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EMILIO PIAN, LE SUGGESTIONI DEL SILENZIO |
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Martedì 07 Ottobre 2008 00:00 |
EMILIO PIAN, LE SUGGESTIONI DEL SILENZIO In a Silent Way - Studio Fontaine – Viterbo fino all’ 11 ottobre redazione seroxcult
pubblicato il 07/10/08
Osservando il percorso artistico di Emilio Pian, si nota un’iniziale vicinanza alle poetiche informali, attraverso un linguaggio segnico-espressivo. Dopo circa dieci anni questo è abbandonato, per perseguire un confronto serrato e profondo con la materia. Nella realizzazione delle sue opere, l’autore utilizza in particolare l’alluminio, il ferro, il piombo e l’ottone, tutti materiali di derivazione industriale particolarmente attinenti alla sua sensibilità di artista contemporaneo, vicino alle istanze del proprio tempo. Sintomatica è stata la considerazione espressa dal critico d’arte Marcello Carriero, che durante una presentazione osservò come nei lavori di Pian la certezza dell’industria è messa in crisi. Da una dimensione necessariamente standardizzata e di massa, l’autore porta quei materiali e quelle forme ad una visione soggettiva e peculiare.
Una condizione in cui l’artista si riappropria della sua essenziale centralità, in una sorta di nuova interiorizzazione del fenomeno artistico. Un esprimere, attraverso i suoi lavori, i suoi stati d’animo, e le sue riflessioni, i moti del pensiero e della coscienza sulla materia. In occasione della personale allo Studio Fontaine di Viterbo, l’autore è stato al centro di un’affascinante commistione tra diversificati generi espressivi. Nell’ambito de i Quartieri dell’Arte, il rinomato festival internazionale di drammaturgia, alcuni autori contemporanei sono stati invitati a scrivere dei testi attorno al tema del silenzio, spinti dalle suggestioni di alcuni lavori di Pian. Nella serata inaugurale del 28 settembre si è aggiungo un ulteriore linguaggio, le evocazioni create da Matteo Stocco, videomaker che ha reinterpretato alcuni lavori dell’artista trevigiano. La compenetrazione è stata totale, in uno spettacolo dai connotati intermediali, in cui gli attori recitavano avvolti dalle proiezioni video, che a loro volta portavano in sé l’essenza dell’opera di Emilio Pian. Gian Maria Cervo ha scelto degli autori di sicura qualità, Magdalena Barile, Sally Read, Tiziano Fratus, Paolo Bignamini. Anche la recitazione ha visto dei giovani interpreti di talento (allievi di Giancarlo Giannini), tra cui Bianca Ciocca, Laura Sinceri, Piero Cardano e David Pietroni. Ogni testo interpretava il concetto di silenzio attraverso delle angolazioni molto diverse e peculiari. In particolare spiccava quello di Fratus, che dietro una recitazione in bergamasco all’apparenza giocosa, celava un testo fortemente introspettivo e profondo. I lavori che presenta Emilio Pian sono un nucleo di piccole dimensioni. Anch’essi sono realizzati con dei materiali industriali. L’autore è intervenuto scavando la materia e creando una pluralità di livelli. Tendenzialmente, una ricerca che mira al trascendere la componente iconica porta ad un annullamento dei piani visivi: in questo caso, la sequenza di lavori proposta recupera questo andamento su più piani, rivelando gli anfratti della materia. Ne esce una rassegna raffinata, in cui si può percepire la forte carica evocativa dell’artista, e in cui diviene evidente questo intimo e personale dialogo dell’autore con la materia. Emilio Pian - In a Silent Way Studio Fontaine, Viterbo Dal 28 settembre all’ 11 ottobre Orari: dal martedì alla domentica, dalle 17.00 alle 20.00 A cura di Marcello Carriero Coordinamento Gian Maria Cervo
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