giovedì 20 giugno 2013  
E' QUI LA FESTA? - ARCOmadrid 2012 PDF
Mercoledì 29 Febbraio 2012 13:17

È QUI LA FESTA?

A pochi giorni dalla conclusione della XXXIª edizione di ARCO Madrid, tiriamo le somme di una delle Fiere d’arte contemporanea più importanti d’Europa

di Simona Spinola

Cecilia Paredes, Sirena en el mar de rosas

CECILIA PAREDES, Sirena en el mar de rosasOgni 4 anni i Mondiali, ogni 4 le Olimpiadi e ogni mese di febbraio ARCO, la Fiera internazionale di arte contemporanea che si celebra a Madrid, criticare ferocemente la quale è ormai diventato a pieno titolo uno sport nazionale.

Il più importante appuntamento per gli appassionati d’arte, gli addetti al lavoro ed i curiosi viene infatti atteso con grandi aspettative, vissuto in sordina e se ne va inondato dalla disapprovazione di critica e pubblico, per i quali ogni anno, puntualmente, l’edizione appena svoltasi è peggiore di quella dell’anno precedente.

 

 

Regina Jose Galindo, Falso Leon

Regina José Galindo, Falso Léon

Los CarpinterosARCO 2012 passerà alla storia come “una festa con poca arte”, definizione affibbiatagli niente di meno che da El País - che tra parties, after, photocalls, bagni di folla dei famosi, incursioni di brands (tra cui Ikea, con tanto di imponente stand) porta a riflettere sul fatto che se non fosse stato per la visita da parte del Principe di Spagna con consorte (in completo fucsia firmato da Felipe Varela, ci tengono a sottolineare i media), probabilmente sarebbe apparsa più una fashion week che un evento ufficiale per il mondo dell’arte contemporanea.


I principi di Spagna con un'opera de Los Carpinteros

Alicia Herrero, Action instruments boxEppure la feria, celebratasi il secondo weekend del mese che va a concludersi, rimane uno degli emblemi più importanti del panorama artistico, nonché specchio dei cambiamenti in atto. Per iniziare, riflesso della crisi economica, la grande protagonista indiscussa, l’unico tema davvero sulla bocca di tutti, che ha portato alla riduzione dei padiglioni del gigantesco complesso fieristico della capitale spagnola Ifema, passati da tre a due. Centosessanta le gallerie presenti, di cui nemmeno una trentina quelle spagnole, per un totale di trenta Paesi.

Alicia Herrero, Action Instruments Box

Carmen Perrin, Busca el horizonte del arbusto

Carmen Perrin, Busca el horizonte del arbusto

 

Atelier Van Lieshout, Swing

Atelier Van Lieshout, Swing

Numeri a parte, ARCO è, appunto, soprattutto uno specchio delle tendenze in corso: sempre meno i collezionisti tradizionali ed in netto calo i grandi nomi, anche le gallerie storiche puntano sui giovani, ed è qui che i più gridano aiuto, continuando a stupirsi di fronte a provocazioni e shock visivi di vario tipo (Cattelan consacrato al Guggenheim di New York docet).


Eugenio Merino, Always Franco, Stairway to HeavenAnche quest’anno il premio per la migliore strategia di marketing se lo aggiudica la Galleria ADN di Barcellona, che punta su Eugenio Merino per chiamare a raccolta presso il suo stand flash impazziti e pubblico sgomitante per foto-ricordo. Il motivo di tanti ohibò? Il dittatore Francisco Franco congelato in un frigobar di Coca Cola che porta l’autore ad accaparrarsi tutte le copertine di tutti i giornali, dopo essersi consacrato come simbolo di ARCO 2010 quando propose l’osannatissimo e censuratissimo Stairway to heaven. La scultura, rappresentante un musulmano in preghiera sulle cui spalle un sacerdote cattolico in ginocchio a sua volta sorregge un rabbino, fu venduta in tre minuti e mandò su tutte le furie l’ambasciata israeliana in Spagna, che evidentemente non aveva accettato la spiegazione dell’artista, il quale chiamava in causa una placidamente complessa simbologia di “pace e unione tra le religioni”.


