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DESIGN
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Mercoledì 14 Gennaio 2009 00:00 |
FINGER FOOD Aperitivi, tartine, e design redazione seroxcult pubblicato il 14/01/09 Anche se i nostalgici delle tavolate stanziali vorrebbero che non fosse così, ora la classica cena al tavolo è indiscutibilmente out….È di moda il finger food. “Eat with your finger”, ovvero “mangia con le dita”, è il diktat di tutti i brunch, aperitivi, happy hour, party e cene dell’ultimo anno, e il soggetto di molti nuovi libri di cucina. La regola è che tutto, dall’antipasto al dolce, dal vol au vent alla tartina, dal pasticcino alla microlasangna, deve essere piccolissimo, della grandezza di un boccone, e deve poter essere preso con le dita.
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Mercoledì 17 Dicembre 2008 00:00 |
LOMME BY CYRCLE 13 Dormire in un bozzolo luminoso redazione seroxcult pubblicato il 17/12/08 Il sonno, lo sappiamo, oltre ad essere un piacere ed una necessità, è una delle attività a cui dedichiamo maggior tempo: circa un terzo della nostra vita. È definito come “stato prontamente reversibile di ridotta attività ed interazione con l'ambiente circostante”, ed è ancora un mistero per la scienza, che non ha del tutto determinato quale sia la sua funzione: secondo alcuni serve a ristorare l'organismo, secondo altri a conservare energia, o infine a fissare i dati appresi nella memoria a lungo termine. Senz’altro, comunque, dormendo ci si rigenera, si acquistano energie, e, non meno importante, si distende la pelle.
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Mercoledì 10 Dicembre 2008 00:00 |
UNA BIBLIOTECA A QUATTRO RUOTE
Il Library Bus di Kiruna
di Naima Naspi
pubblicato il 10/12/08 Importante tassello nel mosaico della civiltà, la cultura, e soprattutto la cultura racchiusa nei libri, non è sempre facilmente accessibile. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Kiruna, la città svedese posta sopra al circolo polare artico, da sempre famosa per le sue miniere di ferro, per il sole di mezzanotte in estate, per l'aurora boreale in inverno, e, soprattutto, per essere la più estesa e rarefatta municipalità d'Europa. Ora, forse diverrà famosa anche per essere uno degli avamposti del design, avventuratosi, col progetto Library Bus, fino ai confini delle terre abitate dall’uomo.
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Mercoledì 03 Dicembre 2008 00:00 |
LA STRANA EVOLUZIONE DELLA LAVATRICE Re-Cycle Laundry Center & Alternative Clothes Cleaner di Naima Naspi pubblicato il 03/12/08 Se c’è un elettrodomestico di cui nessuno potrebbe fare a meno, se c’è un invenzione che ha rivoluzionato in meglio la vita della casa, senz’altro quella è la lavatrice. Se ne rendono conto le donne anziane che erano costrette a strofinare a mano anche le ingestibili lenzuola, e se ne rende conto chiunque abbia avuto necessità di attraversare la casa con un paio di jeans gocciolanti lavati nella vasca da bagno, per stenderli alla finestra. Non si può negare, è un alleato insostituibile nella vita quotidiana. Da quando nel ‘700 Jacob Christian Schäffern ha iniziato a pensare di meccanizzare il processo di pulitura dei panni, ne è stata fatta di strada, e la lavatrice è passata da diverse curiose forme, stabilizzandosi poi, a partire dagli anni ’30, sul grosso cubo di metallo cui siamo abituati.
Ma l’evoluzione della lavatrice non è certamente finita…E forse tra non molto la sua trasformazione non sarà solo nei materiali e nel funzionamento ultratecnologico e raffinato: sarà ad un’altra forma che dovremo abituarci. Due esempi per tutti: uno per chi mette al primo posto la sua coscienza ecologica, e un altro per chi non può rinunciare all’eleganza.
 
Il rispetto per l’ambiente, infatti, e soprattutto l’attenzione agli sprechi di acqua, è il punto di forza del Re-Cycle Laundry Center, un esperimento di domotica (ovvero della scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita negli ambienti antropizzati) davvero interessante. Il progetto, che innova il concetto di lavatrice, e si ispira al riciclo nella forma e nella funzione, è stato elaborato da Fernanda Villanueva e Arturo Ariño in collaborazione con Rodrigo Segura and Edwin Garcia, ed ha vinto il premio VLab Award all’interno del concorso Whirlpool Design Award 2008.
