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COCAINE & BULLETS
Il genio creativo di Ted Noten
di Stefano Santangelo
pubblicato il 20/02/2009 Se ci si prende la briga di leggere il suo CV, si scopre che il talento della gioielleria da collezione Ted Noten ha alle spalle ha un passato insospettabile da muratore ed infermiere in un ospedale psichiatrico: particolare biografico che, nella sua originalità, non stride affatto con il sorprendente portfolio del designer. Il suo manifesto dichiara: "Jewelry must be shamelessly curious", e questa frase sembra incisa in trasparenza su ogni singolo pezzo della sua straordinaria produzione di gioielli. Ted Noten sperimenta, infatti, le più disparate vie della gioielleria alternativa, rigorosamente sconosciute ai comuni designer di accessori e al loro trito bagaglio di idee sull’oggetto decorativo.
Troviamo così -come insetti imprigionati nella resina in un caldo giorno preistorico- oggetti inaspettati, fissati in un eterno presente. Tra gli esempi migliori citiamo le borse Meatbag: costoletta di maiale in fusione acrilica, manici in pelle e finiture in oro diciotto carati; Donna Corleone’s: proiettile d’oro, diamanti disposti a formare una croce, 1 grammo di cocaina, tessuto e acciaio cromato; e Luis Vuitton: borsa dell’omonimo marchio incastonata in una forma trasparente in acrilico. La combinazione di elementi contrastanti è il punto di partenza di un procedimento alchemico che ha come fine la nascita di chimere di alta gioelleria. In questa recente serie in edizione limitata, gli oggetti racchiusi in una colata di resina acrilica portano in sé un forte valore simbolico (riflesso del loro controverso uso pratico); tuttavia cocaina, diamanti, pistole, proiettili finiscono per perdere il loro potere e diventano affascinanti accessori di moda.

Alcuni oggetti sono poi ancora più sorprendenti, se non altro per la loro carica ironica: come il set Citymuze and her jewellery, composto da collana, anello, spilla, spillone per capelli, modellati ispirandosi alla forma di conglomerati di volgare chewingum, e poi montati su argento 925.A parte le esperienze lavorative citate in apertura, Noten arriva comunque da una solida formazione nel campo della gioielleria (Academy for Applied Arts di Maastricht, e Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam); ma la sua forza è stata quella di muoversi sempre al margine esterno di questa comunità un po’ settaria, finendo poi per costringere i contemporanei a non poter ignorare il suo lavoro e il suo spirito "guastafeste", che gli è valso il riconoscimento ufficiale dei Paesi Bassi come artista. Lo scorso 23 novembre ha infatti ricevuto il Françoise van den Bosch Award 2008 nella sala dello Stedelijk Museum di S-Hertogenbosch. La cerimonia è stata seguita da una sfilata, realizzata in collaborazione con gli studenti del Fashion Institute di Amsterdam, in cui sono apparsi gioielli e oggetti del designer, poi esposti nella mostra Tedwalk, che si è chiusa lo scorso gennaio. Da notare, infine, che i pezzi da collezione -che Noten realizza anche grazie allo staff con cui lavora- hanno evidentemente avuto una giusta risonanza nel mondo della moda: basti pensare alle “bang” shoes, scarpe apparse sulle ultime passerelle di Chanel (e ai piedi di Madonna), che sfoggiano una calibro 22 come tacco, e che sembrano ispirate concettualmente alle borsette delle affascinanti killers del nostro designer.
www.tednoten.com
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