mercoledì 01 ottobre 2014  

arte e moda

Vuoto, 1989: i quadri di FRANCO MOSCHINO in mostra a Roma, nello store di Via del Babuino
MODA
Venerdì 31 Gennaio 2014 10:48, Scritto da Fabiola

FRANCO STA PER SINCERO, MOSCHINO PER INSETTO FASTIDIOSO”

Vuoto, 1989: i quadri di Franco Moschino in mostra a Roma, nello store di Via del Babuino

di Francesca Borzacchi

 

Read more“Non c’è Creatività, senza Caos”, proclamava l’indimenticabile Franco Moschino, classe 1950. Stilista irriverente, filosofo in forma e sostanza, artista eclettico, Moschino seppe riscrivere i canoni della moda italiana sovvertendoli dalle basi, ribellandosi ad un sistema asfittico, stampando sorrisi sotto forma di smile e dubbi come punti interrogativi sulle sue visioni surreali, magrittiane.

Nel 1989, Moschino realizzò una serie di dipinti che avrebbero dovuto rappresentare, come dalle sue prime intenzioni, la campagna pubblicitaria A/I 1989-1990, che tuttavia vennero esposti solo nel 1993, in occasione della sfilata X Anni di KAOS - e dei conseguenti primi dieci anni dalla fondazione del suo marchio.

A distanza di venti anni esatti, il sipario rosso dalle opulente passamanerie dorate - che ci rimanda inevitabilmente a lui - si è risollevato una seconda volta con Vuoto, 1989, esposizione di questi dipinti, “perché la storia d’amore di Moschino compie trent’anni, e a trent’anni si è ancora ragazzini”, ci rammenta Rossella Jardini. Un tributo che si conclude oggi, e si festeggia nel maestoso flagship romano (recentemente restaurato da Michele Lucchi) in Via Del Babuino.

Più che ‘vuoto’, a different kind of emptiness, direi.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Gennaio 2014 12:05
Moda e Movida. MANUEL PIÑA - Madrid, Museo del Traje - fino al 26-01-2014
MODA
Martedì 17 Dicembre 2013 11:00, Scritto da Fabiola

MODA E MOVIDA - ovvero, DI QUANDO LA RIVOLUZIONE SPOSÒ IL PRÊT-Á-PORTER

Manuel Piña, diseñador de moda (1944-1994) - Madrid, Museo del Traje - fino al 26-01-2014

di Simona Spinola

 

Read moreSolo un trentennio separa l'attuale Spagna della crisi, piegata su sé stessa, dai gloriosi anni Ottanta - dove, in pieno risveglio dal torpore post-dittatura, Madrid trascinava un intero Paese, cavalcando entusiasta l'onda della libertà creativa.

La cosiddetta movida madrileña è molto, molto più di una reazione alla fine della dittatura di Francisco Franco - così come, del resto, sarebbe riduttivo classificarla come un movimento sociale ed artistico avviatosi durante i primi anni della Transizione spagnola. Forse sarebbe meglio parlare di un sogno esploso all'improvviso, in seguito ad un decennio di repressione, in cui, a briglie sciolte, la sperimentazione e l'esasperato bisogno di un cambiamento radicale abbracciavano ideologie libertarie di sinistra per dare adito ad un'illimitata energia artistica.

Bellezza e democrazia, sperimentazione e libertà, modernità e fantasia erano i capisaldi di questo nuovo mood che gravitava attorno alla rivista La Luna e che raggruppava, tra gli altri, esponenti del calibro del musicista Joaquín Sabina, del gruppo Alaska, del fotografo Alberto Garcia Alix e del regista Pedro Almodóvar.

La Capital come nucleo di inquietudini, ed autentica portavoce della rinascita spagnola post-franchista, dopo quarant’anni di silenzio. Anni di estrema provocazione, che - in un mix di trasgressione, eccessi, arte e musica - hanno contribuito a svegliare, scandalizzare e liberare un popolo oramai sopito dalla dittatura.

La Movida segnava così il passaggio da una Nazione chiusa e ostile al cambiamento, ad un Paese moderno e culturalmente aperto.

Il post-dittatura rivendicava la propria ansia di libertà anche e soprattutto nella moda, intesa come espressione di un sé che si scrollava di dosso etichette e restrizioni, per fagocitare influenze random dal resto del mondo, e soprattutto da un'Europa che d'improvviso appariva più vicina.

