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fotografia
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ARTE
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Martedì 07 Febbraio 2012 12:21, Scritto da Fabiola
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FRANCESCA WOODMAN, FRAGILITA’ E GENIO
A 30 anni dalla sua morte, La Fabrica di Madrid e Contrasto Editore le rendono omaggio
di Simona Spinola

In occasione del trentesimo anniversario della morte di Francesca Woodman, la galleria La Fabrica di Madrid e la casa editrice Contrasto hanno dedicato, rispettivamente, una retrospettiva ed una brossura ad una delle fotografe più precoci ed inquiete regalateci dal secolo scorso.
Nata in Colorado nel 1958 da una famiglia di artisti, la sua giovane vita trascorse tra la Scuola di Design di Providence e l’alta società toscana, dove approdò grazie ad una borsa di studio, e fu scandita da delusioni amorose, insoddisfazioni professionali, inquietudine e depressione.
Tutti questi aspetti sfociarono in un tragico suicidio, all’eta di soli 23 anni, quando la Woodman si lanciò da una finestra del suo attico di Manhattan, dove si era trasferita nel 1979 in cerca di fortuna come fotografa.
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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 16:14 |
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INTERVISTE
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Sabato 28 Gennaio 2012 22:09, Scritto da Fabiola
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ENTROPIA IN BIANCO E NERO
Intervista ad Alessandra d’Urso
di Stephanie Chaulet
Nell’universo dell’arte fotografica c’è un pianeta nascente, quello di Alessandra d’Urso, occupato da immagini rigorosamente black & white, inflessibilmente non postprodotte, che catturano, tra luce ed ombra, forti momenti di vita.
Vita pubblica - come quella raccontata durante le performances di rockers, djs e artisti, consumata con e per il proprio pubblico - e vita privata, nella sua doppia accezione: quella intimistica - un ritratto in studio, teso a raccontare con un’immagine la quintessenza del soggetto fotografato; e quella patita, nel senso più etimologico della parola - una foto di reportage, all’interno della quale spesso il protagonista soffre la passione dell'essere stato derubato di ogni suo diritto fondamentale.
Vita pubblica e privata, indagate da un obiettivo sapiente, in ciascuna delle loro sfumature.
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Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2012 22:49 |
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INTERVISTE
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Venerdì 20 Gennaio 2012 12:59, Scritto da Fabiola
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WELOVEYOUWHENYOUSHOOT
ILOVEYOUWHENYOUSMILE: intervista al duo creativo Ivano Salonia ed Ana Rita Sousa
di Fabiola Palladoro
Iloveyouwhenyousmile è il nome di un duo artistico composto da Ivano Salonia e Ana Rita Sousa, un siciliano doc ed una portoghese verace, entrambi adottati dall’alternativa Amsterdam, dove si sono conosciuti e dove vivono e lavorano insieme come fotografi di moda e di lifestyle.
Fabiola Palladoro/ Come avete iniziato a pensare al progetto Iloveyouwhenyousmile?
Essere una coppia nella vita ed avere la stessa passione può innescare un’esplosione di creatività, ma anche una serie di tensioni emotive che potrebbero minare la relazione. Voi come siete riusciti in questa bellissima simbiosi lavorativa?
Iloveyouwhenyousmile/ Quando ci siamo conosciuti, entrambi avevamo già delle esperienze individuali nel campo fotografico. Spinti dalla condivisione della passione del mezzo e dalla stessa idea di linguaggio artistico, abbiamo iniziato a fare piccoli lavori insieme, poi, pian piano, abbiamo creato dei concepts nostri, ed ora sono due anni che collaboriamo insieme.
La storia d’amore ha avuto più o meno la stessa genesi, per questo le due passioni si nutrono a vicenda e rafforzano la relazione, con uno scambio continuo di idee e ispirazioni.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 13:54 |
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ARTE
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Giovedì 01 Dicembre 2011 13:56, Scritto da Fabiola
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DEMOCRAZIA, OVVERO: TECNICHE DI TANGIBILE POTERE
Group Show: Declining Democracy | Ripensare la Democrazia tra Utopia e Partecipazione
Firenze, Centro di Cultura Contemporanea Strozzina - dal 23.09.2011 al 22.01.2012
di Matilde Puleo
Esplorare il potere, e l’esercizio di esso, nella società contemporanea è argomento complesso, nonostante le pagine del grande archeologo del sapere Michel Foucault e dei suoi molti argomenti di riflessione - densi di presagi - per gli anni che stiamo vivendo. A considerazioni di tipo politico e di caduta dei valori, bisogna aggiungere il generale senso di disorientamento e di abituale delega delle nostre più intime attese che caratterizza la società in cui viviamo, insieme con la sua recente crisi finanziaria.
