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DIAMOCI UNO ZAC! Intervista a FRANCESCO DE GRANDI PDF
Giovedì 02 Maggio 2013 10:29

DIAMOCI UNO ZAC!

Intervista a Francesco De Grandi per ZAC - Zisa/Zona Arti Contemporanee, Palermo

di Giovanna Marascia

 

ritratto Francesco De GrandiUna chiacchierata con Francesco De Grandi, pittore palermitano e membro (insieme ad Alessandro Bazan, Francesco Pantaleone ed altri esponenti del mondo dell’arte siciliano) del Comitato scientifico che ha dato avvio al laboratorio Artisti in Work, all’interno del museo della Zisa.

 

Un artista e amico che ci racconta l’attuale storia di questo luogo, da poco riaperto e per molto tempo dimenticato, lì dove i palazzi e il cemento non lasciano spazio né respiro ad una città in cui il cambiamento avviene sempre troppo lentamente.

Perché qui, a Palermo, la storia sembra rincorrere se stessa, tra un aperitivo in Vucciria, un’inaugurazione il fine settimana, una passeggiata al porto la domenica e le macerie di quello che esisteva e che poi, come relegato ad un passato ormai troppo lontano, è stato dimenticato.

 

Francesco, pittore e artista impegnato come tanti altri qui in città, ci racconta di come qualcuno stia cercando di cambiare qualcosa, tentando di farlo in maniera alternativa, seguendo una strada mai percorsa prima d’ora, aggrovigliando e legando tra loro i fili di una rete che deve essere abbastanza fitta, per contrastare ogni spiraglio di abbandono e tenere viva la memoria, il ricordo della storia antica e recente di quello che ci circonda.

 

Francesco De Grandi, Il passaggio difficile

 

Una memoria fatta di luoghi, movimenti, persone e racconti di infinita bellezza.

 

alessandro bazan in assemblea a ZACGiovanna Marascia/ ZAC - Zisa/Zona Arti Contemporanee è il nuovo spazio dei Cantieri Culturali della Zisa, dedicato all'arte contemporanea. Un luogo, una zona per l'appunto, intesa come territorio di creatività.

Perché, e da cosa nasce?

Francesco De Grandi/ Il percorso che ci porta a ZAC nasce dalla volontà, da parte dell'assessore Francesco Giambrone e del sindaco Leoluca Orlando, di aprire un tavolo di progettazione su questo spazio già destinato all'uso di museo e chiuso da molti anni.

Per questo, ha chiamato un comitato scientifico composto da diversi operatori culturali: curatori, critici, docenti dell'accademia, dell'università e artisti. Comitato di cui faccio parte.

L'obiettivo è quello di pensare ad una nuova identità per questo museo, e sopratutto di pensare ad un modello giuridico e di gestione che lo renda il più autonomo possibile dalle bizze della politica, più attento alla comunità che lo partecipa, più vicino al pubblico.

 

work in progress da ZAC

 

GM/ L'attuale sindaco Leoluca Orlando ha parlato del museo in questione come di una "stazione di partenza di un viaggio, quello che porterà al completo recupero dei Cantieri Culturali della Zisa".

Quanto, secondo te, il mondo dell'arte e della cultura di questa città possono influire sul cambiamento, sul miglioramento e sulla crescita sociale e culturale della città stessa?

FDG/ L'arte esiste a prescindere, ovunque. Poi esistono i cittadini che possono anche essere artisti, operatori culturali o qualsiasi altra cosa. Quando i cittadini prendono coscienza e si mettono in campo, possono smuovere grandi energie. Possono guidare, criticare un'istituzione, possono fare “comune”, possono pensare alla cultura come bene da tutelare e difendere.

Quindi, più che il mondo dell'arte - che ha l'esigenza primaria di esprimersi, dalla grotta al MOMA - è il mondo dei cittadini che può influire sul cambiamento.

 

transito javier garcera, proiezione da ZACGM/ Perché il Comitato Scientifico eletto dalla amministrazione comunale ha deciso di aprire il museo della Zisa con il progetto/laboratorio Artisti in work? Quanto c'è di politico in questa scelta?

