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SAPERE NON SAPERE INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI di Carlo Sala

pubblicato il 30/04/2010 In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.
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 Colophon 2009 - International Magazine Symposuim Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.
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UNO SNACK AL VOLO…NEL FUTURO CarboPouch, Le Whif, e Dried Fruit Rings di Naima Naspi
pubblicato il 23/06/2009 Negli anni ’60, gli scrittori del fiorente filone della fantascienza e gli opinionisti erano persuasi e certi che nel futuro, nel 2000, l’umanità avrebbe abitato in case completamente robotizzate, si sarebbe spostata volando su piccole navicelle volanti, e avrebbe mangiato solo pillole energetiche e vitaminiche. Beh le previsioni non erano del tutto utopiche, ma senz’altro ottimistiche e inesatte: i trasporti rimangono saldamente ancorati a terra, le case sono ancora per la grandissima parte tutt’altro che intelligenti, anche se in giro per il mondo si moltiplicano gli esperimenti hi-tech, e i cibi vengono ancora cotti e masticati come quarant’anni fa, con gran sollievo dei buongustai.
Ci sono state grandissime trasformazioni, spesso imprevedibili, come il diffondersi capillare della tecnologia di comunicazione (cellulari, palmari, notebook, tutto sempre connesso in una gigantesca rete), ma la gran parte delle funzioni di base dell’essere umano –mangiare, dormire, abitare, muoversi- si svolge più o meno come prima. Ma qualche volta spunta, nella routine quotidiana, qualche piccola o grande novità, che ci avvicina sempre di più al “futuro” immaginato dai quei signori con basettoni e camicie di nylon; e noi, che in realtà stiamo ancora sperando di andare presto a fare la spesa con le auto volanti di Blade Runner, siamo pronti a captarle. Stavolta si tratta del cibo, campo di sperimentazione continua. Immaginate di aver voglia di cioccolato. Vi verrà in mente la sua croccantezza, la sua cremosità, la pastosità sul palato, il gusto al latte o fondente che si scioglie in bocca, quel tipico “crock” della tavoletta che si spezza mordendola, ed il suo profumo.
È proprio sull’odore inconfondibile e delizioso della cioccolata che punta l’esperimento di David Edwards, professore ad Harvard, che sottolinea anche l’abitudine di mangiarne piccole quantità frequentemente nell’arco della giornata: «Nel corso dei secoli abbiamo diminuito sempre più le dosi di cioccolato da mangiare restringendo sempre di più gli intervalli tra una dose e l’altra. E’ come se l’atto del mangiare si stia avvicinando man mano a quello del respirare, così, con un mix tra scienze culinarie e inalatorie, abbiamo spinto le abitudini alimentari verso la loro naturale e logica evoluzione. Possiamo chiamarla whiffing». E Le Whif, invenzione del professore, inaugura un nuovo modo di mangiare la cioccolata, aspirandola: secondo lui, un modo eccezionale per tenere a bada gli “attacchi” di fame o per accompagnare un caffè, senza assumere calorie in eccesso. Un’esperimento, quello del whiffing di cacao, che potrebbe essere solo l’inizio, e che potrebbe dare il via a sperimentazioni e innovazioni nell’intero campo alimentare. Le Whif, presentato nei gusti cioccolato con menta, con lampone, con mango, o fondente (prossimamente forse anche gusto pizza o costata di manzo) è solo un grande una meteora, o è la droga del futuro? Vedremo. Immaginate di aver voglia di bere qualcosa, invece, ad esempio una birra fresca.
Se pensando alla birra quel che viene in mente è il tipico six-pack di lattine reso famoso, tra gli altri, da Homer Simpson, forse dovremmo abituarci a ripensarlo: l’azienda americana Beverage Pouch Group, infatti, ha brevettato un packaging all’avanguardia, che si ripropone di rivoluzionare il modo di distribuire (e consumare) la birra. I CarboPouch, infatti, sono dei tubetti spremibili con tappo avvitabile, in cui la birra può essere spillata sul momento e sigillata, realizzati in un materiale la cui struttura organolettica garantisce la totale assenza di odori e retrogusti, e la cui elasticità permette una naturale espansione dei gas fermentati. Disponibile in 3 versioni, da una pinta, mezza e la versione outdoor da 4 pinte, il CarboPouch si qualifica come una valida alternativa per la distribuzione di birra. Immaginate infine di essere eleganti fanciulle dalla vita dinamica, sempre di corsa, e soggette ad attacchi di fame. Per evitare di spendere la paghetta nei distributori automatici o di girare con una sportina piena di snack, una studentessa texana ha pensato ad una soluzione che concilia eleganza, dieta sana, e cali di zuccheri: Dried Fruit Rings. I bijoux ideati dalla ragazza sono un mix tra food e jewel design: gioielli, soprattutto anelli, composti di frutta secca colorata ed artisticamente disposta, concepiti per durare al massimo due giorni, e per essere all’occorrenza piluccati con nonchalanche.
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