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ritrattistica
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MODA
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Mercoledì 30 Maggio 2012 11:55, Scritto da Fabiola
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TUTTI I FETICCI DI HELMUT
Helmut Newton 1920-2004 - A cura di June Newton - Parigi, Grand Palais - fino al 30.07.2012
di Stephanie Chaulet
Tacchi alti.
Nuvole di fumo da labbra scarlatte.
Zoofilia e public sex.
Veneri senza veli e Veneri in pelliccia, Veneri languide, Veneri dominatrici. Helmut Newton ha immortalato le donne e i loro corpi, belli e dannati, provocanti o raffinati, ipersessuati o androgini. Laddove Yves Saint-Laurent seppe conferire potere alla donna attraverso la rivoluzione del prêt-à-porter, Newton l’ha fatto tramite la sua stessa rappresentazione: «J’ai toujours été intéressé par le pouvoir - sexuel, financier ou politique[1]». Nuda, splendida, a gambe e a mente aperta. Potente di quella forza che solo la bellezza, e la consapevolezza di essa, sanno donare.
Parigi fu il perfetto campo di battaglia per esprimere lo stile sui generis di un artista che - dalla Germania nazista all’Australia, passando da Londra - ha saputo afferrare e splendidamente rendere lo spirit della liberazione femminile, per celebrare una donna senza tabù e senza catene - se non quelle dei giochi erotici. E Parigi, oggi, dedica la sua prima mostra francese al genio della fotografia dei rich and famous, allestita con maestosità al Grand Palais. In esposizione quasi trecento scatti: 60 anni di carriera messi in scena sotto la cura di sua moglie June, anch’essa nota fotografa con lo pseudonimo di Alice Springs.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Maggio 2012 13:46 |
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ARTE
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Martedì 07 Febbraio 2012 12:21, Scritto da Fabiola
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FRANCESCA WOODMAN, FRAGILITA’ E GENIO
A 30 anni dalla sua morte, La Fabrica di Madrid e Contrasto Editore le rendono omaggio
di Simona Spinola

In occasione del trentesimo anniversario della morte di Francesca Woodman, la galleria La Fabrica di Madrid e la casa editrice Contrasto hanno dedicato, rispettivamente, una retrospettiva ed una brossura ad una delle fotografe più precoci ed inquiete regalateci dal secolo scorso.
Nata in Colorado nel 1958 da una famiglia di artisti, la sua giovane vita trascorse tra la Scuola di Design di Providence e l’alta società toscana, dove approdò grazie ad una borsa di studio, e fu scandita da delusioni amorose, insoddisfazioni professionali, inquietudine e depressione.
Tutti questi aspetti sfociarono in un tragico suicidio, all’eta di soli 23 anni, quando la Woodman si lanciò da una finestra del suo attico di Manhattan, dove si era trasferita nel 1979 in cerca di fortuna come fotografa.
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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 16:14 |
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INTERVISTE
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Sabato 28 Gennaio 2012 22:09, Scritto da Fabiola
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ENTROPIA IN BIANCO E NERO
Intervista ad Alessandra d’Urso
di Stephanie Chaulet
Nell’universo dell’arte fotografica c’è un pianeta nascente, quello di Alessandra d’Urso, occupato da immagini rigorosamente black & white, inflessibilmente non postprodotte, che catturano, tra luce ed ombra, forti momenti di vita.
Vita pubblica - come quella raccontata durante le performances di rockers, djs e artisti, consumata con e per il proprio pubblico - e vita privata, nella sua doppia accezione: quella intimistica - un ritratto in studio, teso a raccontare con un’immagine la quintessenza del soggetto fotografato; e quella patita, nel senso più etimologico della parola - una foto di reportage, all’interno della quale spesso il protagonista soffre la passione dell'essere stato derubato di ogni suo diritto fondamentale.
Vita pubblica e privata, indagate da un obiettivo sapiente, in ciascuna delle loro sfumature.
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Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2012 22:49 |
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MODA
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Lunedì 23 Gennaio 2012 00:50, Scritto da Fabiola
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L’INGEGNERE DEL GLAMOUR
Edward Steichen: The Condé Nast Years - Milano, Galleria Carla Sozzani - fino al 12.02.2012
di Simona Spinola
“Make Vogue a Louvre” (Edward Steichen)
La prestigiosa Galleria Carla Sozzani di Milano ospita, fino al 12 febbraio, una retrospettiva su Edward Steichen, meraviglioso master of photography, per ripercorrere un’intera epoca raccontata attraverso i ritratti delle stesse icone che l’hanno costellata.
Nato in Lussemburgo nel 1879, ma americano d’adozione, Steichen abbandona ben presto la fotografia di guerra per entrare nel gruppo Condé Nast nel 1923, a capo della direzione artistica di Vogue e Vanity Fair, incarico che porterà avanti fino al 1938.
A questi quindici anni di sodalizio con il leggendario gruppo editoriale, che ebbe per primo il merito di capire l’importanza della fotografia come medium ideale, è dedicata questa mostra, che presenta la generazione di quei divi/divinità che hanno scandito le tappe del XX secolo e tinto irreversibilmente di gold il lettering della Old Hollywood.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Gennaio 2012 01:47 |
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ARTE
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Venerdì 19 Novembre 2010 19:55, Scritto da Valentina
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ICON BETWEEN THE LINES
Neon lights e icone di stile: Lifelines, di Luca Crescenzi
di Fabiola Triolo

C’era una volta Anna Magnani, l’anti-diva italiana maggiormente meritevole del titolo di ‘diva’, che era solita dire al suo truccatore: “Non coprirmi le rughe, che ci ho messo una vita a farmele venire”.
Le rughe, le righe, le silhouettes dei capelli e dei cappelli raccontano scelte, comunicano gusti, disegnano essenze; sono tracce tangibili, solchi irripetibili di ciò che si è - o che ci si affanna a voler sembrare.
Luca Crescenzi, graphic-designer ed events-coordinator di giorno, club-celebrity di notte, star dello storico Plastic Club di Milano di cui detiene da anni lo scettro della porta, ha unito il concetto di ‘identità’ a quello di ‘tempo’: ne è nato un elegante progetto, Lifelines, fatto di icone di stile e di linee fluo che le rivelano.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Aprile 2013 18:25 |
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