Impensabile discernere da questo contesto la traiettoria artistica di Manuel Piña, deceduto nel 1994 a soli cinquant'anni.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Dicembre 2013 12:48
W Magazine - The Art Issue 2013, 5 artiste ed un "Monument Man": George Clooney
MODA
Sabato 14 Dicembre 2013 09:18, Scritto da Fabiola

GEORGE CLOONEY COME UN'OPERA D'ARTE (ANZI, 5)

W Magazine, 5 artiste internazionali, ed un Monument Man come Musa

di Francesca Borzacchi

 

Read moreCome interpretare artisticamente lo sfolgorio di una stella è il motif dell’edizione di dicembre 2013 di W Magazine - The art Issue. Cinque artiste, tutte donne, tutte celeberrime all’interno del microcosmo nel quale operano - Yayoi Kusama, Catherine Opie, Karen Kilimnik, Marilyn Minter e Tracey Emin - hanno saputo catturare l’umana luce che emana una star del calibro di George Clooney, e restituirla sotto forma di ciò che meglio maneggiano: un’opera d’arte.

Non che la materia non si prestasse: classe 1961, attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, vincitore di quattro Golden Globes e due Oscar; socialmente impegnato, attivista politico, ironico ed elegante, costantemente cordiale con i fans, e quotidianamente terrorizzato nella pubblicità tv del Nespresso (come riesce a dire lui Volluto...), Clooney ha saputo guadagnare una posizione d’eccellenza all’interno dello star system mondiale, ora impuntandosi sugli ovini (L’uomo che fissa le capre, 2009), ora fluttuando nello spazio (Gravity, 2013), ora tra le nuvole (Up in the air, 2009), in una inarrestabile climax cinematografica costellata di capolavori - sia che fossero da lui interpretati, diretti o anche solo prodotti, come è accaduto per Argo (2013), miglior film dell’anno secondo la giuria assegnataria degli scorsi Oscar.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Dicembre 2013 22:11
DELLAMODA, DELLARTE - Dolce & Gabbana meets Felipe Cardeña
MODA
Giovedì 14 Febbraio 2013 16:14, Scritto da Fabiola

DELLAMODA, DELLARTE

Flower power, Santi e Madonne: Dolce & Gabbana à la manière de Felipe Cardeña

di Rubino Ricò

 

Read moreChe la moda abbia sempre guardato all'arte, con sguardo non di rado vorace e predatorio, è storia nota e arcinota.

 

Come potremmo immaginare, d'altra parte, la storia dei modelli di Poiret, se non avessimo avuto le invenzioni di Diaghilev, dei Ballets Russes ed i meravigliosi costumi di Bakst?

E ci sarebbe potuta essere una Elsa Schiaparelli, coi suoi cappelli-scarpa, abiti-aragosta e collane di insetti, senza le influenze di Dalì e del Surrealismo?

 

Tutta la storia del fashion design, dalla Belle Époque in avanti, è una storia di contaminazioni, di incroci, di cannibalizzazioni più o meno dichiarate.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Novembre 2013 13:21
Francesco Vezzoli per F.A.I., CON AMORE - dal 12.12.12 su Yoox.com
MODA
Lunedì 17 Dicembre 2012 18:49, Scritto da Fabiola

LACRIME VERSATE CON AMORE

Francesco Vezzoli per F.A.I., Con Amore (Francesco by Francesco) - dal 12.12.12 su Yoox.com

di Francesca Borzacchi

 

Read moreAs which mythological creature or figure
would you choose to be reborn?
 
I would have liked to be Apollo,
but I am sure I would have ended up like Narcissus.
Dumb and drowning”.

 

 

Ne sono rimasti pochi esemplari ancora in vendita, sulla neonata pagina dedicata all’arte di Yoox.com.

La maggior parte sono tempestati di bollini Sold, venduti.

Era appunto questo il fine del progetto realizzato, letteralmente, Con Amore dall’artista di origine bresciane Francesco Vezzoli [1]: 399 esemplari unici, firmati e numerati, in vendita in larga tiratura a 399 euro cadauno, in esclusiva su uno degli stores virtuali leader mondiale dello shopping online; i proventi andranno interamente al F.A.I. - Fondo Ambiente Italiano - per la ricostruzione del municipio di Filiale Emilia, distrutto dal terremoto di sette mesi fa.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Dicembre 2013 18:10
VANESSA BEECROFT A PALERMO, di Barbara Galati
ARTE
Mercoledì 30 Luglio 2008 00:00, Scritto da Valentina

VANESSA BEECROFT A PALERMO

Vanessa Beecroft, VB62 - G.A.M. Complesso Monumentale di Sant'Anna - fino al 26.10.2008

di Barbara Galati

pubblicato il 30/07/08


Read moreVanessa Beecroft torna a far parlare di sé, questa volta con una messa in scena nella suggestiva cornice dello Spasimo di Palermo.

Ad assistere alla sua performance, nel caldo pomeriggio di Sabato 12 Luglio, erano presenti più di duemila persone.

La voce si è diffusa come un tam-tam: “Allo Spasimo c’è una performance della Beecroft”. Il passaparola ha investito la città siciliana in tempo record.

Complici del successo di pubblico, la bella serata palermitana e la brama di novità; l’ufficio stampa e la voglia di mondanità hanno fatto il resto. 

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Novembre 2013 15:07