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COME FU CHE LUTHER BLISSETT DIVENNE ITALIANO - Intervista a LAMBERTO TEOTINO PDF
Mercoledì 01 Febbraio 2012 10:51

COME FU CHE LUTHER BLISSETT DIVENNE ITALIANO

Intervista a Lamberto Teotino

di Giorgia Fileni  

 

Lamberto Teotino, Luther BlissettSi è concluso di recente l’ultimo appuntamento di Cosa si prova ad avere un suono in testa?, un interessante progetto espositivo ideato da Elena Abbiatici e Valentina G. Levy suddiviso in 3 tracce tematiche.

L’ultima traccia, ispirata al celebre scritto del 1968 del filosofo francese Gilles Deleuze Differenza e ripetizione, poneva al centro della riflessione la tematica della replica: di una parola, di un’azione, di un evento, in rapporto alla sua capacità di incidere ed alterare la temporalità, dilatata in un eterno presente, e lo spirito di chi la contempla.

Osservando, ma soprattutto ascoltando, gli interventi audio-video degli artisti chiamati ad esporre in questa ultima tranche, dal titolo Il paradosso della ripetizione appunto, un’installazione sonora ha catturato la mia attenzione: una voce di donna, con un tono dottrinale e didascalico, ripete in loop una frase che è anche il titolo dell’opera realizzata dall’artista Lamberto Teotino: Luther Blissett è Italiano.

 

Luther Blissett è un progetto di nome multiplo maturato all’interno del circuito della mail art nel 1994, riconducibile ad alcune tendenze antagoniste come il neoismo ed il plagiarismo, nate dichiaratamente in opposizione all’establishment e con l’intento di sovvertire i codici dei meccanismi di potere.

Questo nome, frutto di una scelta casuale (narra la leggenda che qualcuno abbia aperto a caso un quotidiano e puntato il dito sul calciatore di origine giamaicana - Luther Blissett - che il Milan aveva comprato a una cifra da fuoriclasse, ma le cui prestazioni si rivelarono del tutto deludenti), si trasformò rapidamente in un network aperto a chiunque.

Dal 1994 al 1999, da ogni parte del mondo, una moltitudine di persone ha firmato le proprie azioni, scritti, creazioni, sabotaggi mediatici (prima fra tutte la storica beffa alla trasmissione Chi l’ha visto?) a nome Luther Blissett: nonostante i nomi multipli e le identità collettive possano vantare una lunga e ricca tradizione che risale fino al dadaismo, Luther Blissett divenne il nome multiplo più celebre di tutti i tempi.  

 

Ciò presuppone una ridefinizione anche di un concetto generalmente difeso a spada tratta, quello di personalità:  

 

[...] e chi sarà mai questa tua Personalità, se non l’insieme delle idee che infettano il tuo cervello in questo momento e che, tutte insieme, sono l’humus da cui nasce il Grande Racconto che tu chiami col nome di Io?”, afferma Luther Blissett discutendo con un Identitario, e conclude dicendo: “questo è ciò che importa: che ogni cellula del condividuo modifichi i suoi sentimenti in maniera diversa e originale. Non si può essere assolutamente originali rispetto a se stessi: l’unico modo per esserlo è non-considerarsi un Sé”.

 

A seguito di tali riflessioni, dal momento che Luther Blissett può essere chiunque e qualsiasi cosa, possiamo considerare l’affermazione “Luther Blissett è Italiano” specificamente in linea con quelli che erano gli intenti di questo planetario progetto.

Incuriosita da questa nuova nazionalità acquisita da Luther, volevo saperne di più, e ho deciso di parlarne con Lamberto Teotino.  

 

Giorgia Fileni/ Come sei venuto in contatto con Luther Blissett?

Lamberto Teotino/ Non ho una data precisa di quando sia venuto a conoscenza del fenomeno Luther Blissett - circa venti anni fa, credo, ma non ricordo bene.

Ricordo però con esattezza il motivo che mi ha portato alla curiosità verso questo fenomeno; essendo appassionato di calcio, mi ricordavo che un certo Luther Blissett aveva giocato nel Milan a metà degli anni '80, e non ho potuto fare a meno di cercare di capire cosa ci facesse il suo nome al di fuori dell'ambito calcistico (oltretutto, veniva considerato un brocco, dato che sbagliava sempre gol facili). Al tempo, però, rimase poco più di una curiosità.

