giovedì 17 maggio 2012  

Palermo

PRATICHE CURATORIALI IN CORSO - Intervista a LUIGI MASSARI
INTERVISTE
Sabato 21 Aprile 2012 11:19, Scritto da Fabiola

PRATICHE CURATORIALI IN CORSO

Quando l’Artista e il Curatore fanno colazione insieme. Intervista a Luigi Massari

di Martina Colajanni

 

Read morePrendi un Artista, un Curatore e una casa: cosa potrebbe affiorare se non un vero e proprio rapporto simbiotico tra i due?  

Luigi Massari ha accolto subito la mia proposta di residenza all’interno di RizHoma ed io, mossa dalla stessa curiosità, ho lavorato insieme a lui giorno dopo giorno, per l’allestimento della sua personale Nostos, tra colazioni, pranzi e cene…

 

Martina Colajanni/ Nel tuo lavoro emerge un modo di operare intimistico e delicato. I colori e le ambientazioni trasmettono questo stato, insieme a quello di totale sur-realtà. Qual è l’approccio che instauri con ciò che decidi di rappresentare?

Luigi Massari/ Non sono sicuro che l’aggettivo intimistico si adatti perfettamente al mio modo di operare. Sicuramente, rispetto all’approccio ‘urlato’ di tanta figurazione contemporanea, i miei lavori si esprimono secondo registri visivi più riflessivi. Ma questo dipende probabilmente dalla volontà di ignorare modalità comunicative tratte dalla pubblicità e dal linguaggio televisivo, modalità che invece l’arte figurativa contemporanea ha assorbito, uscendone secondo me depotenziata e in piena crisi identitaria.

Decido di rappresentare determinati soggetti, ma è altrettanto vero che questi soggetti, o immagini, si formano nella mia coscienza in modo quasi autonomo, quando sono particolarmente concentrato. A me non resta che eseguirli il più fedelmente possibile, rispettandone la visione iniziale: in questo processo creativo assumo un ruolo di ‘semplice’ ricettore ed evocatore di immagini.

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2012 22:11
MICHAEL LOVES PALERMO - Intervista a MICHAEL ROTONDI
INTERVISTE
Martedì 27 Dicembre 2011 14:26, Scritto da Fabiola

MICHAEL <3S PALERMO

Intervista a Michael Rotondi

di Victoria White

 

Read moreRizhoma.housegallery è una realtà nata da poco, ma già forte di una visione molto chiara e di un preciso programma da intraprendere. Palermo, la città che le fa da scenario, sembrerebbe essere il luogo ideale nel quale portare avanti una collaborazione con artisti nazionali ed internazionali, chiamati a vivere ed a misurarsi con uno spazio espositivo insolito: un appartamento, quello della curatrice Martina Colajanni, che diviene territorio di indagine artistica, ma anche di residenza per gli artisti stessi.

L’attuale coinquilino di Martina è l’artista di origine pugliese - ma livornese di adozione - Michael Rotondi, che per il progetto Rizhoma ha realizzato una serie di opere site-specific traendo ispirazione dal luogo e dall’ambito sociale in cui si è calato, nei giorni della sua permanenza a Palermo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Dicembre 2011 10:37
UNA DOPPIA ANIMA A DINAMO - Intervista a FEDERICO LUPO
INTERVISTE
Martedì 13 Dicembre 2011 23:34, Scritto da Fabiola

UNA DOPPIA ANIMA... A DINAMO

Intervista a Federico Lupo

di Vincenzo Profeta

 

Read moreQuesta è un’intervista a Federico Lupo, e cercherò ahimè di condurla in maniera non convenzionale, violando ogni ruolo ed ogni etichetta, perché se c’è una cosa che condivido con Federico - classe 1984, artista, gallerista, curatore, produttore musicale, collezionista e tanto altro ancora... - è il suo fuggire da ogni etichettatura e da un unico ed ossessivo ruolo.

In un mondo dell’arte sempre più settario e chiuso, che rifiuta gli sperimentalismi veri - quelli dove te la rischi - per promuovere false e facili sperimentazioni, Federico Lupo è una piccola e fioca luce alimentata a manovella, di quelle che si usano per i casi di emergenza apocalittica. Una condotta apparentemente a dinamo, formalmente quieta nell’emergenza culturale perenne che la città di Palermo affronta - come l’Italia tutta oramai, sprofondata nella fangosa palude politically correct nostrana.

Tutto questo per dire che Federico Lupo è uno che testa, ha testa e attesta!

