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PANTA REI - Intervista a MADDALENA MAURI PDF
Lunedì 31 Gennaio 2011 01:21

PANTA REI – INTERVISTA A MADDALENA MAURI

Il paesaggio (dipinto) – Galleria V.M.21 artecontemporanea, Roma – fino al 15 Febbraio 2011

di Elena Abbiatici

Maddalena Mauri, Una storia strettamente personale Pittura eterea, effimera. Aggettivi propri della vita e, forse, della società d’oggi. Attributi propri alla natura, con cui ogni giorno sentiamo la necessità di confrontarci, se non altro per capire qualcosa di più di noi, della nostra temporalità, per confrontarci con quel panta rei eraclitiano. 

Elena Abbiatici/ Paesaggio all’interno di uno spazio chiuso, che allude tuttavia ad un “là fuori” - nella scelta di accennare agli stipiti di una finestra. Vuoi parlarci del concept con cui è nata questa commistione fra esterni e interni? Come hai concepito il lavoro per VM21, e come ti sei confrontata con gli altri due artisti, Jernej Forbici e Nicolas Pallavicini?

Maddalena Mauri/ È dal 2004 che studio e disegno paesaggio, utilizzando grafite e l’anilina come medium. Dalla semplice veduta dei primi lavori, in cui non v’era inserito alcun elemento che richiamasse la presenza umana, sono passata a questa commistione tra interno ed esterno, tra il paesaggio - che anche nelle sue versioni più ‘addomesticate’ mantiene un quid di anarchico e d’imprevedibile - e la costruzione della nostre architetture domestiche, strutturate, al fine di creare un senso di sicurezza e benessere.

 

 

Credo che la forza del  progetto di Antonio Arévalo sia anche l’aver costruito, in tutte le varie tappe del suo Di Pari passo*, delle comunioni funzionali tra artisti, che non richiedono ulteriori spiegazioni.

Maddalena Mauri, Una storia strettamente personaleEA/ Grafite che invade le pareti di una galleria. Lavoro site-specific, quindi. Qual è quel quid che ritieni possegga il site-specific a dispetto della classica tela?

MM/ Il creare delle situazion i site-specifics è stata un’evoluzione desiderata e meditata: è la creazione di una scenografia, di un gioco barocco che grazie ad una relativa ‘bellezza’ dovrebbe fermare, per un attimo, lo spettatore in un ambiente di meditazione temporanea, come transitoria è la materia di cui è composta.

Terre e grafite, polveri, materiali difficilmente controllabili che non danno la certezza della riuscita, il tempo relativamente breve a disposizione, l’impossibilità quasi assoluta di ripensamenti, un notevole dispendio d’energia fisica: sono i fattori che rendono l’impresa una sfida assolutamente stimolante che, per quanto mi riguarda, non sento mai d’aver vinto.

Il lavoro su tela ha una dinamica completamente diversa per tempi ed energie in gioco, eppure si tratta di situazioni dissimili ma complementari, poiché è dai lavori su tela che partono i progetti per i site-specifics!


EA/ Nel corso del tempo quella grafite scomparirà, si scemerà vievvia. Cosa ti interessa che rimanga, invece: l’idea che si trattasse di paesaggi dipinti, l’idea che tutto passa ma non scompare, che se qualcosa è stato, i segni del suo passaggio ci saranno per sempre? Oppure rielaborare tramite una pittura di paesaggio la vita della natura, in costante trasformazione?

MM/ Ho eseguito la prima istallazione nel mio studio, ed è stato un piacere vederla scomparire, lentamente…

In generale non sono il tipo d’artista che tiene all’integrità del pezzo, diciamo che, più che il prodotto, mi appassiona il processo! Mi piace difendere una riflessione minima sull’inutilità del nostro costruire certezze, una rappresentazione minima dell’entropia.

Maddalena Mauri, Living Room 2Maddalena Mauri,  Living Room 4


EA/ In un'epoca di grande attenzione e fioritura dell'arte digitale, Maddalena Mauri quanto crede ancora nel valore della pittura?

MM/ Certamente utilizzare un medium più vicino ai tempi è un vantaggio al fine della fruizione dell'opera, ma credo che, più che il mezzo, valga quello che si ha da dire e il piacere che si ha nel fare. E che la pittura sia comunque un linguaggio attuale è chiaramente dimostrato anche nell'esposizione a VM21, in cui  sia il lavoro di Nicolas Pallavicini che quello di Jernej Forbici, dimostrano una forza e una freschezza invidiabili.


EA/ Bianco e nero a dispetto di una personalità vivacissima quale la tua; cosa trovi in questa dicotomia cromatica?

MM/ Uno degli aspetti che mi appassiona è dare un ordine all’intensità della luce. Il chiaroscuro può diventare un sistema di catalogazione.

Maddalena Mauri, Dining RoomMaddalena Mauri, Soggiorno

 

EA/ Ultima domanda: un colore, un pittore e uno scrittore?