FDG/ La scelta di questa esperienza nasce dal ragionamento del comitato sul futuro assetto di ZAC, una zona-laboratorio, dove da una parte sia garantita una piattaforma di sperimentazione e di confronto per la giovane creatività (palermitana e non) e, in secondo luogo, che ospiti sempre mostre progettuali e legate all'idea di laboratorio nel luogo, con una forte adesione al territorio. Il progetto in work è una sorta di primo esperimento, di messa in pratica di un’idea che cammina di pari passo col ragionamento del futuro di ZAC.

Inoltre c'è l'intento tutto politico - e politico nel senso più puro del termine - di creare comunità, classe sociale. Portare la cittadinanza dentro lo spazio, e farla sentire arbitro e partecipe.

È chiaro che anche l'amministrazione ha un suo orientamento, e sicuramente sta puntando molto sui cantieri. È una scommessa. È anche mantenere una promessa data a suoi elettori; non dimentichiamoci che i cantieri culturali alla Zisa nacquero proprio con la precedente giunta Orlando, diversi anni or sono.

Ma, dal mio punto di vista, la volontà dell'amministrazione è un singolo aspetto della questione. Abbiamo colto semplicemente un'occasione per mettere in moto dei processi che, innescati, portano ad una forma di partecipazione, di relazione e di nascita di nuove energie.

 

Francesco De Grandi, Del solo amoreGM/ Da artista di esperienza anche in ambito internazionale, come vedi la situazione odierna dell'arte? Pensi che progetti o pratiche artistiche e sociali come quello di ZAC possano proporre un nuovo modo di vivere, fruire e percepire l'arte contemporanea? Pensi che possa elevarsi a modello? Quali altre esperienze italiane e/o internazionali possono essere riconducibili a quella di fino ad ora discussa?

FDG/ La mia esperienza internazionale è limitata, almeno in forma diretta, ma ho girato un po'.

È evidente che siamo di fronte ad una profonda crisi dei musei, intesi come contenitori che ospitano a ufo grandi mostre, che rispondono a logiche molto lontane dal fare arte, e lontanissime dagli artisti. Inoltre, c'è il bisogno di ricostruire un'identità del luogo: per questo la direzione è quella del dialogo col territorio, con il suo genius loci. Se fai una mostra a Palermo devi interagire con Palermo, con il suo popolo, con gli artisti che la abitano.

Costruire un museo attorno alla città significa mettere a sistema una rete di relazioni che crescono e formano l'humus dove fioriscono le eccellenze.

Per cercare di fare di un luogo, un’eccezione, una diversità.

 

Luigi Presicce e Francesco De Grandi da ZACGM/ Tra i transiti che stanno interessando il periodo in work, proprio per stasera è previsto il #12 con Marzia Migliora, ma abbiamo apprezzato anche Rossella Biscotti, Kevin Van Braak, Javier Garcerà, Luigi Presicce, Ulli Lust e molti altri, che si sono susseguiti in vari appuntamenti cadenzati, incontrando gli artisti del laboratorio e parlando delle loro personali esperienze all'interno di altri sistemi.

Che ruolo hanno avuto questi transiti nella crescita del progetto e, più in generale, nel modo in cui l'arte siciliana ha di rapportarsi con quella internazionale?

FDG/ Il confronto.

La conoscenza diretta dell'esperienza, la sinergia, la complicità.

Mettere in circolo le idee.

Nutrire la piattaforma è nella filosofia del posto; essere luogo di transito, continuamente attraversato sia dagli artisti che lo abitano temporaneamente, sia da tutti quelli che, passando, aumentano il livello del dibattito.

Credo che in questi mesi, il panorama degli artisti a Palermo abbia subito, nonostante le difficoltà, una crescita esponenziale, e non nel suo numero. Parlo di livello di consapevolezza e di qualità.

Il laboratorio ha prodotto delle bellissime opere, ha innescato nuove sinergie e nuove energie. Io spero con tutto il cuore di vederne a centinaia, di questi progetti.

Mi piace sognare una città frequentata da turisti non convenzionali, attenti alla sua vera energia creativa. Sogno di vederli girare per le strade alla ricerca di spazi off, dove apprezzare meraviglie inaspettate. O di gente che ritorna, che viene a vivere qui.

È un sogno...

 

javier garcera a ZACGM/ Dopo l'inaugurazione prevista per questo mese, con una grande mostra collettiva di tutti gli artisti che hanno lavorato per e in questo progetto, quali credi saranno le pratiche artistiche e culturali che vedranno protagoniste ZAC? Quale sarà il ruolo del Comitato Scientifico nelle prossime scelte che saranno fatte riguardo il destino del museo?

