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arte contemporanea
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MODA
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Venerdì 11 Maggio 2012 13:09, Scritto da Fabiola
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DOVE DIMORANO GLI SPIRITI?
Lucy + Jorge Orta per ZegnArt, Fabulae Romanae - Roma, MAXXI - fino al 23.09.2012
di Francesca Borzacchi
“Sognavo di essere un piccolo Michelangelo,
che cercava il denaro per realizzare le sue opere.
Oggi I Medici, Lorenzo il Magnifico, sono tornati con Zegna,
il cui sostegno dimostra che la cultura fa la differenza”
Jorge Orta
Un viaggio simbolico attraverso le strade di Roma, attraverso gli occhi di dieci spiriti eterei: Fabulae Romanae è un’installazione composita dedicata alla città di Roma, con il supporto di alcuni allievi del Centre for Sustainable Fashion e del London College of Fashion, curata dalla sempre splendida Maria Luisa Frisa.
Prima delle tappe di ZegnArt - Special Projects, della quale protagonista è la coppia formata da Lucy + Jorge Orta, essa inaugura una serie di mostre basate su collaborazioni con artisti contemporanei a testimonianza della filosofia del Gruppo Zegna, che attribuisce all’arte un ruolo fondamentale come irrinunciabile strumento di ricerca e sviluppo.
Nelle parole di Gildo Zegna, “Se lo Zegna-spirit è sempre stato pionieristico e fortemente connesso al lavoro in termini di eccellenza ed innovazione, l’ambizione che abbiamo per ZegnArt è quella di innovare il modello stesso di intervento culturale, favorendo l’incontro di mondi differenti in una reciprocità che diventa pietra angolare intorno alla quale potere costruire il futuro”.
Il progetto è presentato al MAXXI nell’ambito di Tridimensionale, nuovo allestimento permanente della collezione MAXXI Arte, focalizzato sulla relazione spazio/oggetto e costellato da opere di artisti come Maurizio Mochetti, Juan Muñoz, Remo Salvadori, Thomas Schütte e Franz West.
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Ultimo aggiornamento Sabato 12 Maggio 2012 09:30 |
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ARTE
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Giovedì 10 Maggio 2012 12:17, Scritto da Fabiola
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CENTRINSOGNOAMERICANO
American Dreamers - Firenze, CCCS Palazzo Strozzi - fino al 15.07.2012
di Adriano Annino
Se vi piacciono gli americani, andate a Palazzo Strozzi a Firenze. Se non vi piacciono gli americani, andate a Palazzo Strozzi a Firenze. Che siate o meno dei sognatori, vi scontrerete con dei nuovi cristallizzati contenitori di sogni composti autonomamente dall’infrangersi dei soggetti del cosiddetto sogno americano: costruire responsabilmente il proprio futuro di benessere, lavorando duramente in ogni opportunità che la vita propone a ciascun individuo.
Paradossalmente o ovviamente che sia, sembrerebbe che all’inizio del Novecento l’Europa abbia anticipato di un secolo l’America, ma che, almeno fino a questa mattina, lo squarciarsi della notte nell’aurora venga da Oriente; tuttavia, non bisogna dimenticare che ciascuno ha un proprio Oriente, e che siamo noi a muoverci intorno al sole.
American Dreamers - Realtà e immaginazione nell’arte contemporanea americana è il titolo della mostra collettiva proposta dal Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, a cura di Bartholomew Bland, inaugurata lo scorso 8 marzo 2012 e aperta fino al prossimo 15 Luglio.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Maggio 2012 13:53 |
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INTERVISTE
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Lunedì 07 Maggio 2012 12:17, Scritto da Fabiola
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NE’ QUI NE’ ALTROVE
Intervista a Giuseppe Pietroniro e Marco Raparelli
di Ilaria Piccioni
Il museo è, per eccellenza, luogo di condivisione dell’arte e spazio per la primaria esperienza di fruizione del bello; consente la valorizzazione della conoscenza e l’analisi, a volte poco approfondita, del sistema dell’arte stessa.
Per l’arte contemporanea la questione è complessa e spinosa, a tratti mantiene dinamiche oscure ai non addetti ai lavori, raramente chiarite. Ma farsi servire una lettura diretta da chi nell’arte lavora e ne fa materia prima di ricerca agevola una nuova visione.
