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GOOD&BAD DESIGN
Gli oggetti tableware di Giulio Patrizi
di Naima Naspi
pubblicato l'11/02/2009 A che serve il design? Quanto la forma di un oggetto prevarica la sua funzionalità? Quanto le esigenze estetiche ignorano le conseguenze ambientali di una produzione? Infine, cosa distingue il design Buono e quello Cattivo?
Sono queste le domande che si è posto il giovane grafico Giulio Patrizi, rispondendosi così: «Molti prodotti di design non hanno alcuna funzionalità specifica, non funzionano, non presentano innovazione. Questo è un esempio di cattivo Design. Il buon Design è innovativo, funzionale, onesto, duraturo, ecologico.
Non è sempre vero che un prodotto di design presenti necessità ed effettivo utilizzo: la forma distrae, rendendolo un oggetto da esibire, non da utilizzare. Il Cattivo Design favorisce la corsa alla produzione, i meccanismi economici ne favoriscono il consumo , in un effetto domino non rassicurante. Ogni produzione cui è legata l’esistenza di un oggetto comporta conseguenze: come l'inquinamento, la spazzatura, il disboscamento, l'impiego di energia. L'accumulo di invenzioni e accessori, l'eccesso di artificio porta alla monotonia del perfetto ad alto tasso d'inquinamento.
I prodotti della collezione Good and Bad Design vogliono essere oggetti funzionanti ed iconici. Rappresentativi dell'estremizzazione degli effetti della corsa al consumo. »
E non si può negare che i prodotti della sua collezione Good&Bad Design siano, se non funzionali, almeno senz’altro fortemente iconici... Una serie di oggetti tableware costruiti attraverso la fusione di plastica candida riciclata, i cui componenti originari a volte, come nei piatti, non sono riconoscibli o lo sono a malapena, e altre volte sono chiaramente individuabili, come nel caso della fruttiera protagonista della collezione. La Bowl, che si colloca al confine sfocato tra arte e design, è infatti composta di soldatini bianchi di plastica fusi assieme a formare una grossa ciotola: un’idea nemmeno troppo insolita, ma che dà luogo ad un’immagine di oggetto davvero imprevedibile, inquietante, ed evocativo. I piccoli soldati si ammassano scompostamente ed emergono dai bordi della ciotola come da una trincea perfettamente concava, mantenendo il loro carattere anche nel nuovo utilizzo.

Un riciclo molto iconico, che si conserva anche nello specchio, la cui cornice è composta di candidi piccoli pupazzi affastellati, e nel piccolo serving dish, in cui i soldatini, subendo una fusione più energica, si presentano come un inquietante agglomerato.
Giulio Patrizi, industrial designer umbro è presente con alcuni prodotti della collezione Good&Bad Design in anteprima, al salone IMM (International Furnishing Show) di Colonia (Hall R3.1, Stand A1), dal 19 al 25 Gennaio 2009, nel contesto di una collettiva che metterà in scena le produzioni dei 50 migliori giovani designers del panorama internazionale contemporaneo, sponsorizzata da DesignSpotter.
Il progetto Good&Bad Design comprende una collezione di oggetti, un web site, ed una video performance, nata dalla collaborazione con il graphic designer Emanuele Serra, che trasformerà in una storia animata il percorso creativo di Patrizi; la video proiezione farà da scenario all' intera collezione Good And Bad Design in occasione della presentazione dell’intero progetto al FuoriSalone, presso Zona Tortona, dal 22 al 27 Aprile 2009.
www.goodandbaddesign.com
www.giuliopatrizi.com
www.emanueleserra.com
www.imm-cologne.com
www.designspotter.com
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