FDG/ Questo comitato ha una scadenza posta a dicembre 2013, quando consegnerà all'amministrazione il suo progetto. Ogni attività fino a quel punto sarà propedeutica a completarlo, sperimentarlo.

Il coinvolgimento orizzontale di così tanti artisti è una chiamata alla testimonianza. Abbiamo partecipato assieme, affrontato le criticità e, grazie a tutti, abbiamo saggiato la fattibilità di un laboratorio aperto e tastato le sue potenzialità.

Inoltre, Palermo si deve svegliare dalla letargia in cui versa, si deve prendere cura di se stessa, deve chiedere alle amministrazioni coerenza e attenzione. Bisogna provarci, ognuno assumendosi le proprie responsabilità.

Almeno noi ci siamo, possiamo dire di aver tentato. È una partita difficile, a volte disperata. Bisogna mettere in moto una macchina incrostata. Ma sono convinto che dobbiamo tutti metterci in circolo, partecipare, se non è oggi sarà domani, se non è questo luogo sarà un altro.

Nessuno potrà dire, nel bene e nel male, di non aver saputo.

 

assemblea da ZAC Palermo

 

_______________________________________________________________________________


Francesco De Grandi nasce a Palermo nel 1968.

 

Francesco De Grandi, Il passaggio difficile e NinettaÈ uno degli esponenti di quella che viene definita Nuova Figurazione Palermitana, insieme ad Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza ed al compianto Andrea Di Marco.

Ha esposto al PAC di Milano, al MAXXI di Roma, al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, con il Museo Pecci di Prato al Padiglione italiano dell’Expo 2010 di Shanghai, al Kaohsiung Museum of Fine Arts di Taiwan, alla Galleria Civica di Trento, alla Triennale di Milano.

Recentemente, la grande personale alla GAM - Galleria d’Arte Moderna di Palermo dal titolo Il passaggio difficile, a cura di Marco Bazzini ed Helga Marsala.

 

 

ZAC - Zisa/Zona Arti Contemporanee

Cantieri Culturali alla Zisa - via Paolo Gili, 4 - Palermo

Orario: dalle 18.00 alle 20.00

Ingresso: open admittance


ZAC - Zisa/Zona Arti Contemporanee su Facebook

 

 

Pics’ credits & courtesy:

1_ritratto di Francesco De Grandi - credits: Fausto Brigantino

 

2_Francesco De Grandi, Il passaggio difficile, 2011 - olio su tela, cm 150x190

Courtesy: l’artista e Galleria Aike - Dell'Arco, Palermo/Shanghai

3_Francesco De Grandi, Il passaggio difficile, 2011 - olio su tela, cm 140x60

Courtesy: l’artista e collezione privata, Palermo

 

4_ZAC: Alessandro Bazan parla in assemblea

 

5_ZAC: work in progress - credits: Linda Glorioso

 

6_ZAC: il pubblico assiste ad una proiezione, durante il transito di Javier Garcerà

 

7_Francesco De Grandi, Del solo amore, 2011 - dittico, olio su tela, cm 300x190

Courtesy: l’artista e Galleria Aike - Dell'Arco, Palermo/Shanghai

 

8_ZAC: Francesco De Grandi intervista Luigi Presicce durante il suo transito

 

9_ZAC: Javier Garcerà durante il suo transito

 

10_ZAC: Francesco De Grandi in assemblea

 

11_Francesco De Grandi, Il passaggio difficile, 2011 - olio su tela, cm 50x35

Courtesy: l’artista e Galleria Aike - Dell'Arco, Palermo/Shanghai

12_Francesco De Grandi, Ninetta, 2009 - olio su tela, cm 90×120

Courtesy: l’artista e collezione privata, Palermo

 

Dove non sottolineato, i credits delle foto da ZAC sono di Fausto Brigantino

 

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avatar stefano bassetti (fefo fefoni)
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De Grandi ha palesemente una marcia in più. La prima volta che vidi un suo lavoro fu forse nel 2000, in casa di Cingo. Rimasi "sottratto",sembrava avere un accesso preferenziale al mondo metafisico. Lo incontrai anche per strada,sembrava solo un "bambino" simpatico. Sarebbe curioso poterci parlare ora, chissà se ha conservato la sua eletta semplicità.
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