lunedì 20 ottobre 2014  

teatro

Olivier Messiaen & Santasangre, HARAWI. Il mito di Tristano e Isotta nell’iper-contemporaneità
PERFORMANCE
Domenica 15 Dicembre 2013 10:50, Scritto da Fabiola

EROS, THANATOS E I SANTASANGRE

Olivier Messiaen & Santasangre, Harawi. Il mito di Tristano e Isotta nell'iper-contemporaneità

di Silvia De March

 

Read moreOlivier Messiaen (1908-1992) ed il collettivo Santasangre (attivi dal 2001) sono stati presentati come co-autori, allo scorso RomaEuropa Festival, dell’opera Harawi, commissionata con grande lungimiranza ed intuito dalla Sagra Malatestiana di Rimini la scorsa estate.

 

Fecondo il connubio col compositore francese, ricercatore di una musica sinestetica d’ispirazione mistica, che trova piena corrispondenza nell’interazione di codici espressivi che caratterizza i Santasangre, una delle formazioni artistiche più ibride, che ha saputo canalizzare la propria poliedricità in lavori di notevole compiutezza.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Dicembre 2013 12:10
MUTA IMAGO, Pictures from Gihan. Dal RomaEuropa Festival al 24Fotogrammi, a Roma, il 15.12
PERFORMANCE
Venerdì 06 Dicembre 2013 12:09, Scritto da Fabiola

THE SOCIAL NETWORK REVOLUTION

Primavere e guerre civili a teatro: Muta Imago, Pictures from Gihan

di Silvia De March

 

Read moreHa debuttato al RomaEuropa Festival lo scorso 13 Novembre Pictures from Gihan, ultimo lavoro di una delle compagnie più originali della scena italiana: i Muta Imago - di cui già l’originario In Tahrir. Sulle tracce di Gihan, preludio di studio all’opera integrale, era un embrione eloquente.

I media hanno cambiato il modo di fare e partecipare alle rivoluzioni, come abbiamo visto negli ultimi due anni nel sud del Mediterraneo; ed hanno cambiato anche quello di comprendere gli accadimenti, o ricostruirli. Con i medesimi mezzi, i Muta Imago raccontano la Primavera Araba del 2011, su commissione del Teatro di Roma. A qualche tempo di distanza si trattava di colmare, attraverso le tracce sedimentate nel web, una distanza spazio-temporale insuperabile, nonostante la mediazione dell’informazione di massa.

L’estraneità sa declinarsi sapientemente attraverso uno sguardo discreto, privo di enfasi, di faziosità, di velleità dogmatiche. Un approccio umile e delicato intende restituire soltanto l’esperienza emotiva della guerra, la percezione soggettiva, lo sconvolgimento fisiologico dell’individuo in un potente momento collettivo.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Dicembre 2013 08:16
Il vincitore del Premio Scenario MIO FIGLIO ERA COME UN PADRE PER ME, dei Fratelli Dalla Via, a OPERAESTATE 2013
PERFORMANCE
Venerdì 30 Agosto 2013 10:29, Scritto da Fabiola

STORIA DI UN PARRICIDIO 2.0

Il vincitore del Premio Scenario Mio figlio era come un padre per me, dei Fratelli Dalla Via, al Festival BMotion @ OperaEstate - Bassano del Grappa [VI]

di Sara Cecchetto

 

Read moreSono i discendenti di quella prima generazione che “ha lavorato”, della seconda che “ha lavorato e risparmiato”, della terza che “ha lavorato, risparmiato e sfondato”, i protagonisti di Mio figlio era come un padre per me dei Fratelli Dalla Via, vincitori dell’edizione 2013 del Premio Scenario.

Arrivano a scuotere gli animi del pubblico di Bassano del Grappa (VI), il 28 agosto, nell’ambito della rassegna BMotion (dal 27 al 31 agosto) del festival OperaEstate, dove sono state presentate nella stessa serata altre performances finaliste del prestigioso riconoscimento teatrale (tra cui anche Quello che di più grande l’uomo ha realizzato sulla Terra di Silvia Costa).

 

Due figli di un privilegio che non è benessere e si rivela invece, sin da subito, come istinto di morte, dettato dalla perenne sensazione di non riuscire a fare qualcosa di grande.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Agosto 2013 11:50
Intervista a SILVIA COSTA - finalista al PREMIO SCENARIO 2013
INTERVISTE
Domenica 25 Agosto 2013 21:44, Scritto da Fabiola

LO SPETTACOLO IDEALE

Intervista a Silvia Costa, finalista al Premio Scenario 2013

di Silvia De March

 

Read moreÈ arrivata in finale al Premio Scenario 2013 - e, sinceramente, chi scrive la dava per vincente in assoluto.

Silvia Costa - con una nuova formazione composta da Giacomo Garaffoni, Laura Dondoli e Sergio Policicchio - ha presentato Quello che di più grande l'uomo ha realizzato sulla Terra, che prende a prestito una citazione di Raymond Carver in riferimento a Cattedrale, titolo del racconto a cui si ispira.

 

L'opera presenta molti tratti di discontinuità rispetto ai lavori precedenti.

Ci si imbatte in una situazione narrativa e dinamica più definita, ancorata a strutture tradizionali, con la comparsa di più personaggi; tuttavia, la sfida sta proprio nel non seguire le conseguenze di queste premesse, e scardinare la strategia comunicativa ordinaria.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Agosto 2013 10:14
"Amarti ora e sempre": la stilografica che VALLECCHI dedica ad ELEONORA DUSE
DESIGN
Venerdì 07 Giugno 2013 13:01, Scritto da Fabiola

UNA STILOGRAFICA PER LA DIVINA

Amarti ora e sempre: la stilografica in edizione limitata che Vallecchi dedica ad Eleonora Duse

di Francesca Borzacchi

 

Read moreE la reina vede il cavaliere
che non ardisce di fare di più.
Tra le braccia lo serra e lungamente
lo bacia in bocca”.