Ultimamente ho riletto alcuni articoli su questo fenomeno collettivo, ed ho deciso così di sviluppare il progetto.  

 

GF/ Raccontami del tuo Luther Blissett: perché lo hai reso tuo compatriota? Quali aspetti del Luther Blissett Project ti hanno maggiormente ispirato?

LT/ L’opera nasce come contributo sia nei confronti del personaggio Luther Blissett, che del suo fenomeno collettivo, che ha fatto del rifiuto del diritto d'autore uno dei suoi cavalli di battaglia; il copyleft è infatti basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore, in quanto detentore originario dei diritti sull'opera, indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente.

Considerata un'opera aperta, a cui tutti possono attingere per farne merce propria, ho sviluppato il progetto sul concetto d’identità, in un gioco di rimbalzi in cui matura la possibilità di dichiarazione sulle personalità multiple e sulle ubiquità dell’individuo.

Mi sono interrogato sulle abitudini e sulle ingenuità dell’uomo, prendendone di mira le vacuità a cui si sottopone ed alle quali è a sua volta sottoposto, per arrivare in maniera paradossale a chiudere l’opera stessa con un ulteriore scherno, definendo così Luther Blissett come Italiano.

 

Lamberto Teotino, Luther Blissett ProjectLamberto Teotino, Luther Blissett è Italiano

 

Il progetto installativo è composto da un ritratto, intitolato Luther Blissett, e da una scultura sonora intitolata Luther Blissett è Italiano, in cui una voce di donna - nello specifico, della traduttrice di Google Translate - ripete ciclicamente, in maniera sintetica e didattica, la frase da cui prende nome il titolo stesso, con voce pulita da qualsiasi emozione, facendo in modo che ci si interroghi sulla perdita di identità, sull’instabilità e sul precario del quotidiano, e lasciando così sospesa le veridicità, dimostrando ancora una volta l’intangibile in un file scaricato direttamente dal web.

 

    

 

Con L'opera sonora Luther Blissett è Italiano mi piaceva creare il paradosso di un’ubiquità rintracciabile: Luther Blissett è tutto, allora perché non essere anche Italiano? Inoltre, il famoso calciatore ha giocato per l'appunto in Italia; l’ho trovato un fatto divertente, che mi dava la possibilità di farne ciò che meglio credevo, che mi permetteva di definire un’entità intangibile, ritenendo opportuno chiudere in tal modo quest'opera aperta.

Gli elementi più interessanti del progetto riguardano il rapporto dell'identità tra gli individui e la s-personalizzazione dell'io, approdando così a tematiche esistenzialistiche.  

 

GF/ Cosa ne pensi di Wu Ming, il progetto realizzato da alcuni dei creatori di Luther Blissett?

LT/ Non ho curiosità verso il progetto Wu Ming, che ritengo simile a quello di tutti gli artisti che si sono avvicinati verso tale fenomeno. Il mio approccio è diametralmente opposto. La mia indagine non è proposta con l'intento di realizzare un’opera e firmarla Luther Blissett, come una sorta di bluff; io ho realizzato un’opera intitolata con il suo nome, ma l’ho firmata con il mio.

Mantengo la mia identità: anche questo fa parte del progetto.  

 

Lamberto TeotinoGF/ Esiste un sistema dell’arte italiano? O meglio, l’accezione nazionale del nostro sistema ha qualche utilità? Credi che Luther sia contento di farne parte? Cosa si prova ad essere oggi un artista in Italia?

LT/ Un sistema esiste certamente, ma è un sistema debole, non in grado di sostenere economicamente un artista, al quale non viene nemmeno dato tutto il riconoscimento intellettuale. L'affollamento di molti curatori emergenti, di talento ma senza professionalità, che vedono nel sistema dell'arte una sorta di luna park in cui divertirsi, e la figura ambigua del critico/curatore, che gira sempre attorno alle solite gallerie, non offrono più credibilità.  

 

GF/ Esistono le cosiddette tendenze? Se sì, secondo te, quale tra le attuali vanta particolare interesse?