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Dicembre 2011 01:24
L’ANTI-RITRATTO DI LINDA - di Vincenzo Profeta (laboratorio Saccardi)
ARTE
Mercoledì 05 Maggio 2010 00:00, Scritto da Administrator

Read moreL’ANTI-RITRATTO DI LINDA
“Nessuno di veramente importante”
Linda Randazzo – Zelle, Palermo
fino al 16 Maggio 2010

di Vincenzo Profeta (laboratorio Saccardi)

Parliamo della personale di Linda Randazzo da Zelle.
Conosco da anni Linda, dai tempi dell’Accademia, e mi ha sempre colpito la sua ostinata ricerca che si è spesso tradotta in pittura, ed adesso, in questa sua prima mostra personale.  La sua è un’arte di debito e di omaggio, spesso di passione, una pittura che si scontra con molte contraddizioni, ma che lavora su un limite folle e transitorio, nonostante i riferimenti all’arte siciliana degli anni ’20 e ’30…  la sua è una pittura atemporale che mira all’alterità. Raramente ho visto tanta energia ed ostinazione nel conseguimento di un obiettivo artistico così distaccato dal reale, e Linda, ve lo assicuro, raggiunge sempre i suoi obiettivi artistici.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Agosto 2010 15:37
ANDREA SCOPETTA, “ALOE VERA” di Vincenzo Profeta (laboratorio Saccardi)
ARTE
Giovedì 12 Novembre 2009 00:00, Scritto da Valentina

Read moreANDREA SCOPETTA, “ALOE VERA”
ZELLE ARTE CONTEMPORANEA
Fino al 27 novembre 2009 - Palermo

di Vincenzo Profeta (laboratorio Saccardi)

pubblicato il 12/11/2009
Avvertenza: questa mostra è un viaggio.
Questa seconda personale palermitana di Andrea Scopetta (in questa occasione, senza Francesco Nardi)  ha un che di botanico. Ripeto: questa mostra è un viaggio, sì, ma interiore, e come tutti i viaggi degni di rispetto ci sono gli appunti, i raccoglitori di appunti, le foto ed i raccoglitori di foto. Gli appunti sono una serie di disegni-graffiti con la biro, fluidi grafici tendenti all’astratto, svincolati dalle leggende (a piè pagina) che li tengono razionalmente prigionieri. Poi, le foto sembrano provenire da Marte, raccontano luoghi che hanno una vegetazione amena, spesso sono erbacce. Il tutto è riposto su un tavolo improvvisato, al piano superiore della galleria.

“PAESAGGI SONORI” di Martina Colajanni
PERFORMANCE
Martedì 24 Febbraio 2009 00:00, Scritto da Valentina

Read moreFilippo Giuffre’ vs Laboratorio Saccardi

 
Talvolta un suono può evocare molteplici emozioni, anche le più stranianti, sino a indurci a entrare proprio dentro quella precisa vibrazione.

Ed è così che il “suono” può scaturire da tutto, dalla carta strappata a qualche corda pizzicata al ripetitivo motivetto emesso da un giocattolo, di cui solo i bambini potrebbero rimanere esterrefatti. E invece c’è chi, oltre al semplice uso ludico di un “piccolo oggetto” ne fà un’arte, ne esercita una pratica.

PIERLUIGI CALIGNANO di Martina Colajanni
ARTE
Martedì 10 Febbraio 2009 00:00, Scritto da Valentina

Read morePIERLUIGI CALIGNANO

L'interminabilità e l'intollerabilità
di ogni sforzo terrestre

fino al 21 marzo 2009 – Galleria dell’Arco - Palermo

di Martina Colajanni

 

pubblicato il 10/02/2009
Una volta entrati dentro la Galleria dell’Arco, si ha come la sensazione di muoversi in un mondo delineato da un percorso ben circoscritto. Questa risulta essere l’impressione di partenza dello spettatore dal momento in cui inizia a destreggiarsi proprio all’interno di un percorso apparentemente sterile e povero di senso estetico. Un percorso, quello definito da Calignano, fatto e costruito per essere straniante: porte tagliate e modificate che lo spettatore si trova obbligato ad attraversare nonostante lo spazio ridotto dell’ambiente. Chi entra all’interno dell’istallazione è portato con piacevole disorientamento a dover capire cosa in realtà voglia significare questa ricostruzione straniante e affascinante al tempo stesso, suscitando l’interesse in chi è costretto ad attraversarla.

FASTIDI IN SCENA di Cosimo Piediscalzi
ARTE
Martedì 03 Febbraio 2009 00:00, Scritto da Valentina

Read moreFASTIDI IN SCENA
Stefano Cumia
, “1000 piccoli fastidi”
Fino al 28 febbario 2009 - Zelle Arte - Palermo

di Cosimo Piediscalzi

  pubblicato il 03/02/2009

Il ricordo di Cumia, sin dai tempi dell’Accademia di Palermo, è somigliante a fotogrammi statici in bianco e nero, filtrati come da pellicole fissate e precise, tra immagini seriali che vedono un Cumia giungere dalle vie buie del Papireto, o un Cumia mirabilmente ebbro con il suo sorriso di zucchero. Come in un flashback, si staglia un’immagine di lui solitaria e bohemienne. Passavamo intere giornate seduti sui gradini dell’Accademia, in quotidiana diserzione di qualsivoglia lezione di Pittura.
Rivedere, anzi riprogrammare, quasi fosse possibile, le bobine di queste visioni attraverso i suoi nuovi dipinti esposti alla Galleria Zelle Arte di Palermo è oggi emozionante: tutto l’acidume plastico di certi suoi grumi si livella perfettamente alla visione della sua figura, certe case stracariche di umido lacrimoso si piallano perfettamente al ricordo degli occhi acquosi di Cumia.