MM/ Arancione, Edward Hopper per le sue tematiche e per la bellezza che non è mai fine a se stessa e Georges Perec con il suo La vita, istruzioni per l’uso: bellissimo!

 

Biografia: Maddalena Mauri nasce a Roma nel 1962, vive e lavora a Viterbo. Esordisce nel 1990 esponendo nelle mostre Progetto Civitella d’Agliano a cura di Massimo Carboni, e Fragmenta a Palazzo Valentini a Roma. Nel 1991 la sua prima personale alla Galleria Miralli, Palazzo Chigi Albani, a Viterbo, curata da Simonetta Lux. Nel 1993 Enrico Crispolti l’invita al Premio Suzzara. Sempre nel 1993 la sua prima personale all’estero, in Francia, a Lione, presso la Galerie Jacasse. Nel 1997 Gianluca Marziani la invita ad esporre ad Aperto97 al Flash Art Museum di Trevi ed alla mostra Altri lavori in corso presso la Galleria Rossi Lecce di Roma. Nel 1998, mostra personale Latina Transfert alla galleria Romberg House di Latina, a cura di Gianluca Marziani. Nel 2000 partecipa, invitata da Gianluca Marziani, alle mostre Dalla Mini al mini al Palazzo delle Esposizioni di Roma ed Extra Vergine of Contemporary Art al Flash Art Museum di Trevi. Espone nella mostra Finché c’è morte c’è speranza alla Galleria Pio Monti arte contemporanea a Roma e poi presso il Flash Art Museum di Trevi. Nel 2002, a cura di Simonetta Lux e Gianluca Marziani, presenta la personale Dieci presso il Museo Laboratorio dell’Università La Sapienza di Roma. Nel 2003 espone con una mostra personale a Palazzo Mazzatosta, a Viterbo, a cura di Giovanna Scappucci. Nel 2004 Simonetta Lux la invita ad esporre nella mostra Incantesimi presso il Palazzo Farnese di Bomarzo. Nel 2005 Vittorio Sgarbi la invita alla mostra Il Male – Esercizi di pittura crudele presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, opera dell’architetto Juvara, nei pressi di Torino. Nel 2008 prende parte alla mostra Les Fleurs du Mal, 1857-2007, per Charles Baudelaire, patrocinata dall’Ambasciata di Francia e curata da Roberto Savi, presso la Galleria di Palazzo Bellarmino a Montepulciano, Siena. Nello stesso anno quattro personali: Mauri Maddalena Carte e disegni a cura di Robert Bellarmine presso Palazzo Savi a Montepulciano; Come se, curata da Simonetta Lux presso la Giovanna Scappucci arte contemporanea di Viterbo; White noise presso la Galleria Rossi Lecce a Roma, a cura di G. Marziani; There's nothing presso la Galleria Miralli di Viterbo. Nel 2009 con Antonio Arévalo arriva a Praga ai Karlin Studios in Una storia strettamente personale.

 

 IL PAESAGGIO (DIPINTO)

collettiva di Jernej Forbici, Maddalena Mauri, Nicolas Pallavicini

a cura di Antonio Arévalo

Fino al 15 Febbraio 2011

Galleria V.M.21 artecontemporanea - via della Vetrina, 21 - Roma

Free Admittance – dal lunedì al venerdì ore 11/19.30, sabato ore 16.30/19.30

www.vm21contemporanea.com

 

Didascalie:

1.     Maddalena Mauri, Una storia strettamente personale - Karlin Studios, Praga,2009

2.     Maddalena Mauri, Una storia strettamente personale

3.     Maddalena Mauri, Living room 2 - 300x400 cm, grafite e anilina su tela, 2009

4.     Maddalena Mauri, Living room 4 - 200x200 cm, grafite ed anilina su tela, 2010 – courtesy Collezione Alfonsini

5.     Maddalena Mauri, Dining room - 200x200 cm, grafite e anilina su tela, 2010

6.     Maddalena Mauri, Soggiorno - grafite e anilina su tela, 2010


* Questa mostra fa parte di una serie di mostre collettive che il curatore ha voluto nominare A pari passo: artisti di diversa provenienza geografica sulla scena internazionale con le loro personali proposte. La prima, Le città, fu realizzata alla Galleria Novalis di Torino nel novembre 2009, e vide protagonisti gli artisti Primoz Bizjak (Slovenja), Marlon De Azambuja (Brasile) e Patrick Hamilton (Belgio).

La seconda mostra, Formes & desformes (Galleria Zak, Siena, novembre 2010) ha riunito le opere di tre artisti nati in America Latina intorno agli anni 70: Alexander Apóstol (Venezuela), Ronald Moran (El Salvador) e Ismael Randall Weeks (Perù).

La terza è stata Another_Fiction (VM21 artecontemporanea, Roma, ottobre-dicembre 2010): collettiva in grado di dar risalto alle singolarità di tre artiste donne con tre diversi approcci al mezzo artistico: Giulia Caira, Jessica Iapino, Daniela Papadia.

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