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MODA
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Giovedì 14 Febbraio 2013 16:14, Scritto da Fabiola
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DELLAMODA, DELLARTE
Flower power, Santi e Madonne: Dolce & Gabbana à la manière de Felipe Cardeña
di Rubino Ricò
Che la moda abbia sempre guardato all'arte, con sguardo non di rado vorace e predatorio, è storia nota e arcinota.
Come potremmo immaginare, d'altra parte, la storia dei modelli di Poiret, se non avessimo avuto le invenzioni di Diaghilev, dei Ballets Russes ed i meravigliosi costumi di Bakst?
E ci sarebbe potuta essere una Elsa Schiapparelli, coi suoi cappelli-scarpa, abiti-aragosta e collane di insetti, senza le influenze di Dalì e del Surrealismo?
Tutta la storia del fashion design, dalla Belle Époque in avanti, è una storia di contaminazioni, di incroci, di cannibalizzazioni più o meno dichiarate.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Febbraio 2013 17:20 |
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MODA
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Venerdì 06 Luglio 2012 10:10, Scritto da Fabiola
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TAKE A WALK ON THE PEPE SIDE
Art à porter: è la collezione ANDY WARHOL BY PEPE JEANS
di Fabiola Triolo
Lezione n°1: l’ambiente modifica l’uomo.
Ne sanno qualcosa gli inadeguati dinosauri, le giraffe dal chilometrico collo, ne sono dimostrazione le tante variazioni del becco nei fringuelli delle Galapagos.
Ok, l’abbiamo presa un po’ alla lontana, ma in tempi di epocali scoperte di Bosoni vari, non potevamo che fornire un fondamento scientifico al nostro assioma: se la teoria dell’adattamento è alla base dell’evoluzione della specie, le favolose creature che popolavano la Factory di Andy Warhol non potevano che essere la risultante di una spietata selezione, operata secondo precise condiciones sine qua non: l’estro, lo stile, la capacità comunicativa dal punto di vista visivo, l’innovatività.
La meraviglia.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Luglio 2012 10:17 |
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ARTE
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Giovedì 01 Marzo 2012 12:55, Scritto da Fabiola
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EFFETTO SOA-POP-ERA
Ester Grossi & Giulio Zanet, Written on the Hays - Roma, First Gallery - dal 23.02 al 24.03.2012
di Fabiola Palladoro
“La Legge, naturale, divina o umana, non sarà mai messa in ridicolo, né sarà mai sollecitata la simpatia dello spettatore per la sua violazione”: questo è uno dei punti del codice Hays, un codice rigido che ha salvato le anime e le coscienze degli americani fino agli anni ’60. Il proibizionismo imperava su Hollywood, ed ogni pellicola era messa al microscopio per oscurare ogni possibile traccia di peccato morale insito in essa. Questo processo ineludibile probabilmente ci ha salvato da un precoce decadimento dei contenuti del cinema e della televisione così come la conosciamo adesso - dove il consumismo e la pornografia sono valori per famiglie; ma, allo stesso tempo, la modalità dei tagli incondizionati ha evirato film storici delle loro scene più belle.
Ester Grossi e Giulio Zanet, vincitori del quarto Premio Italian Factory 2010, partono da qui, dalla censura nel cinema degli anni ’50, rielaborandola in un progetto artistico curato da Chiara Canali e presentato il 23 Febbraio presso la First Gallery di Roma.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Marzo 2012 14:05 |
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