mercoledì 23 aprile 2014  

cattivo gusto

L'IRRESISTIBILE LEGGEREZZA DEL KITSCH A MADRID E A MILANO
ARTE
Mercoledì 27 Giugno 2012 16:03, Scritto da Fabiola

L’IRRESISTIBILE LEGGEREZZA DEL KITSCH

Kitsch - Oggi il Kitsch, a cura di Gillo Dorfles - Milano, Triennale - dal 13.06 al 26.08.2012

Ciclo ¿Lo kitsch es bello? - Madrid, Museo del Romanticismo & Museo Cerralbo - dal 18 al 28.06.2012

di Simona Spinola e Fabiola Triolo

 

Attila & Napoléon, gli gnomi disegnati da Philippe Starck per Kartell, 2000

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Tutto è kitsch, a ben vedere. La musica nel suo insieme è kitsch;

l’arte è kitsch; la stessa letteratura è kitsch.

Ogni emozione è kitsch, praticamente per definizione;

ma lo stesso pensiero è kitsch, e in un certo senso è kitsch anche l’azione.

La sola cosa a non essere affatto kitsch, è il nulla”.

Michel Houellebecq 

 

 

 

Angeli, madonne e santini, servizi di porcellana, souvenirs, vituperati nani da giardino, le canzoni di Richard Clayderman e certe dediche sui diari delle scuole medie. Piccoli feticci vari, l’importante è che siano belli carichi: è l’universo poppeggiante del Kitsch, a rompere le barriere del gusto estetico per creare un allegro caos che, agli occhi del compassato (e spesso fin troppo affettato) buon gusto, risulta a dir poco dubbio.

A questa peculiare corrente artistica due dei Musei più classici di Madrid (il Museo del Romanticismo e il Museo Cerralbo) e, contemporaneamente, la Triennale di Milano dedicano un ciclo di conferenze, esposizioni e visite guidate a collezioni che avrebbero fatto accaponare la pelle al rigoroso minimalista Mies van der Rohe.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Dicembre 2013 11:16
HELMUT NEWTON 1920-2004 - A cura di June Newton - Parigi, Grand Palais - fino al 30.07.2012
MODA
Mercoledì 30 Maggio 2012 11:55, Scritto da Fabiola

TUTTI I FETICCI DI HELMUT

Helmut Newton 1920-2004 - A cura di June Newton - Parigi, Grand Palais - fino al 30.07.2012

di Stephanie Chaulet

 

Read moreTacchi alti.

Nuvole di fumo da labbra scarlatte.

Zoofilia e public sex.

Veneri senza veli e Veneri in pelliccia, Veneri languide, Veneri dominatrici.

Helmut Newton ha immortalato le donne e i loro corpi, belli e dannati, provocanti o raffinati, ipersessuati o androgini. Laddove Yves Saint-Laurent seppe conferire potere alla donna attraverso la rivoluzione del prêt-à-porter, Newton l’ha fatto tramite la sua stessa rappresentazione: «J’ai toujours été intéressé par le pouvoir - sexuel, financier ou politique [1]».Nuda, splendida, a gambe e a mente spontaneamente, volutamente aperte. Potente di quella forza che solo la bellezza, e la consapevolezza di essa, sanno donare.

Parigi fu il perfetto campo di battaglia per esprimere lo stile sui generis di un artista che - dalla Germania nazista all’Australia, passando da Londra - ha saputo afferrare e rendere lo spirito della liberazione femminile, per celebrare una donna senza tabù e senza catene - se non quelle dei giochi erotici. E Parigi, oggi, dedica la sua prima mostra francese al genio della fotografia dei rich and famous, allestita con maestosità al Grand Palais.

In esposizione quasi trecento scatti: 60 anni di carriera messi in scena sotto la cura di sua moglie June, anch’essa nota fotografa con lo pseudonimo di Alice Springs.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Dicembre 2013 21:27