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COSA C’E’ DI NUOVO?
Breve viaggio tra le novità della Design Week 09 di Milano
di Naima Naspi
pubblicato il 29/04/2009 Anche quest’anno, la Settimana del Design ha travolto Milano, dal 18 al 23 aprile, costellandola di eventi, intessendo la città di mille appuntamenti, e animando le sue vie di migliaia di persone che aspettavano impazientemente di tuffarsi in questo marasma creativo. Dal 22 al 27 aprile, tra Salone del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d'Arredo, Salone Satellite, Euroluce e Fuorisalone, Milano ha vissuto giorni di elettrizzante internazionalità, di stimolante scambio. Ora che questa grandiosa kermesse è finita, ora che gli stand della fiera sono stati smantellati, ora che i postumi dei vari pary di chiusura stanno cedendo alle pressioni dell’aspirina, ora che nelle strade della città e del suo hinterland sta ristabilendosi una normalità, vediamo cosa resta, di questo mare di oggetti.
Alcuni designer, emergendo da un’infinità di lampade, piastrelle, sedute e vasellame, hanno attirato la nostra attenzione, ci hanno regalato un brivido di novità, ed una certa brama di possesso.
Vediamo cosa ci hanno proposto...

Sembra uscita da un film di Tim Burton la Slow White series dell’olandese Bo Reudler Studio, vista in mostra con Tuttobene al Lotus Garage. Le Slow White chair, Slow White cabinet, Golden Compass e Slow White table della collezione, infatti, sono realizzate, rigorosamente a mano, seguendo la curvatura e le imperfezioni del legno, attentamente selezionato; il risultato è una rivisitazione di linee classiche in chiave fiabesca. I pezzi di faggio, betulla, ciliegio o rovere, verniciato con olio di lino bianco, sottolineano il legame con una natura complessa e poetica, ed hanno un aspetto fragile ma dinamico. Rielabora il passato in modo del tutto diverso, invece, il mobile presentato al Salone da BD Barcelona: Shelves & Containers, della collezione Tout va bien, progettato dai Graphic Designers francesi Antoine Audiau & Manuel Warosz, alias Antoine+Manuel. Il curioso scaffale, infatti, mixa innovativamente tradizione dell’intaglio artigianale –ricordando un sarcofago scolpito- e linguaggio ironico, materiali hi-tech e suggestioni prospettiche classiche. Altrettanto evocativo, ma in tutt’altro senso, l’irresistibile Cipria, disegnato dai fratelli Campana per Edra: i designer, ideando qualcosa che per la prima volta sembra non essere ispirata al nativo Brasile, propongono in occasione del Salone di Milano un divano incantevolmente frivolo e morbidamente peloso. Ispirato evidentemente ad un piumino da cipria vintage, soprattutto nella iperfemminile versione rosa, il divano è composto di nove cuscini imbottiti di Gellyfoam, rivestiti da pelliccia sintetica, e fissati ad un tubo di metallo…ed ha un’aria infinitamente comoda. Aggiungiamo anch’esso alla nostra wishing list…

Come illuminare questa stanza dei desideri che si va componendo? E come, se non ricorrendo ad una vecchia volpe del design come Ingo Maurer? Il deisgner ha creato una splendida installazione nello Spazio Krizia in via Manin, dove ha esposto le sue nuove creature, tra cui spiccano per eleganza, impatto ed evocatività le grosse uova bianche posizionate al centro della stanza, già presentate nei mesi scorsi a La Spezia in occasione della personale "Ingo, Piero e l’Uovo". Ad ispirare Ingo, infatti, è stato l’uovo di struzzo dipinto da Piero della Francesca nella Sacra Conversazione: una forma "splendida e perfetta", che in questo caso si apre leggermente per permettere alla luce di uscire.
Ma ancora più incantevole è il prototipo “Lacrime del Pescatore”: tre reti in nylon di diversa misura, tempestate di cristalli, che si muovono nell’aria e riflettono la luce creando una scia luminosa. «Più di 35 anni fa sulle acque della Laguna di Venezia ho ammirato le reti dei pescatori ricoperte di infinite gocce d’acqua. Osservando i riflessi nella luce mattutina mi sono sembrate le lacrime dei pescatori», racconta Maurer. Infine, per completare la stanza e tentare di stemperare l’aspetto romantico che và assumendo con un tocco di pura funzionalità, Zarevich, disegnato dall’artista Marco Papa per Adele-C: un tavolino in acciaio rivestito in ecopelle, con ripiano in poliuretano, ideale per chi ha poco spazio e vuole flessibilità. Il tavolo, infatti, varia la sua altezza con una semplice torsione.
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