Ester Grossi & Giulio Zanet, WRITTEN ON THE HAYS - Roma, First Gallery - dal 23.02 al 24.03.2012
Giovedì 01 Marzo 2012 12:55
EFFETTO SOA-POP-ERA
Ester Grossi & Giulio Zanet, Written on the Hays - Roma, First Gallery - dal 23.02 al 24.03.2012
di Fabiola Palladoro
“La Legge, naturale, divina o umana, non sarà mai messa in ridicolo, né sarà mai sollecitata la simpatia dello spettatore per la sua violazione”: questo è uno dei punti del codice Hays, un codice rigido che ha salvato le anime e le coscienze degli americani fino agli anni ’60. Il proibizionismo imperava su Hollywood, ed ogni pellicola era messa al microscopio per oscurare ogni possibile traccia di peccato morale insito in essa. Questo processo ineludibile probabilmente ci ha salvato da un precoce decadimento dei contenuti del cinema e della televisione così come la conosciamo adesso - dove il consumismo e la pornografia sono valori per famiglie; ma, allo stesso tempo, la modalità dei tagli incondizionati ha evirato film storici delle loro scene più belle.
Ester Grossi e Giulio Zanet, vincitori del quarto Premio Italian Factory 2010, partono da qui, dalla censura nel cinema degli anni ’50, rielaborandola in un progetto artistico curato da Chiara Canali e presentato il 23 Febbraio presso la First Gallery di Roma.
I due artisti hanno voluto concentrare le loro indagini su un caposaldo del melodramma hollywoodiano, il film di Douglas SirkWritten on the Wind, il quale ha ispirato l’intramontabile filone commerciale delle soap operas.
L’intero film è una trama fitta di intrighi amorosi, tradimenti, amicizie, donne fatali, sfide d’amore, alcool, vita lasciva e ammiccamenti sessuali; entrambi hanno deciso di decostruirne i passaggi clou e reinterpretarli con le loro personali versioni pittoriche.
Il titolo stesso, Written on the Hays, è un gioco di parole tra il nome dell’autore del codice Hays, appunto, e la fonetica di esso - che allude alla parola eyes, occhi - come a voler sottolineare il processo artistico messo in atto da Ester e da Giulio di riscrittura attraverso gli occhi, ovvero di una reinterpretazione visuale delle scene del film.
Ester Grossi, in particolare, non ha provato alcuna fatica a calarsi in contesti e pose cinematografiche, da sempre fonte d’ispirazione e nutrimento visivo per essa, tanto che per questo progetto i lavori realizzati sembrano comporre uno storyboard essenziale e deciso - sempre espresso attraverso il noto stile pop dell’artista - composto da contrasti cromatici e dall’impressionante nitidezza delle figure inquadrate nelle tele, fotogrammi di una pellicola che scorre lungo le pareti della galleria.
I colori saturi definiscono gli sguardi sensuali e compiaciuti degli amanti che sfrecciano su una decappottabile blu, a cui segue l’espressione disperata di Kyle, che tradito siede al bancone di un bar, sconfitto dalla vita e dall’alcool, fino a chiudere con l’apice emotivo del film, fermato da Ester nel trittico vermiglio dove i due amici/nemici Kyle e Mitch si battono per la donna che amano.
Così, con le loro opere, Ester Grossi e Giulio Zanet sono riusciti in modo eccelso a celebrare scene destinate alla censura di Hays, nonché all’iconografia sbiadita da soap opera.
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