giovedì 23 maggio 2013  

teatro

MOURIR SUR SCÈNE. THE LIFE AND DEATH OF MARINA ABRAMOVIĆ
PERFORMANCE
Lunedì 23 Aprile 2012 13:11, Scritto da Fabiola

MOURIR SUR SCÈNE. THE LIFE AND DEATH OF MARINA ABRAMOVIĆ

Prima mondiale a Madrid per la biografia della Abramović, cantata da Antony e raccontata da Willem Dafoe

di Simona Spinola

 

Read moreLo scenario si apre su tre salme identiche, ognuna coperta da una maschera diafana, adagiate su ripiani spogli. Il pavimento è cosparso da ossa appena spolpate, e tre cani neri ciondolano irrequieti sul palco per una decina di minuti, mentre il pubblico prende posto ammutolito. Dopo pochi istanti, i riflettori si accendono su un piccolo spazio sospeso esterno al palcoscenico, dove tra scatoloni ammassati e valanghe di fogli alla rinfusa prende parola Willem Dafoe, la star dai capelli rossi più celebre di Hollywood, qui calato nei panni di un folletto in canottiera e boxer bianchi. Dafoe inizia a narrare la vita di Marina Abramović anno per anno in modo conciso, elencando eventi quotidiani, a tratti irrilevanti.

 1946: nasce a Belgrado.

1947: parla come se cantasse e chiede il suo primo bicchiere d’acqua.

1948: si rifiuta di imparare a camminare…

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2012 15:03
SHAKESPEARE COM’ERA, COM’È... di Cecilia Nocella
PERFORMANCE
Lunedì 06 Luglio 2009 00:00, Scritto da Valentina

Read more“IL MERCANTE DI VENEZIA”
regia di Loredana Scaramella 
dal 3 al 12 Luglio - Globe  - Roma



Il Globe Theatre di Roma, diretto da Gigi Proietti, ha riaperto i battenti con Il mercante di Venezia di Loredana Scaramella. Nella scenografica cornice di Villa Borghese sorge infatti un vero e proprio teatro elisabettiano, e da qualche anno, ormai, ogni estate vengono rappresentate prevalentemente le opere dello scrittore inglese, reinserite nel contesto spaziale in cui hanno avuto origine. 
Lo spazio è decisamente la peculiarità di questo teatro, ed è il modo in cui viene gestito a rendere interessanti le rappresentazioni: un palco che si protende verso la platea, aperto, nudo; spalti che vanno ben oltre il semicerchio, consentendo la visione dello spettacolo da prospettive sconosciute agli spettatori del teatro moderno.