martedì 02 settembre 2014  

eros

HARIS LITHOS - Il Caos che deriva dall'Eros
ARTE
Martedì 26 Marzo 2013 17:37, Scritto da Fabiola

HARIS LITHOS, IL CAOS CHE DERIVA DALL’EROS

di Stephanie Chaulet

 

Read moreEros Touch potrebbe essere il sunto in due parole della ricerca artistica, profondamente carnale, di Haris Lithos, giovane talento dell’arte concettuale greca.

 

Nutrito dal prestigio passato delle sue terre - da Mykonos, Atene e Salonicco - oggi in prima linea nella lotta per la sovversione di un sistema malato, Haris è, fin dai suoi esordi, impegnato negli studi riguardanti i simboli ed il mondo delle idee, seguendo una immaginaria linea ereditaria platonica, traslata sul piano visivo.

 

Imprimere una parte del corpo è sempre stato, sin dal periodo preistorico (con le misteriose e così tangibili impronte delle mani, sui muri delle grotte), un modo di esprimere una presenza passeggera, come segno visibile dell’assenza.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Marzo 2013 10:13
HELMUT NEWTON 1920-2004 - A cura di June Newton - Parigi, Grand Palais - fino al 30.07.2012
MODA
Mercoledì 30 Maggio 2012 11:55, Scritto da Fabiola

TUTTI I FETICCI DI HELMUT

Helmut Newton 1920-2004 - A cura di June Newton - Parigi, Grand Palais - fino al 30.07.2012

di Stephanie Chaulet

 

Read moreTacchi alti.

Nuvole di fumo da labbra scarlatte.

Zoofilia e public sex.

Veneri senza veli e Veneri in pelliccia, Veneri languide, Veneri dominatrici.

Helmut Newton ha immortalato le donne e i loro corpi, belli e dannati, provocanti o raffinati, ipersessuati o androgini. Laddove Yves Saint-Laurent seppe conferire potere alla donna attraverso la rivoluzione del prêt-à-porter, Newton l’ha fatto tramite la sua stessa rappresentazione: «J’ai toujours été intéressé par le pouvoir - sexuel, financier ou politique [1]».Nuda, splendida, a gambe e a mente spontaneamente, volutamente aperte. Potente di quella forza che solo la bellezza, e la consapevolezza di essa, sanno donare.

Parigi fu il perfetto campo di battaglia per esprimere lo stile sui generis di un artista che - dalla Germania nazista all’Australia, passando da Londra - ha saputo afferrare e rendere lo spirito della liberazione femminile, per celebrare una donna senza tabù e senza catene - se non quelle dei giochi erotici. E Parigi, oggi, dedica la sua prima mostra francese al genio della fotografia dei rich and famous, allestita con maestosità al Grand Palais.

In esposizione quasi trecento scatti: 60 anni di carriera messi in scena sotto la cura di sua moglie June, anch’essa nota fotografa con lo pseudonimo di Alice Springs.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Dicembre 2013 21:27
JAN E SARAH SAUDEK - Roma, Mondo Bizzarro Gallery - dal 25.06 al 4.09
ARTE
Giovedì 30 Giugno 2011 11:55, Scritto da Fabiola

L’UMANITA’ DAVANTI AD UN INTONACO

Jan e Sarah Saudek - a cura di Barbara Collevecchio

Roma, Mondo Bizzarro Gallery - dal 25.06 al 4.09

di Valeria Ribaldi

 

Varcare la soglia del mondoRead more di Jan Saudek è affascinante ed inquietante come addentrarsi nella favola di Hänsel e Gretel quando si è bambini. La sensazione di rapimento è immediata, il vortice di corpi e di eros attrae e stravolge, il vigore delle passioni genera ardenti desideri.

Ma, come la scoperta della casa di marzapane fa evolvere la fiaba di Hänsel e Gretel verso un inquietante scenario, allo stesso modo i corpi di Saudek si deformano e invecchiano, continuando nondimeno a pulsare, come allegorie romantiche e grottesche dell’umanità.

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Dicembre 2013 11:50
IL FIORE DI NOVEMBRE di Vito de Biasi
ARTE
Martedì 05 Maggio 2009 16:59, Scritto da Valentina

IL FIORE DI NOVEMBRE

Fabio Novembre, e i sensi come organo della creatività - Milano, Triennale Design Museum - fino al 17.05.2009

di Vito de Biasi

pubblicato il 05/05/2009


Read moreUna sequenza sovrapposta di pareti squarciate, frastagliate, che simulano la rosa, la profondità fertile del fiore sessuato, vivente. Vagina o ano, cavo della vena o condotto organico, questa grotta efflorescente è sia un organo dell’interiorità, sia l’installazione che ospita le creazioni di Fabio Novembre, star del design più audace in mostra alla Triennale di Milano.

Di fronte a questo enorme fiore rosso, si trova un cinemino: file di poltrone schierate davanti a uno schermo che stavolta possiamo penetrare, petalo dopo petalo, camera dopo camera, lasciando il ruolo di spettatori per diventare visitatori.

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Dicembre 2013 11:17