Il racconto viene dai diretti interessati: gli artisti. Nella mostra al Museo Andersen di Roma, Giuseppe Pietroniro e Marco Raparelli diventano ospiti sui generis dello spazio museale ed interlocutori diretti dell’arte del nostro tempo.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Maggio 2012 12:59 |
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PERFORMANCE
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Lunedì 23 Aprile 2012 13:11, Scritto da Fabiola
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MOURIR SUR SCÈNE. THE LIFE AND DEATH OF MARINA ABRAMOVIĆ
Prima mondiale a Madrid per la biografia della Abramović, cantata da Antony e raccontata da Willem Dafoe
di Simona Spinola
Lo scenario si apre su tre salme identiche, ognuna coperta da una maschera diafana, adagiate su ripiani spogli. Il pavimento è cosparso da ossa appena spolpate, e tre cani neri ciondolano irrequieti sul palco per una decina di minuti, mentre il pubblico prende posto ammutolito. Dopo pochi istanti, i riflettori si accendono su un piccolo spazio sospeso esterno al palcoscenico, dove tra scatoloni ammassati e valanghe di fogli alla rinfusa prende parola Willem Dafoe, la star dai capelli rossi più celebre di Hollywood, qui calato nei panni di un folletto in canottiera e boxer bianchi. Dafoe inizia a narrare la vita di Marina Abramović anno per anno in modo conciso, elencando eventi quotidiani, a tratti irrilevanti.
“1946: nasce a Belgrado.
1947: parla come se cantasse e chiede il suo primo bicchiere d’acqua.
1948: si rifiuta di imparare a camminare…”
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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2012 15:03 |
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INTERVISTE
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Sabato 21 Aprile 2012 11:19, Scritto da Fabiola
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PRATICHE CURATORIALI IN CORSO
Quando l’Artista e il Curatore fanno colazione insieme. Intervista a Luigi Massari
di Martina Colajanni
Prendi un Artista, un Curatore e una casa: cosa potrebbe affiorare se non un vero e proprio rapporto simbiotico tra i due?
Luigi Massari ha accolto subito la mia proposta di residenza all’interno di RizHoma ed io, mossa dalla stessa curiosità, ho lavorato insieme a lui giorno dopo giorno, per l’allestimento della sua personale Nostos, tra colazioni, pranzi e cene…
Martina Colajanni/ Nel tuo lavoro emerge un modo di operare intimistico e delicato. I colori e le ambientazioni trasmettono questo stato, insieme a quello di totale sur-realtà. Qual è l’approccio che instauri con ciò che decidi di rappresentare?
Luigi Massari/ Non sono sicuro che l’aggettivo intimistico si adatti perfettamente al mio modo di operare. Sicuramente, rispetto all’approccio ‘urlato’ di tanta figurazione contemporanea, i miei lavori si esprimono secondo registri visivi più riflessivi. Ma questo dipende probabilmente dalla volontà di ignorare modalità comunicative tratte dalla pubblicità e dal linguaggio televisivo, modalità che invece l’arte figurativa contemporanea ha assorbito, uscendone secondo me depotenziata e in piena crisi identitaria.
Decido di rappresentare determinati soggetti, ma è altrettanto vero che questi soggetti, o immagini, si formano nella mia coscienza in modo quasi autonomo, quando sono particolarmente concentrato. A me non resta che eseguirli il più fedelmente possibile, rispettandone la visione iniziale: in questo processo creativo assumo un ruolo di ‘semplice’ ricettore ed evocatore di immagini.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2012 22:11 |
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ARTE
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Giovedì 12 Aprile 2012 11:26, Scritto da Fabiola
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IL SERPENTE E LA DEMOCRAZIA
Nemanja Cvijanović, Progetto Anonimo
Roma, Spazio Furini Arte Contemporanea - dal 24.03 al 12.05.2012
di Valeria Ribaldi
L’ingresso è volutamente celato alla strada.
Oltre la parete, s’intravede il riflesso di una luce artificiale che mi attira verso uno spazio bianco, quasi asettico.
M’imbatto in Joseph Ratzinger.
Fedelmente riprodotto nella sua figura in abito talare, quasi come al museo delle cere, ma dotato di un’espressione più realmente inquietante, Benedetto XVI staziona a braccia aperte nel più tipico gesto cristiano dell’accoglienza.
L’attimo di straniamento è breve, ma la curiosità aumenta.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Aprile 2012 12:00 |
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Varie
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Lunedì 19 Marzo 2012 14:22, Scritto da Fabiola
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Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Marzo 2012 14:39 |
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Arte
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Lunedì 19 Marzo 2012 14:04, Scritto da Fabiola
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ARTE
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Venerdì 16 Marzo 2012 13:05, Scritto da Fabiola
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LE RIFLESSIONI ILLUMINANTI DI IVÁN NAVARRO
Iván Navarro, Nacht und Nebel - Roma, Fondazione Volume! - dal 3.03 al 5.05.2012
di Maria Giovanna Tumino
Dal 2 marzo in mostra alla Fondazione Volume!, Iván Navarro presenta un progetto site-specific, Nacht und Nebel, a cura di Antonio Arévalo.
Lo scultore cileno riprende, nel titolo della sua installazione, il decreto finalizzato all’eliminazione di ebrei e dissidenti politici al di fuori dei percorsi della giustizia normale, emanato da Hitler il 7/12/1941.
La nebbia e la notte dell’Oro del Reno di Richard Wagner diventano l’acronimo NN sulle uniformi degli uomini internati nei campi di concentramento - lo stesso acronimo che i regimi sudamericani useranno per i desaparecidos NN, No Name.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Marzo 2012 13:53 |
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