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NUOVI SPAZI E CONNETTIVITA’ L’Architettura dell’intelligenza di Derrick De Kerckhove di Lorenza Rossi pubblicato il 19/02/2009 Può l’architettura del world wide web influenzare l’architettura dei nostri mondi “reali”? Derrick De Kerckhove ne è convinto. Noi viviamo in un e-world, grazie ad internet l’umanità è interconessa. Internet, come l’alfabeto, diventa punto di riferimento centrale per elaborare le informazioni. Ad uno spazio mentale privato e ad uno spazio esterno -strutturato secondo certi principi- fa seguito una mente connettiva che abita il cyberspazio. Il nostro mondo non verrà mai rimpiazzato da questi ologrammi digitali; certo è che le due dimensioni sono destinate a coesistere, influenzarsi e mutarsi. Come fa notare lo stesso autore esistono tre tipi di spazio: spazio mentale, spazio reale e spazio virtuale. Se i primi due -spazio mentale e reale- sono da sempre materia di architettura, il Cyberspazio è l’elemento nuovo caratterizzante la nostra epoca. L’Architettura che dà forma ai nostri universi deve fare i conti con il cambiamento e l’arricchimento della nozione di spazio.
L’“oggetto” dell’architettura è profondamente modificato rispetto alle epoche precedenti. Come scrive Margaret Wertheim, nella citazione posta in apertura del libro: “noi stiamo assistendo alla nascita di un nuovo dominio, di un nuovo spazio che prima semplicemente non esisteva”. Interessanti le analogie che l’autore rintraccia tra gli universi mentale/virtuale. De Kerckove sottolinea come la memoria e i procedimenti di ricerca e recupero siano costitutivi sia dello spazio mentale di ciascun individuo che del cyberspazio. Punto di unione tra la mente individuale e il cyber spazio è lo schermo, non più semplice finestra sul mondo ma finestra nel mondo. Connettività dunque è la parola chiave del nostro tempo. Attualmente l’architettura è chiamata a confrontarsi anche con un paradigma differente di acquisizione della conoscenza. Se in passato il vedere frontale ha avuto il predominio, oggi l’occhio che guarda a distanza è messo in crisi. Il modello di conoscenza che per secoli ha avuto nel guardare il senso di riferimento per antonomasia, oggi cede il passo a un archetipo di conoscenza che ha nel tatto il suo fondamento. Il cyberspazio è ovunque e le nuove tecnologie interpellano tutti i nostri sensi prepotentemente. "Ogni estensione tecnologica che lasciamo accedere alle nostre vite si comporta come una specie di arto fantasma, mai abbastanza integrato al nostro corpo o alle funzioni della nostra mente, ma mai realmente al di fuori del nostro make-up psicologico". Alla luce di tutto ciò l’architettura non può che farsi connettiva. “L’architettura dell’intelligenza è l’architettura della connettività, è l’architettura che mette insieme i tre principali ambienti spaziali in cui e con cui oggi viviamo: mente, mondo e network”. Dal rapporto continuo e dialettico tra gli spazi virtuali e quello reale possano scaturire nuove creazioni, è proprio nell’ interazione la chiave di volta della nuova architettura. Nella parte finale del libro l’autore riporta esempi significativi di esperimenti condotti nella realtà virtuale, utili per comprendere quali cambiamenti sta subendo lo spazio in cui viviamo e quali incredibili possibilità offre il cyberspazio. Molto presto i "Tunnel della Memoria Collettiva", le "Gallerie Virtuali", le "Hypersuperfici", l'"Art Impact, Collective Retinal Memory", l'architettura relazionale del "Alzado Vectorial", le "Global Village Square"(GVS) e gli "European Palace" saranno parte integrante della nostra vita sociale. Un libro interessante e profondamente intuitivo di uno dei più autorevoli studiosi di comunicazione, brillante teorico della società della rete.
L’architettura dell’intelligenza
Derrick De Kerckhove
Testo&Immagine, p.96, 2001
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