I CADAVERI SQUISITI DI SEBASTIEN
Cadavres Exquis - Hall 4, Stand E30 del Salon Première Classe, Parigi - dal 21 al 24.01.2012
di Stephanie Chaulet
Non è mai facile riuscire a rendersi protagonisti nell’universo del jewel design, all’interno del quale l’innovazione visiva è costantemente in concorrenza con la predominante bellezza dei tessuti e delle linee degli abiti che gli accessori sono chiamati a completare.
Per riuscire in questo intento, Sébastien Martini ha scelto di attingere alle sue radici. È infatti nella Corsica, terra sauvage per eccellenza, che il giovane designer trova l’ispirazione per i suoi gioielli, dall’ésprit al contempo concettuale e leggero.
Sotto l’influenza dell’avventura estetica del movimento Dadaista, Cadavres Exquis presenta ogni gioiello come un oggetto unico. Nato nel dicembre del 2010, il brand ha da poco festeggiato il suo primo compleanno, proclamando a lettere d’oro la sua provenienza concettuale ed esclusiva, la cosiddetta Haute Fantaisie.
Il dinamico creatore ha imparato dai nomi più famosi, forte di una gavetta in qualità di graphic designer senior, illustratore e stilista presso Maisons come Dior, Jean-Paul Gaultier e John Galliano. Ed è proprio con quest’ultimo controverso genio artistico, che ha affiancato per 7 anni in vari progetti creativi, che Sébastien ha scoperto il suo campo prediletto: i gioielli.
Martini definisce le sue creazioni come ossimori artistici: fragili e leggeri, sebbene legati a materie grezze come pietre semipreziose, frammenti di legno, corallo, porcellana dipinta, resina, pietre marine, ossa, parti di china. Materie nate dal caos naturale, chiamate a dare vita a gioielli dove il glamour concettuale richiama l’affascinante semplicità delle arti primitive.

Lo stato d’animo nel quale il designer si immerge durante l’atto creativo viene da lui stesso definito “un jeu, où chacun écrit ou dessine ce qu’il a envie, sans savoir ce que celui qui l’a précédé a fait[1]”, gioco che deriva dalla lezione del Dadaismo - che dava importanza assoluta alla spensieratezza infantile, alla stravaganza, all’umorismo ed al rigetto delle convenzioni e della logica - nel quale gli esponenti si cimentavano a comporre frasi proponendo una parola senza tenere conto di quelle indicate dai compagni. La prima frase ottenuta in questo modo, divenuta poi motto del Dadaismo stesso, fu “le cadavre - exquis - boira - le vin - nouveau[2]”.
 Volutamente estraneo agli stereotipi delle arti visive, dunque, il designer rifiuta la linearità, e miscela materie povere a pietre preziose, in una constante ricerca di poesia e di audacia, con il risultato di dare vita ad un’arte al contempo sacra e profana, clamorosamente originale, capace di spazzare via ogni preconcetto, in modo da rendere il gioiello un potente lucky charm, un feticcio carico di miti e di simboli.
Pur nella sua avulsione da qualsiasi modello pre-formato, tuttavia, è possibile ritrovare nelle creazioni di Cadavres Exquis numerosi richiami alla storia dell’arte: un tocco di Surrealismo, la sobria sofisticatezza delle arti primitive e le scelte cromatiche del Fauvismo, con l’istinto come primal scream.
Visivamente, sull’esiguo filo della collana i grossi frammenti di materie prime non soffocano le delicate perle che li affiancano: in ciò si rivela tutto il talento armonioso dell’inventiva di Sébastien, capace di sfidare ogni volta le rigide regole della geometria, ponendo la libertà come motto assoluto. Un atteggiamento totalmente Dada, zoccolo duro di tutta la sua originalità, privo della smania di proclamarsi erede di qualcuno. I Cadaveri Squisitamente Vivi di Sébastien non nascono in seguito a disegni predeterminati, coniugando, nello spazio di un filo, fragilità e solidità in tanti eccellenti capricci della sorte.
Il concetto della bellezza viene così a rinnovarsi indefinitamente, in un’estetica sui generis. La collezione regala gioielli/antidoto alle solite produzioni girly-moody, semplici nelle forme ma con un soffio glam effuso dalle inusuali combinazioni di materie, e di colori.
Accanto a colliers minimal in colori neutri, puri, quasi trasparenti, o a quelli dove una pietra nera mette in risalto la lucentezza sobria dell’argento satinato, i Cadavres Exquis sono anche monili nati da giochi pastel-chic tra pietre di colori più vivaci, come il corallo e l’agata, o fini collane d’ispirazione palesemente etnica, che fanno pensare a ritrovamenti casuali di pietre e di conchiglie sulle spiagge della Corsica.

Le creazioni di Sébastien Martini sono still-life impregnati della magia regalata dalla consapevolezza di indossare un pezzo unico. Così, una medaglia ex-voto di matrice religiosa, delle perle, un frammento di ceramica e pietre semipreziose si uniscono su una lunga catena d’oro, e danno vita ad una nuova armonia; inoltre, ogni cliente può richiedere la personalizzazione del proprio gioiello, secondo ciò che gli suggerisce la sua personalissima Haute Fantaisie.

Il primo appuntamento del 2012 degli Squisiti Cadaveri di Sébastien sarà l’affermato Salone di accessory design Première Classe, che si terrà a Parigi dal 21 al 24 gennaio, accompagnato da oltre 600 tra i brands più innovativi del settore.
E come “le cadavre exquis boira le vin nouveau”, così ogni gioiello firmato Cadavres Exquis saprà mantenere la propria promessa: quella di trasformarsi in una nuova fonte di stile.
www.cadavresexquis.fr
PREMIERE CLASSE, winter edition
Dal 21 al 24 Gennaio 2012
EXPO PORTE DE VERSAILLES
Place de la Porte de Versailles, 1 - Parigi
www.premiere-classe.com
[1] “Un gioco, dove ognuno scrive o disegna quello che preferisce, senza badare a ciò che ha fatto chiunque lo abbia preceduto”.
[2] “Il cadavere - squisito - berrà - vino - novello”.
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