|
FITNESS SI, MA DI DESIGN Philippe Starck e la linea Home-Gym-Office di Naima Naspi
pubblicato il 03/06/2009 Quando si parla di design, non si può evitare, a lungo andare, di parlare di lui: il re del design, l’inventore del noto e scomodissimo spremiagrumi "Juicy Salif", colui che ha reso ancor più celebri case già notissime come Alessi, Kartel, Driade… Philippe Starck. Lo strapagatissimo designer parigino, classe 1949, durante la sua quarantennale carriera ha disegnato di tutto: dai mobili gonfiabili con i quali esordì nel 1968, a diffusissimi (e contestatissimi) accessori per la cucina, dalle sedie alle lampade, dalle motociclette ai formati di pasta. Costellando il suo lungo curriculum con atteggiamenti stravaganti (vive in case di non più di 50mq, praticamente vuote "Il letto e un fax è tutto quello che ci basta"), varie originalità (come il nome del malcapitato figlio, Oa), e dichiarazioni criptiche, superbe ed affascinanti, quale «Non sono un dio, non sono un genio, non sono un monaco, faccio non-design per non-consumatori. Non so se esisto».
A marzo del 2008 l’enfatico ed eccentrico designer ha stupito ancora il mondo (e soddisfatto una parte di esso) con questa dichiarazione, rilasciata al giornale tedesco “Die Zeit”: « Chiedo scusa per essere stato un produttore di materialitá. Tutto ció che ho disegnato non era affatto necessario. Smetteró del tutto la carriera di designer fra due anni; voglio fare qualcos’altro ma non so ancora cosa…vorrei trovare un nuovo modo per esprimermi». Non pago, prosegue «Il design é un’orribile forma espressiva: in futuro non ci saranno piú designer perché i designer del futuro saranno i vari personal trainer e dietologi», concludendo con un enfatico «Quello di cui piú abbiamo bisogno é saper amare».
 
Le premesse c’erano già, aveva già espresso noia e mancanza di interesse per il suo lavoro, per il consumismo che scatena: «Non lavoro con chi parla di consumatori, di target di mercato, come se le persone fossero una massa di imbecilli da prendere in giro, ingannare, rimpinzare di robaccia che pare appetibile e non è che merda. Io credo fortemente nel moral market»…Si spiega poco come questo guru polemico e solare concili posizioni come “sono soprattutto un agitatore politico, che lotta come può contro la barbarie che avanza” con la massa di oggetti scriteriati, instabili e costosissimi a cui ha dato vita. Ma tant’è…La coerenza non è una dote richiesta ad un designer di moda.
robabilmente, per Philippe Starck non ci sono contraddizioni tra un atteggiamento anticonsumistico, di “design democratico”, l’annuncio di un abbandono imminente, la tonda silouette da gaudente, e la presentazione di una linea di elegantissimi attrezzi ginnici, destinati ad un pubblico di danarosi fitness-addicted. In fondo, come si premura di spiegare, «un oggetto esiste solo perché nasce da un bisogno insito nella vita di tutti i giorni. E la ricerca del benessere è una tra le più forti di queste esigenze». Per far fronte all’esigenza dell’essere umano moderno, attento alla forma fisica ed al benessere, Philippe ha presentato, durante la settimana milanese del design, la linea Home-Gym-Office, realizzata in collaborazione con Eugeni Quitllet per Alias. E, poiché «praticare una regolare attività sportiva non è semplice. I tempi stretti spesso impediscono di frequentare la palestra e, se vogliamo esercitarci a casa, dobbiamo ricorrere a macchine complicate, troppo tecniche e in più ingombranti ed esteticamente poco piacevoli», il designer ha pensato ad una serie di piccoli oggetti adatti ai più basilari esercizi per il fitness dalla forma molto scultorea e “starckiana”, che possono essere utilizzati ovunque ci si trovi (in casa e in ufficio).

Pesi per tonificare gambe e braccia da indossare come gioielli, come il braccialetto che, a seconda dei “ciondoli” applicabili, aumenta di peso, o le collane zavorrate; la barra da muro, a forma di corna, ideale per fare addominali, gambe e stretching; una seduta disegnata per mantenere sempre una perfetta postura; un tappetino ed una corda per restare in allenamento anche durante i tempi morti. barre da muro dalle forme scultoree per fare stretching e allenare gli addominali, sedute di design che correggono la postura. E, ancora, un tappetino e una corda per saltare da usare nei momenti di sfogo. Il tutto molto chic, niente a che vedere con gli squallidi attrezzi che siamo abituati a vedere nelle palestre, perché ovviamente Starck ha voluto «aggiungere alla funzionalità specifica un valore legato alla gratificazione: che sia attraverso un piacere di tipo estetico o ludico, l’obiettivo è stimolare anche i più indecisi a entrare nel pianeta del benessere personale». Sperando che, almeno questa volta, la funzionalità non sia stata sopraffatta dall’eleganza.
Articoli correlati
-
CARTA IGIENICA A COLAZIONE
Seletti wears Toilet Paper: dal Salone del Mobile 2013 a tavola, Cattela...
-
GEOGRAFOOD
Marzia Castelli, LOST IN FOOD - Firenze, Libreria Brac - finissage 28.02.2013
di Franc...
-
CENTRINTABÚ
Kama. Sesso e Design - Milano, Triennale Design Museum - fino al 10.03.2013
di Adrian...
-
CECI N’EST PAS UN ABAT-JOUR
La doppia anima di Servomuto Puro Stile Italiano
di Sara Cecchetto...
-
PICCOLE GIOIE D’ARTISTA
De Picasso a Jeff Koons: el artista como joyero - Valencia, IVAM - fino a...
Condividi
|
lascia un COMMENTO