LT/ Non credo ce ne sia una ben precisa, e se c’è, non so bene che direzione stia prendendo. Sarà poi il tempo a rivelare se esiste una tendenza predominante.

Ritengo, però, che ci sia un senso estetico/economico che accomuna il fare arte, riscontrabile nella semplicità e nella capacità nell'utilizzo di materiali non troppo trattati, che hanno un sapore più naturale, artigianale o di recupero, ma che allo stesso tempo rendono il lavoro raffinato e sottile.

 

GF/ Il tuo lavoro non si limita al buon vecchio Luther. Questo è stato per te un periodo di grande attività creativa; che strada prenderà la tua ricerca nei prossimi mesi?

LT/ Sì, gli ultimi due anni sono stati molto intensi, ho cercato di procedere ad una sorta di pulizia con il passato per aprire la strada a ricerche nuove.

A parte il Luther Blissett Project - che devo ancora metabolizzare - ho dedicato gli ultimi anni a Sistema di riferimento monodimensionale, considerato dagli addetti ai lavori il progetto più maturo, il quale ha ricevuto la menzione speciale da un’importante giuria come quella del Talent Prize.

Al momento, non so ancora bene che sembianze possa assumere questa ‘forma’ perché ci sto lavorando, ma di sicuro so che si sta spostando sempre più verso aspetti installativi e concettuali.  

 

Lamberto Teotino, Sistema di riferimento monodimensionale

 

GF/Che domanda non dovrebbero mai farti durante un’intervista?

LT/ Quelle stupide, ma - in particolar modo - tutte quelle domande fatte da chi pensa di avere a che fare con un fotografo.

 

Lamberto Teotino: bio

Lamberto Teotino vive e lavora a Roma. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2000 con il massimo dei voti.

Si occupa di arti visive, la sua indagine si sviluppa principalmente nella ricerca sull’immagine.

Per quanto concerne l’aspetto pratico, analizza lo sviluppo e l’approfondimento del linguaggio adottato, con lo scopo di dirottare le possibilità dello strumento stesso verso nuove applicazioni tecniche.

In stretta correlazione con tale processo si colloca la parte riguardante il pensiero dell’opera, in cui l’indagine della figura presenta un risultato concettuale quale frutto di idiosincrasie storico-filosofiche, da un lato, e scientifiche, dall’altro, investigando altresì gli aspetti sociali e para-normali dell’individuo.

Nel 2011 riceve la menzione speciale dalla giuria del Talent Prize con l’opera Sistema di riferimento monodimensionale; nello stesso anno, declina l’invito alla partecipazione del Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia.  

 

www.lambertoteotino.com

 
Pics’ credits & courtesy


1_Lamberto Teotino, Luther Blissett (2011)
stampa ai pigmenti di carbone su carta di cotone Hahnemuhle, montata su aludibond con cornice in legno - 30x30x4 cm
edizione di 3 + 1 p.d.a. - courtesy the artist

2_Lamberto Teotino, Luther Blissett Project (2011)
veduta dell’installazione - dimensioni ambientali
courtesy the artist

3_Lamberto Teotino, Luther Blissett è Italiano (2011)
megafono, player mp3 e legno - 32x123x32 cm
edizione unica + 1 p.d.a. - courtesy the artist

4_ritratto di Lamberto Teotino... di spalle
 
5_Lamberto Teotino, Sistema di riferimento monodimensionale (2011)
stampa ai pigmenti di carbone su carta di cotone Hahnemuhle montata su aludibond con cornice in legno - 92x115x3.5 cm
edizione di 3 + 2 p.d.a.  - courtesy the artist  
 

Video credits & courtesy

 

Lamberto Teotino, Luther Blissett Project (2011)
installation views, running time 2:00 min
Picture: Luther Blissett
Sound sculpture: Luther Blissett è italiano
courtesy the artist

 

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avatar Luther B:lissett
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Perché si gioca di vanità ed invece di rafforzare il mio pensiero lo si sfrutta? Lasciate che Luther Blissett viva nel proprio intimo riserbo, osserviamo le opere di questo unico e vero maestro contemporaneo in & out rete. La società dello spettacolo spettacolarizza tutto, non credete che così facendo si promuova la CULTURA dell'IGNORANZA? Scusate, ma il troppo è troppo. Saluti LB120819
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