra cui gli smoking trompe-l’œil di Roberta di Camerino, le sete stampate di Gucci, Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci ed il celeberrimo Jungle di Versace, indossato da Jennifer Lopez in occasione dei Grammy Awards del 2000.

60 Made In Italy, centrale montemartini, allestimento60 Made In Italy, centrale montemartini, roberta di camerino

 

Nella Sala Caldaie ci accolgono tre ammiccanti capi, tra cui un mini-abito nero, risalente alla fine degli anni ’80, composto interamente da reggiseni push-up e pizzo, perfetta reificazione dello stile eccentrico ed inconfondibile della maison Moschino.

60 Made In Italy, centrale montemartini, gattinoni, moschino, versace

 

Poco più in là, tra colonne nivee ed un enorme mosaico di età repubblicana, incontriamo tre dinner jackets dalle linee impeccabili, vestite da James Bond fittizi come da potenze mondiali reali: è lo smoking centrale, realizzato su misura dalla Maison Litrico per JFK nel 1963.

60 Made In Italy, centrale montemartini, allestimento uomo, litrico

 

Un ascensore ci porta al quinto piano, dove si susseguono tre spazi comunicanti. Osservando i celebri abiti qui presenti nell’unicità di ogni dettaglio, l’attenzione si sposta non più su chi li ha vestiti, appannaggio superficiale detenuto dalla ribalta mediatica, riuscendo a constatare finalmente, meritatamente, la bellezza dei materiali, l’incanto dell’eccellenza artigianale. Ogni singola paillette è stata fonte e frutto di un minuzioso lavoro, ogni ricamo ed ogni applicazione è irripetibile, ogni modello qui esposto ha preso vita da geniali menti, tutte italiane. Il made in Italy, infatti, non è solo eccellente manifattura, ma è soprattutto l’idea di stile, il solco tracciato da una meravigliosa linea guida.

 

60 Made In Italy, centrale montemartini, marras
Il visionario Antonio Marras e la sua poetica Madonna Nera, protettrice dei minatori sardi, con il top composto da chiodi di cavallo ed un lungo velo di seta bruna, ci instrada verso altre creazioni mozzafiato: il futuristico Bruco di Krizia in lurex dorato plissettato, il riconoscibilissimo abito bustier maculato di Dolce & Gabbana, gli intrecci di lino quasi acquerellati di Missoni per arrivare, su una yellow brick road di strass, ricami e paillettes, al centro dell’ultima sala, dove trionfa l’eterno rosso Valentino, eleganza italiana per antonomasia.

60 Made In Italy, centrale montemartini, krizia60 Made In Italy, centrale montemartini, dolce e gabbana60 Made In Italy, centrale montemartini, valentino

 

Con un volo pindarico su strascichi evanescenti e ricami maniacali, torno a quel pomeriggio del 1951 in cui le grandi firme gettarono le fondamenta dell’alta moda italiana, fatta di ricercatezza visionaria ed unicità manifatturiera.

Uno stile a tutt’oggi incomparabile e tuttora vivo non solo nei nomi che lo hanno reso grande, ma anche in molti dei giovani talenti contemporanei, che si muovono con molta più fatica rispetto agli anni in cui l’eccellenza veniva premiata senza rischio di offuscamento (vedi omologazione da colosso industriale low-cost, vedi facoltosi buyers stranieri avidi di italianità, vedi invasione super-cheap del Made in China).

 

La mostra allestita alla Centrale Montemartini - ora già in viaggio verso Città del Messico, in vista dell’inaugurazione nel marzo 2013 presso il Museo Franz Mayer, per completare il circuito di oltre 30 tappe in prestigiosi musei dislocati in ogni parte del mondo, dall’America all’Asia - si configura dunque come una speranzosa retrospettiva, più che come una presente celebrazione.

60 Made In Italy, centrale montemartini, gattinoni, coveri, gai mattiolo

 

Viene subito in mente il puntuale saggio di Maria Luisa Frisa - celebre fashion curator e direttrice del corso di laurea in Design della Moda dello IUAV di Venezia - Una nuova moda italiana, in cui l’autrice punta i riflettori sul valore del Made in Italy come patrimonio culturale da difendere e valorizzare, oggi in una sorta di stallo anche a causa di una celebrazione del passato spesso sterile, priva di una reale autoconsapevolezza, così come di una promozione che si incentri su quella che è la sua più grande qualità: il talento italiano.

Un talento che questa mostra celebra nei nomi delle sue firme più celebri, e a partire dal quale è utile - forti e consapevoli di esso - spostare lo sguardo in avanti.    

 

60 anni di Made in Italy - Protagonisti dello Stile Italiano

a cura di Fiorella Galgano ed Alessia Tota

Centrale Montemartini - via Ostiense, 106 – Roma

www.centralemontemartini.org

www.60madeinitaly.com

 

Mille grazie a Chiara Sanginiti @ press office Zètema Progetto Cultura

 

 

Pics’ credits:
 
1_Emilio Schuberth, completo in lamé e broccato oro, 1958 (credits: Carolina Attanasio)
 
2_Gianfranco Ferrè, gonna a balze plissettate in taffetà di seta con inserto in pizzo di seta ricamato e top in jersey di seta  e taffetà di seta, 2005 
 
3_Giorgio Armani, smoking Regimental, 1991 + Prada, abito in tulle e paillettes oro, coll. A/I 2000
 
4, 5_Centrale Montemartini, allestimento alta sartoria cinematografica
Sorelle Fontana, abito talare indossato da Ava Gardner nel film "La Contessa Scalza", 1956
 
6, 7_Centrale Montemartini, allestimento prêt-à-porter
Roberta di Camerino, abiti-pannello in jersey a stampa trompe-l’œil Smoking, 1975-76
 
8, 9_(dall’alto) Gattinoni, abito-bottiglietta in paillettes e jais, ricamato a tappeto su base di chiffon e seta pura, 1991 + Moschino, abito con reggiseni push-up in pizzo nero applicati, 1988 + Versace, abito corto in seta ricamato con cristalli swarovski e metallo, creato per Naomi Campbell durante la presentazione della collezione maschile alla Stazione Leopolda, 1998
 
10, 11_Centrale Montemartini, allestimento uomo
Brioni, dinner jacket tre pezzi indossata da Pierce Brosnan in “007 - Die antoher Day”, 2002
 
12, 13_Antonio Marras, abito Madonna Nera con top e orlo della gonna composto da chiodi di cavallo, 1998 (credits: Valeria Medori)
 
14, 15, 16_Krizia, abito in lurex dorato plissé effetto bruco, 1987/1988 + Dolce & Gabbana, abito-bustier in seta stampata maculata, 2000 + Valentino, abito in crêpe rosso con scollatura a cuore, bordatura in plissé di seta, coda in tessuto jacquard a pois, esposto al F.I.T. Museum nella mostra Red Exhibit, alta moda P/E 1998
 
17, 18_Centrale Montemartini, allestimento Alta Moda: Gattinoni, abito longuette con balze in tulle multistrato plissé in due tonalità di grigio, corpino in seta ricamato ad effetto foglia, 1989 + Enrico Coveri, abito Urlo di Donna in maglia di seta arancio e macropaillettes a pastiglia, indossato da Milla Jovovich, 1997 + Gai Mattiolo, abito della celebre collezione Venezia, presentato a Roma in Piazza del Campidoglio, 1997
Particolare del bustier dell’abito di Gai Mattiolo
 
 
Dove non diversamente specificato, credits: Francesca Borzacchi

 

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