La complessità accresce di misura quando si cerca di focalizzare l’attenzione su simili tematiche chiedendo agli artisti di condurre osservazioni, girarsi intorno e fotografare l’esistente, fornendo così ulteriore materiale, prezioso per l’indagine proprio perché prodotto da una porzione sociale di cittadini non-addetti ai lavori, individui abituati ad assegnare alla propria ricerca un valore al di là dell’applicabilità delle proprie teorie.
Pur non volendo né potendo avere il peso delle ricerche del filosofo francese, azzardiamo una riflessione: l’elenco delle questioni e degli interrogativi posti da una mostra d’arte che si occupa di democrazia è così fitto di ritratti di meccanismi inceppati, da impedire al semplice osservatore di ipotizzare modalità di esistenze diverse. Esistenze che riescano magari a capovolgere questa evidente gerarchia di disvalore che sembra sovrastare il nostro vivere.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Dicembre 2011 12:00 |
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MODA
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Mercoledì 16 Novembre 2011 11:52, Scritto da Fabiola
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ALLA RICERCA DELLA ROSA PERDUTA
BETTINA RHEIMS & SERGE BRAMLY: ROSE, C’EST PARIS
MNAF_Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Firenze - dal 15.9 al 27.11.2011
di Stephanie Chaulet
“La bellezza, per esistere,
ha bisogno di fantasia.
Ci sono donne che riescono ad invecchiare
senza risentimento, e restano belle per tutta la vita.
Credo che amare la vita, continuare ad avere fiducia, ci mantenga belli...
Eccola la bellezza: quella suggestione inafferrabile sì, eppure indelebile”.
(da Il mio elogio all’imperfezione, Bettina Rheims)
Tredici episodi in un lungometraggio, numerosi avvistamenti catturati dal mezzo fotografico. Tante piste, ognuna delle quali satura di sofisticatezza, erotismo ed eleganza, per tentare di risolvere l’enigma della presunta scomparsa di una donna. Nella mostra Rose, c’est Paris la fotografia di moda sposa il romanzo noir, e Bettina Rheims e Serge Bramly raccontano la storia di B. alla ricerca delle sua gemella Rose, in una poetica e provocante indagine fra le vie di Parigi.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Novembre 2011 14:32 |
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BOOK
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Mercoledì 19 Ottobre 2011 13:33, Scritto da Fabiola
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SORDID DETAILS FOLLOWING
Gino Castaldo, MUSIC: BOX - Quando i grandi fotografi raccontano la musica
Booksigning con l’autore: Mercoledì 19 Ottobre, h.20:30 - Roma, Circolo degli Artisti
Redazione SeroxCult
La musica, oltre che ascoltata, va vista. In un’era in cui l’immagine, più che un valore aggiunto, diventa un imperativo morale capace di portare alla ribalta anche un talento che non c’è, il semplice atto visivo impressiona la mente, alla stregua di un click che impressiona la pellicola. Ed essa, giocoforza, vive anche di dettagli visivi che contano quasi quanto quelli uditivi.
È stata la fotografia, in primis, a convincere la musica a farsi performance. Ci sarebbe mai stato il rock‘n’roll se, prima, qualcuno non lo avesse visto? È questo il punto di partenza e, allo stesso tempo, la spinta motrice sottesa ad ognuno dei 338 celeberrimi scatti contenuti in Music: Box, terza tappa della casa editrice Contrasto - dopo Foto: Box e Fashion: Box - nel suo omaggio alla fotografia come arte destinata ad entrare a pieno diritto nell’immaginario collettivo.
Come afferma Gino Castaldo - curatore di questa splendida raccolta e giornalista e critico musicale italiano tra i più noti e competenti - la musica ha sempre preteso un’immagine, come indispensabile complemento della sua fuggevole, immateriale natura fisica. E già molto prima dell’avvento dei videoclips, celebri fotografi hanno catturato scie di fiammeggianti chitarre lanciate a sfidare il cielo, espressioni intense di volti che portavano note incise sul volto, notti chiaroscurate del jazz. Travestimenti, trucchi, attimi fuggenti, dinamiche mobilità sonore, backstage eccitati o malinconici, metamorfosi, pubblici in estasi, complicità collettive, perfino il beat delle cadenze storiche. “A mettere insieme in un’ideale, infinita libreria, tutte le immagini significative che riguardano la musica, verrebbe fuori la più imperiosa e completa sinfonia del Novecento”.
Ecco l’intento di questo prezioso scrigno percettivo - certamente visivo, ma anche magicamente uditivo.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Ottobre 2011 17:04 |
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