"UN AFORISMA ALLA CAMERA 32!"
Minibar for the Mind: servizio extra per la mente, ai Morgans Hotel
di Fabiola Triolo
“La cultura è il pane dell’anima”, recita un vecchio adagio di tale Mazzini Giuseppe, cantante folk molto in voga nel tardo Ottocento, la cui riscoperta si deve, in Febbraio del corrente anno solare, grazie ad una passeggiata a cavallo in quel di Sanremo di Benigni Roberto, menestrello contemporaneo.
Sulla scorta di tale massima, potremmo dunque dedurre che un aforisma è la mignonette della mente, uno spunto di conversazione è lo spuntino a base di barrette al cioccolato di mezzanotte, e che un libro è il menu turistico del cuore.
Deve essere stato di questa idea anche lo studio americano The School of Life, che, in partnership con la catena di alberghi a 5 stelle The Morgans Hotel – presenti in molte città statunitensi, ma anche a Londra – ha ideato Minibar for the Mind, pacchetto di pronto consumo che sposta la consueta destinazione d’uso dalla pancia, alla mente.
 
 
In luogo di lattine da 75 ml, desserts confezionati al cucchiaio e, negli hotels più premurosi, toys per il proprio piacere da conservare con discrezione nel famigerato cassetto delle delizie, The School of Life ha rifornito il proprio minibar con una scatolina da 250 Conversation Starters – celebri citazioni e spunti di alta conversazione cui ricorrere in caso di panico dislessico; due taccuini, Fears e Dreams, sui quali annotare con la dovuta scaramanzia i propri sogni e le proprie paure; il saggio Collected Thoughts (probabilmente concepito contro lo spinoso problema dell’insonnia...), che raccoglie pensieri sparsi durante i workshops motivazionali della School of Life; un Writer’s Block Pencil Set composto da tre matite sulle quali campeggiano altrettanti aforismi ispirazionali, e due Reading Prescriptions, ‘Relax’ e ‘Seduce’: ampolline di vetro riempite di una lettura breve, redatta dai biblioterapisti della S.O.L., da buttare giù tutte d’un fiato qualora l’occorrenza fosse quella di rilassarsi, o quella più altruistica di sedurre.
 
A completare la mission di elevare intellettualmente il significato intrinseco della permanenza degli avventori, i ristoranti presenti nella catena - di fianco al menu terra-terra, per intenderci - offrono un Conversation Menu le cui entrées sono una top ten di aforismi (tra i quali spicca quello di una delle mie beniamine assolute, Mae West: “Between two evils, I always pick the one I never tried before” - ndr), che, esattamente come l’aperitivo, auspicano il titillamento dell’appetito cerebrale.
Di seguito, attraverso un’accurata selezione di 7 mains, 4 desserts e 4 tea & coffee, in climax ascendente per temi toccati (complici le eventuali disinibizioni dovute al ben noto bicchierino in più di fine pasto, perché al ristorante bisogna pur mangiare), la School of Life si propone di alzare i toni della conversazione, rivendicando con orgoglio che “table talk moves beyond the domain of the weather and the price of petrol”.
A fronte di un packaging deliziosamente retrò ed un font-typing minimal quanto basta per non risultare noioso, voluto dai designers Susanna Edwards e Joseph Harries, e della indubbia premurosità di addetti alle camere che, nel riassettare, ti lasciano ogni giorno un aforisma sul cuscino, l’operazione è di per sé apprezzabile se supportata da una buona dose di ironia, perché trovo l’idea di farsi guidare da terzi nella conversazione abbastanza agghiacciante. Come dire, aridatece gli M&M’s, che a parlare sono buona da me.
http://www.morganshotelgroup.com/so/schooloflife.html
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