Fernando Diaz VillanuevaAccanto al mito del momento, molti nomi sconosciuti ma interessanti, dediti alla pittura realista, con cui catturano le scene più quotidiane, dai sacchetti della spesa a ritratti di uomini insaponati di schiuma da barba; altri lanciano messaggi al vetriolo con fari al neon (come Fernando Díaz Villanueva), moltissimi deturpano le icone tradizionali proponendo sculture sinistre, come il mezzobusto di dame rinascimentali con molletta per il bucato al naso o bocca sbavata di sangue.


 

 


Samuel Salcedo

Samuel SalcedoL’edizione 2012 ha come ospite d’onore, nella sezione Focus con quattordici gallerie, i Paesi Bassi, che riportano una ventata sobria con giovani promesse del design contemporaneo; accanto a loro, un particolare riguardo alle giovani gallerie europee e agli artisti latinoamericani (ventidue i progetti personali selezionati quest’anno). Degni di menzione l’olandese Gabriel Lester con ombre cinetiche che rilanciano il trinomio arte-teatro-architettura; la superstar cinese Ai WeiWei che questa volta mette da parte le sue provocazioni per proporre ceramiche decorate a mano, insieme alle parimenti superstars Marina Abramović ed Erwin Olaf; la carogna di Javier Pérez rappresentata da un lampadario prezioso frantumato a terra e preso d’assalto da un gruppo di corvi; gli scenari inquietanti creati dalla giapponese Chiharu Shiota con ragnatele di olio; la polemica femminista a base di collage dell’artista argentina Rosana Schoijett; Samuel Salcedo con le sue sculture di ordinari omuncoli in sovrappeso; i micromondi di Javier Calleja sospesi sulle pareti tra messaggi poco rassicuranti.

Erwin Olaf, The keyholeJavier Perez, Carrona

sx pic: Erwin Olaf, The Keyhole | dx pic: Javier Perez, Carroñ a

Chiharu Shiota, Biel Klavier 139Rosana Schoijett, Collage 42

sx pic: Chiharu Shiota, Biel Klavier #139 | dx pic: Rosana Schoijett, Collage #42

 

Eva & Adele ad Arco 1992

ARCO 1992, Eva and AdeleARCO, nato nel 1982 ma biennale durante i primi anni, vive una profonda crisi come ogni buon quarantenne che si rispetti: vanta una nascita ed un’infanzia ricca di entusiasmo, e fino ai 10 anni rimane la più attesa vetrina in cui contemplare da vicino i grandi dell’arte contemporanea; si avventura negli anni Novanta scoprendo fotografia e video-arte da cui rimane attratto come un inquieto teenager che scopre il grunge; saluta il nuovo secolo con ambizione da giovane rampollo trentenne, e si avvicina a mondi paralleli coinvolgendo moda e design.

Compie 40 anni con la sensazione di aver già fatto e vissuto tutto quanto poteva fare e vivere, nel corso di una breve ma intensa esistenza tratteggiata dagli eccessi.

Cecilia Szalkowicz, Dos obras sin tituloOlga Kisseleva, Crossworld Conspire

sx pic: Cecilia Szalkowicz, Dos obras sin tìtulo | dx pic: Olga Kisseleva, CrossWorld Conspire

Ora cerca quindi di riciclarsi come maxi-store, e si nasconde dietro l’aggettivo tanto amato di poliedrico, per offrire l’opportunità a tutti di fare il pieno di turbamenti visuali, risatine sarcastiche e foto-ricordo.

(Tutto questo, ovviamente, quando lo si visita davvero, e non virtualmente grazie a qualche app dell’iPhone).

 

XXXIª edición de ARCOmadrid - Feria Internacional de Arte Contemporaneo

Dal 15 al 19 Febbraio 2012

IFEMA - Avenida del Partenon, Madrid

ARCOmadrid

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