venerdì 18 aprile 2014  

kitsch

WUNDERKAMMER: CAMERA DELLE MERAVIGLIE CONTEMPORANEA - Venezia, Palazzo Widmann - fino al 29.09.2013 (evento collaterale alla 55a Biennale d'Arte)
ARTE
Venerdì 13 Settembre 2013 10:24, Scritto da Fabiola

VERTIGINE DELLA MERAVIGLIA

WUNDERKAMMER – Venezia, Palazzo Widmann – fino al 29.09.2013

di Sara Cecchetto

 

Read moreC’è la tana del Bianconiglio, in quel di Venezia.

E quel coniglio bianco col panciotto, dal nobile aspetto, stavolta veste i panni di un collezionista d’insolite meraviglie contemporanee.

Si è creato un entourage di creature e opere all’interno di Palazzo Widmann, e fa sentire i visitatori ammessi nella sua Wonderland un po’ come Alice, attorniati da prodigi per curiosi.

Wunderkammer – Camera delle meraviglie contemporanea, esposizione collaterale alla 55a Biennale d’Arte di Venezia, è un progetto “importato” da Bruxelles (dove era stato ospitato presso il Museo di Botanica) per stupire, almeno fino al 29 settembre, anche gli ospiti della Serenissima, nella splendida cornice di una residenza veneziana secentesca.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Settembre 2013 11:35
UNIQUE CREATURES, il portale dello stile prêt-à-imiter
MODA
Sabato 16 Febbraio 2013 10:56, Scritto da Fabiola

L’ECCEZIONE CHE CONFERMA L’UNICITÀ

Unique Creatures, il portale dello stile prêt-à-imiter

di Francesca Borzacchi

 

Read moreIl look è comunicazione, come predica da svariati decenni, in primis, la Scuola di Palo Alto.

Attraverso di esso affermiamo chi siamo, o chi vorremmo essere, cosa vorremmo dire ma spesso non osiamo, condizionato da sempre dalle mode e dalla cultura, da ogni piccolo o grande cambiamento.

Se il nostro stile deve essere influenzato da tutto questo, è bene farlo nel migliore dei modi.

Il desiderio di indossare ciò che amerebbero ipoteticamente, oggi, le icone che scrissero la storia della moda, del cinema o della musica è così potente che rappresenta (assieme alla possibilità di conquistare con un solo click il loro estro creativo in fatto di look) la chiave di Unique Creatures, esclusivo progetto newyorkese fondato da Howard Collinge, Zahara Gallardo e Lucia Martinez, cool-hunters in perpetua ricerca di creature uniche per le strade del mondo.

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Febbraio 2013 12:05
Martin Parr, SOUVENIR - Barcellona, CCCB - fino al 21.10.2012
ARTE
Mercoledì 11 Luglio 2012 13:15, Scritto da Fabiola

MARTIN PARR, VOYEUR DEL TURISTA MEDIO

Martin Parr, Souvenir - Barcellona, CCCB - fino al 21.10.2012

di Simona Spinola

 

Read moreFino al prossimo 21 ottobre, chi visita Barcellona ha un appuntamento davvero imperdibile da segnarsi in agenda: il CCCB - Centre de Cultura Contemporània de Barcelona dedica al fotografo britannico Martin Parr una mostra curiosa ed interessante.

La tipica mostra divertente, ideale per famiglie con bimbi al seguito, perché colorata, leggera, caotica.

Con tanto di foto-ricordo in bocca allo squalo all’entrata.

Eppure, è la tipica mostra che - a causa dell’euforia del momento - non ti permette subito di capire quanto ti stia trasmettendo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Luglio 2012 15:26
L'IRRESISTIBILE LEGGEREZZA DEL KITSCH A MADRID E A MILANO
ARTE
Mercoledì 27 Giugno 2012 16:03, Scritto da Fabiola

L’IRRESISTIBILE LEGGEREZZA DEL KITSCH

Kitsch - Oggi il Kitsch, a cura di Gillo Dorfles - Milano, Triennale - dal 13.06 al 26.08.2012

Ciclo ¿Lo kitsch es bello? - Madrid, Museo del Romanticismo & Museo Cerralbo - dal 18 al 28.06.2012

di Simona Spinola e Fabiola Triolo

 

Attila & Napoléon, gli gnomi disegnati da Philippe Starck per Kartell, 2000

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Tutto è kitsch, a ben vedere. La musica nel suo insieme è kitsch;

l’arte è kitsch; la stessa letteratura è kitsch.

Ogni emozione è kitsch, praticamente per definizione;

ma lo stesso pensiero è kitsch, e in un certo senso è kitsch anche l’azione.

La sola cosa a non essere affatto kitsch, è il nulla”.