Re-Cycle si compone di tre unità esteriormente molto simili, ma ognuna con una specifica funzione: una lava, l’altra asciuga, e la terza ha funzione allo stesso tempo di contenitore d’acqua pulita e filtro per l’acqua utilizzata. Al centro delle tre parti, un sistema digitale di programmazione dei lavaggi. Il sistema, ruotando in senso orario, fa passare l’acqua pulita nel cestello di lavaggio, poi la scarica nel serbatoio, dove viene filtrata e può essere nuovamente utilizzata.

È evidente, quindi, il fattore rivoluzionario: non è necessaria una pompa, e l’acqua viene totalmente riciclata; in più, la lavatrice passa da voluminoso scatolone a elettrodomestico a muro. Il quale, se si accetta il fatto di avere appeso in casa qualcosa che somigli ad un relitto di un incidente areo, può essere anche esteticamente interessante. Se invece le esigenze estetiche vengono prima di tutto, e il turbamento per dover rubare spazio in casa per far posto ad una squallida lavabiancheria è davvero troppo, c’è la soluzione proposta dalla designer indiana Harsha Vardhan. La Alternative Clothes Cleaner progettata dalla studentessa di industrial design all’Indian Institue of Technology di New Delhi, infatti, è una piccola lavatrice che ha l’aspetto di un elegante pouf da salotto.
Pensato in tre raffinate tonalità (nero, rosso bordeaux e senape), l’elettrodomestico può essere usato come seduta sia quando è spenta sia quando è in funzione. Non è nemmeno necessario l’utilizzo di acqua o detergenti per ottenere un bucato pulito, dato che la camera interna pulisce gli indumenti con aria ionizzata, eliminando anche il bisogno dell’essiccatrice. L’unico dubbio resta il costo di questo elegantissimo lavabiancheria, anche e soprattutto come consumi di energia elettrica. Ma, parafrasando un notissimo motto, chi con la casa bella vuole apparire, un poco deve soffrire. |
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Mercoledì 19 Novembre 2008 00:00 |
DÉCROISSANCE E SLOW DESIGN Prodotto, rete e interazione di Ilaria Simeoni
pubblicato il 19/11/08 La rete può consentire ai consumatori di proporsi e di conoscere esperienze coinvolgenti, interessanti, accattivanti o semplicemente diverse, rendendo il consumo stesso un’esperienza di valore e di utilità, scoprendosi interessati o disponibili a mettersi in gioco. La crescita del valore della rete è correlata all’aumento delle persone connesse, e dunque aumenta il flusso delle loro comunicazioni. La rete non è necessariamente Internet, che è solo tecnologia, ma è l’insieme di relazioni concrete allacciate da aziende che accettano di vincolarsi l’una all’altra, o che scelgono di indagare sul mercato di loro competenza direttamente con i consumatori, invece di proporre anonimi questionari.
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redazione SeroxCult Suambra ringrazia!...
Francesco Ottima la scrittura, intrigante la lettura di ques...
Francesco Cascino Grazie Fabiola, gentilissima e attenta. Argomento ...
Fabiola Assolutamente no, Denise! Tutte le borse sono real...
Fabiola Splendida intervista, ampiamente condivisibile.
denise direi molto belle, speriamo che non siano fatte in...
The Casati Archives Visit the official site on the Marchesa Casati: ww...
GIOVANNI FLORIS Caro PAOLO, mi piacerebbe avere un contatto diret...
Bert Da quando si è trasferito, lentamente sta decaden...
stefano bassetti (fefo fefoni) De Grandi ha palesemente una marcia in più. La pr...
redazione SeroxCult Ma certo Andrea, mi Serox es su Serox ;-)...
Andrea Tomasin Ciao, colgo l'occasione per farmi un po' di auto-p...
redazione SeroxCult FEFF Updates:
"Il pubblico del Far East Fi...
redazione SeroxCult Ma certo, abbiamo provveduto, e mille grazie a voi...