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SNØETTA UNISCE IL MARE ALLA CITTÀ L’Opera House di Oslo
redazione seroxcult pubblicato il 10/11/08 Il 12 aprile 2008, re Harald V di Norvegia ha maestosamente presieduto alla cerimonia di aperura dell’Opera House, alla presenza di tutte le maggiori autorità nazionali, ed alcune internazionali, come il cancelliere tedesco Angela Merkel, e la regina Margrethe II di Danimarca. Non deve stupire lo sfarzo di questa serata di gala, se la costruzione della nuova Opera House è stata definita come l’iniziativa culturale più importante della Norvegia contemporanea, simbolo di una nazione moderna, che vuole sottolineare il ruolo dell’opera e del balletto nella società.
Il teatro dell’opera rientra nel progetto la “città del fiordo” che prevede la realizzazione di un quartiere residenziale e commerciale sull’Oslofjord. Sorge infatti nella zona portuale di Bjørvika, e funge da collegamento tra il centro storico di Oslo a ovest e le colline a est, ponendosi come pietra angolare, dal punto di vista commerciale e culturale, nello sviluppo della nuova zona. Ci sono voluti circa 5 anni e 500 milioni di euro per completare questa colossale struttura, che copre un’area pari a quattro campi da calcio, ma il risultato è davvero straordinario: lo studio norvegese Snøhetta, già autore della Biblioteca di Alessandria in Egitto, ha creato più un elemento naturale che un edificio. La struttura si erge dal mare nel fiordo dove si affaccia la capitale, come un candido spezzone di banchisa arenato nelle acque del porto, un frammento di pack artico.
 
Il volume architettonico articolato, definito da una serie di piani inclinati per lo più praticabili come terrazze rivolte verso la baia, è interamente rivestito all’esterno di marmo bianco della cava apuana di Carrara, con grandi vetrate che illuminano il foyer affacciato sul fiordo. Peculiarità del progetto è una enorme rampa, denominata “tappeto” dagli autori del progetto, che percorre l’edificio dalla base, sulle rive del fiordo, fino a trasformarsi nella sua copertura. L’idea del committente era quella di realizzare un’architettura assolutamente monumentale, che fosse anche accessibile ad un pubblico quanto più ampio possibile; e gli architetti di Snøhetta hanno espresso il concetto di monumentalità con la scelta dei materiali (marmo, legno di quercia, alluminio), ed attraverso la scelta di una estensione orizzontale, in relazione col paesaggio, piuttosto che verticale. Una scelta premiata anche dal World Architecture Festival Awards 2008, che lo ha nominato Cultural Building of the Year. La nuova struttura, in grado di ospitare, su una superficie complessiva di 38.500 metri quadrati, 1350 spettatori nell’auditorium principale e 400 in una sala più piccola, conferma la vivacità e la complessità creativa dell’architettura norvegese contemporanea, e conferma l’interesse internazionale suscitato dal dinamico e composito gruppo di architetti che si raccolgono sotto la sigla Snøhetta.
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