 

È il terzo atto di Francesca da Rimini, è la struggente descrizione del bacio tra Paolo e Francesca, mentre assieme leggono di Lancillotto e Ginevra. Un bacio che suggella una passione nascosta da troppo tempo, e che riesplode nel giorno dell’equinozio di primavera. Gabriele D’Annunzio dedicò all’amata Eleonora Duse questa sua opera, nel 1914, nell’Italia post-unitaria, ed oggi Vallecchi omaggia la Divina con Amarti ora e sempre, una stilografica dalla splendida manifattura, in edizione limitata (soli 150 esemplari).

 

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Dicembre 2013 11:46
Opéra de Paris: RICCARDO TISCI disegna i costumi per il Boléro di Ravel
MODA
Venerdì 31 Maggio 2013 23:22, Scritto da Fabiola

LA COUTURE CHE DANZA

Opéra de Paris: Riccardo Tisci disegna i costumi per il Boléro di Ravel

di Veronika Aguglia

 

 

Read moreNella danza classica, i movimenti di adagio compongono l’insieme di tutte le evoluzioni che il corpo deve eseguire, per modellarsi nelle varie pose.

Si tratta di uno studio complesso, perché tutti questi movimenti, tecnicamente molto difficili e per questo intrapresi in uno studio avanzato del danzatore, “devono compiersi con una precisione matematica[1].

 

Per chi è fuori dal mestiere sembrerebbe un assunto ossimorico, ma sta proprio qui il suo senso più poetico: movimento e stasi - due forze, due energie che per docile e solo apparente contrasto, permettono la vita del passo danzato.

 

Ed è ancora questione di forze, quando due espressioni di potentissima carica si contattano: moda e danza.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 02 Giugno 2013 11:52
MOURIR SUR SCÈNE. THE LIFE AND DEATH OF MARINA ABRAMOVIĆ
PERFORMANCE
Lunedì 23 Aprile 2012 13:11, Scritto da Fabiola

MOURIR SUR SCÈNE. THE LIFE AND DEATH OF MARINA ABRAMOVIĆ

Prima mondiale a Madrid per la biografia della Abramović, cantata da Antony e raccontata da Willem Dafoe

di Simona Spinola

 

Read moreLo scenario si apre su tre salme identiche, ognuna coperta da una maschera diafana, adagiate su ripiani spogli.

Il pavimento è cosparso da ossa appena spolpate, e tre cani neri ciondolano irrequieti sul palco per una decina di minuti, mentre il pubblico prende posto ammutolito.

Dopo pochi istanti, i riflettori si accendono su un piccolo spazio sospeso esterno al palcoscenico, dove tra scatoloni ammassati e valanghe di fogli alla rinfusa prende parola Willem Dafoe, la star dai capelli rossi più celebre di Hollywood, qui calato nei panni di un folletto in canottiera e boxer bianchi. Dafoe inizia a narrare la vita di Marina Abramović anno per anno in modo conciso, elencando eventi quotidiani, a tratti irrilevanti.

 1946: nasce a Belgrado.

1947: parla come se cantasse e chiede il suo primo bicchiere d’acqua.

1948: si rifiuta di imparare a camminare…

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Novembre 2013 12:22
L’OSSESSIONE DELL’ATTESA di Marco Trulli
ARTE
Sabato 05 Dicembre 2009 00:00, Scritto da Valentina

L'OSSESSIONE DELL'ATTESA

Muta Imago. Madeleine

di Marco Trulli


pubblicato il 05/12/2009


Read moreTornano i Muta Imago con l’ultimo capitolo della “trilogia della separazione”, apertasi con (a+b)3.

Madeleine, andato in scena dal 19 al 22 novembre,  a conclusione del RomaEuropa Festival, è l’ultimo passaggio che conduce i Muta Imago verso l’astrazione, la completa assenza di drammaturgia, giungendo ad un teatro visivo denso di evocazioni visionarie.

Uno spettacolo intessuto tutto attorno alla dimensione di un’ossessione, l’attesa di un ritorno, la vibrazione di un sogno incerto, che si proietta fuori e dentro le pareti evanescenti della casa della protagonista.  In un buio totalizzante e irreale, la luce svela e delinea i contorni di quest’ossessione, il suono acuisce la sensazione tormentata di Madeleine, che ricorda idealmente la protagonista femminile di (a+b)3 in questo ipotetico percorso che allontana i due amanti, per poi farli reincontrare in un sogno tormentato.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Dicembre 2013 17:03
SHAKESPEARE COM’ERA, COM’È... di Cecilia Nocella
PERFORMANCE
Lunedì 06 Luglio 2009 00:00, Scritto da Valentina

Read more“IL MERCANTE DI VENEZIA”
regia di Loredana Scaramella 
dal 3 al 12 Luglio - Globe  - Roma



Il Globe Theatre di Roma, diretto da Gigi Proietti, ha riaperto i battenti con Il mercante di Venezia di Loredana Scaramella. Nella scenografica cornice di Villa Borghese sorge infatti un vero e proprio teatro elisabettiano, e da qualche anno, ormai, ogni estate vengono rappresentate prevalentemente le opere dello scrittore inglese, reinserite nel contesto spaziale in cui hanno avuto origine. 
Lo spazio è decisamente la peculiarità di questo teatro, ed è il modo in cui viene gestito a rendere interessanti le rappresentazioni: un palco che si protende verso la platea, aperto, nudo; spalti che vanno ben oltre il semicerchio, consentendo la visione dello spettacolo da prospettive sconosciute agli spettatori del teatro moderno.