IL SERPENTE E LA DEMOCRAZIA
Nemanja Cvijanović, Progetto Anonimo
Roma, Spazio Furini Arte Contemporanea - dal 24.03 al 12.05.2012
di Valeria Ribaldi
L’ingresso è volutamente celato alla strada.
Oltre la parete, s’intravede il riflesso di una luce artificiale che mi attira verso uno spazio bianco, quasi asettico.
M’imbatto in Joseph Ratzinger.
Fedelmente riprodotto nella sua figura in abito talare, quasi come al museo delle cere, ma dotato di un’espressione più realmente inquietante, Benedetto XVI staziona a braccia aperte nel più tipico gesto cristiano dell’accoglienza.
L’attimo di straniamento è breve, ma la curiosità aumenta.
Non è solo: in occhiali da sole e abito ufficiale, a pochi passi, c’è il re saudita.
ʿAbd Allah, con volto serio e barba immediatamente riconoscibile, contempla qualcosa al di là delle lenti; avvolto com’è nella sua tunica, sembra essere impermeabile a tutto il resto.
Alle sue spalle, qualche metro più giù, in un angolo, c’è una figura dal volto asiatico. Mi avvicino. È Hu Jintao: braccia lungo i fianchi, posa composta e diritta, sguardo puntato verso una direzione, la stessa del re saudita.
Mi sento al centro di una mise en scène, nel bel mezzo di un presepe provocatore, coinvolta in una processione politicamente scorretta.
Mi volto per scoprire l’oggetto meritevole dell’attenzione di cotanti personaggi.
Un serpente nero striscia sul pavimento. Striscia in uno spazio delimitato e talmente vuoto da rendere l’animale il soggetto di sguardi ipnotici e meravigliati.
Sulla parete verticale tre fotografie, tre ritratti che non lasciano dubbi: sono i volti di Muammar Gheddafi, Saddam Hussein e Yasser Arafat.

Queste tre immagini, divenute icone dopo l’uscita dalla storia di questi personaggi politici, sono fortemente simboliche e provocatoriamente collocate dal lato del serpente che, incarnazione del male nella cultura occidentale e cristiana, insinua dubbi, avvertendoci di una minaccia.

Sono immagini, queste, che mediaticamente hanno avuto più risalto e che hanno ormai preso il posto, nella forma mentis comune, dei personaggi stessi che rappresentano.
Il confine tra ciò che è candido come la tunica papale e ciò che è nero come il serpente si rivela essere subito molto labile, in questa messa in scena globale.
Questi tre personaggi rappresentano tre potenze economico-politiche e religioso-culturali molto vicine all’Europa ed agli Stati Uniti, potenze che gravitano ed esercitano enormi pressioni sugli assetti politici ed economici internazionali pur non essendo esempi lampanti di democrazia, né portatrici di diritti umani.
Nel serpente come simbolo del male, si può leggere un significato ambivalente? Può essere metafora della violenza del potere, ed allo stesso tempo del suo stesso annientamento per mano di altri poteri “legittimi”?
Nemanja Cvijanović mette in atto una provocazione che tocca le dinamiche globali delle democrazie occidentali, definitivamente soggette al potere economico ed alle oligarchie finanziarie, il cui ultimo ed universale fine è costituito dal denaro.
I poteri forti, le lobbies e gli organismi intergovernativi hanno in mano decisioni che tengono in scacco il futuro delle nazioni, così come la vita quotidiana delle persone.
Osservare Progetto Anonimo alimenta un flusso continuo di interrogativi.
Quanto le cosiddette democrazie occidentali che hanno combattuto i regimi totalitari si sono rivelate poi essere la soluzione reale dei conflitti sociali?
Cosa è rimasto di autentico nelle democrazie degli stati nazionali, dell’Europa e dei suoi valori?
Quanto nei processi decisionali è dettato solo ed esclusivamente da dinamiche economiche e commerciali?
Congedandomi da simboli, icone e manichini, la sola certezza che mi rimane è che l’arte, come la cultura, può avere la valenza di un serpente, e fungere da meccanismo insinuatore di dubbi.
Nemanja Cvijanović, Progetto Anonimo
dal 24 marzo al 12 maggio 2012
Furini Arte Contemporanea - via Giulia, 8 - Roma
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 14 alle 19 - sabato dalle 15.30 alle 19.30
Tel. 06.68307443 - www.furiniartecontemporanea.it
All pics’ credits & courtesy
Nemanja Cvijanovic, Progetto Anonimo (2012)
cera, resina, stoffa, foto - dimensioni variabili
Courtesy Furini Arte Contemporanea, Roma
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