Michel Houellebecq 

 

 

 

Angeli, madonne e santini, servizi di porcellana, souvenirs, vituperati nani da giardino, le canzoni di Richard Clayderman e certe dediche sui diari delle scuole medie. Piccoli feticci vari, l’importante è che siano belli carichi: è l’universo poppeggiante del Kitsch, a rompere le barriere del gusto estetico per creare un allegro caos che, agli occhi del compassato (e spesso fin troppo affettato) buon gusto, risulta a dir poco dubbio.

A questa peculiare corrente artistica due dei Musei più classici di Madrid (il Museo del Romanticismo e il Museo Cerralbo) e, contemporaneamente, la Triennale di Milano dedicano un ciclo di conferenze, esposizioni e visite guidate a collezioni che avrebbero fatto accaponare la pelle al rigoroso minimalista Mies van der Rohe.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Dicembre 2013 11:16
HELMUT NEWTON 1920-2004 - A cura di June Newton - Parigi, Grand Palais - fino al 30.07.2012
MODA
Mercoledì 30 Maggio 2012 11:55, Scritto da Fabiola

TUTTI I FETICCI DI HELMUT

Helmut Newton 1920-2004 - A cura di June Newton - Parigi, Grand Palais - fino al 30.07.2012

di Stephanie Chaulet

 

Read moreTacchi alti.

Nuvole di fumo da labbra scarlatte.

Zoofilia e public sex.

Veneri senza veli e Veneri in pelliccia, Veneri languide, Veneri dominatrici.

Helmut Newton ha immortalato le donne e i loro corpi, belli e dannati, provocanti o raffinati, ipersessuati o androgini. Laddove Yves Saint-Laurent seppe conferire potere alla donna attraverso la rivoluzione del prêt-à-porter, Newton l’ha fatto tramite la sua stessa rappresentazione: «J’ai toujours été intéressé par le pouvoir - sexuel, financier ou politique [1]».Nuda, splendida, a gambe e a mente spontaneamente, volutamente aperte. Potente di quella forza che solo la bellezza, e la consapevolezza di essa, sanno donare.

Parigi fu il perfetto campo di battaglia per esprimere lo stile sui generis di un artista che - dalla Germania nazista all’Australia, passando da Londra - ha saputo afferrare e rendere lo spirito della liberazione femminile, per celebrare una donna senza tabù e senza catene - se non quelle dei giochi erotici. E Parigi, oggi, dedica la sua prima mostra francese al genio della fotografia dei rich and famous, allestita con maestosità al Grand Palais.

In esposizione quasi trecento scatti: 60 anni di carriera messi in scena sotto la cura di sua moglie June, anch’essa nota fotografa con lo pseudonimo di Alice Springs.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Dicembre 2013 21:27
IL FIORE DI NOVEMBRE di Vito de Biasi
ARTE
Martedì 05 Maggio 2009 16:59, Scritto da Valentina

IL FIORE DI NOVEMBRE

Fabio Novembre, e i sensi come organo della creatività - Milano, Triennale Design Museum - fino al 17.05.2009

di Vito de Biasi

pubblicato il 05/05/2009


Read moreUna sequenza sovrapposta di pareti squarciate, frastagliate, che simulano la rosa, la profondità fertile del fiore sessuato, vivente. Vagina o ano, cavo della vena o condotto organico, questa grotta efflorescente è sia un organo dell’interiorità, sia l’installazione che ospita le creazioni di Fabio Novembre, star del design più audace in mostra alla Triennale di Milano.

Di fronte a questo enorme fiore rosso, si trova un cinemino: file di poltrone schierate davanti a uno schermo che stavolta possiamo penetrare, petalo dopo petalo, camera dopo camera, lasciando il ruolo di spettatori per diventare visitatori.

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Dicembre 2013 11:17
IL CAMP, COMPLETAMENTE INGENUO E TOTALMENTE CONSAPEVOLE di Lorenza Rossi
BOOK
Giovedì 09 Ottobre 2008 00:00, Scritto da Valentina

IL CAMP, COMPLETAMENTE INGENUO E TOTALMENTE CONSAPEVOLE

Fabio Cleto, Pop Camp

di Lorenza Rossi

pubblicato il 09/10/08
 

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Oscar Wilde e Madonna, Andy Warhol e Greta Garbo, David Bowie e Judy Garland, e ancora Elton John, Pedro Almodovar, o creature straordinarie come le pin up, i travestiti, le vecchie ballerine. Cosa può accomunare un’umanità così eterogenea?

Il Camp.

 

“Camp” è sinonimo di travestimento, messa in scena, kitsch, esagerazione… il camp è tutte queste cose messe insieme. Fu Susan Sontag a riflettere per prima sul’argomento, nel 1964: nella consapevolezza di non poter dare una definizione accademica e ultima al fenomeno lo definì una “sensibilità”. L’essenza del camp – insegna la Sontag – è il suo amore per l’innaturale, l’artificio, per l’eccesso. L’autrice scovò esempi di camp negli abiti femminili degli anni Venti – con boa di struzzo, frange e perline -  nelle lampade di Tiffany, nell’opera “il Lago dei cigni”.

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Maggio 2013 10:10