VANESSA BEECROFT A PALERMO, di Barbara Galati
ARTE
Mercoledì 30 Luglio 2008 00:00, Scritto da Valentina

Vanessa Beecroft, VB62, Spasimo, Palermo, luglio 2008.VANESSA BEECROFT A PALERMO
Vanessa Beecroft, VB62
G.A.M. Complesso Monumentale di Sant'Anna
fino al 26 ottobre 2008

di Barbara Galati

 pubblicato il 30/07/08

Vanessa Beecroft torna a far parlare di sé, questa volta con una messa in scena nella suggestiva cornice dello Spasimo di Palermo. Ad assistere alla sua performance nel caldo pomeriggio di Sabato 12 Luglio erano presenti più di duemila persone. La voce si è diffusa come un tam-tam: “Allo Spasimo c’è una performance della Beecroft”. Il passaparola ha investito la città siciliana in tempo record: complici del successo di pubblico la bella serata palermitana e la brama di novità; l’ufficio stampa e la voglia di mondanità hanno fatto il resto. La performance, che ha segnato il debutto siciliano dell’artista genovese, si è svolta nella chiesa sconsacrata di Santa Maria dello Spasimo, luogo storico palermitano, che nel Seicento fu utilizzato come lazzaretto per gli appestati. Tanti i curiosi, pochi i realmente interessati all’evento. All’interno, moltissima la gente che vagava e che, ogni tanto, gettava uno sguardo all’abside. Solo pochi sembravano rimanere affascinanti dal racconto che si materializzava sotto i loro occhi. In questa occasione, la Beecroft ha messo in scena, sotto la volta sfondata della chiesa incompiuta, un’inedita ibridazione tra modelle e statue. L’indagine ha riguardato ancora una volta la condizione femminile, in cui risalta sempre l’immagine del corpo con i suoi molteplici rimandi.


Col tempo, le pseudo-attrici delle sue performance sono diventate modelle professioniste che lavorano nell’ambito di un vero e proprio staff da backstage di sfilate, resosi indispensabile per affrontare in modo diretto i temi centrali della cultura contemporanea, come il corpo, l'identità e la molteplicità, unendo al glamour la storia dell'arte.

In VB62 (V e B sono le iniziali, mentre il numero 62 corrisponde alla sessantaduesima performance della sua carriera), Vanessa Beecroft si è cimentata per la prima volta in un progetto performativo in cui, oltre a un gruppo di venti donne, presenta tredici statue in gesso dalle dimensioni naturali di altrettante giovani donne (un lavoro che ha visto il legame con la Sicilia enfatizzato dalla collaborazione con maestranze locali per la realizzazione delle statue, in particolare, con gli scultori Giuseppe Agnello, Salvatore Rizzati, Antonio Rizzo, Erika Compagnone). Allo Spasimo, i corpi reali posti accanto a tredici calchi in gesso che la Beecroft ha fatto modellare sui corpi vivi di alcune modelle, rappresentano una sorta di simulacri dotati di un realismo naturale fissato nel tempo e nello spazio. Corpi autentici e cloni d'artista appaiono uniti in un biancore assoluto, simile al colore del lutto in Oriente.
Vanessa Beecroft, VB62, Spasimo, Palermo, luglio 2008.    Vanessa Beecroft, VB62, Spasimo, Palermo, luglio 2008.


Sculture in gesso e corpi di donna dipinti di bianco si confondono, mostrandosi al pubblico. Col trascorrere del tempo le statue prendono vita; fantasmi o persone tangibili si palesano con lenti movimenti in una coreografia afona.
Come sempre accade nelle complesse performances di Vanessa Beecroft, anche in VB62 si possono riconoscere, nelle pose e nell’esecuzione plastica delle donne, autorevoli riferimenti alla tradizione scultorea rinascimentale. In questa occasione l’artista genovese si è lasciata ispirare da una parte dalla figura del celebre scultore siciliano Giacomo Serpotta (1656–1732), maestro nel trattare il gesso come se fosse marmo, autore di numerose e belle sculture che arricchiscono diverse chiese e oratori palermitani, dall’altra dai numerosi monumenti funerari quattrocenteschi presenti in Italia.
A Palermo, l’opera che sembra averla maggiormente colpita è rappresentata dal “Sarcofago Speciale” (opera attribuita da taluni studiosi ad Antonio Gagini, da altri a Francesco Laurana), posto all’interno della chiesa di San Francesco d’Assisi: un giovinetto dorme in un angolo della chiesa ornata dalle allegorie delle Virtù realizzate proprio da Giacomo Serpotta. Pertanto, in questo altare sconsacrato scultura e performance si legittimano e vengono ulteriormente stigmatizzati con la ripresa video e la fotografia, espedienti mediatici che completano da sempre la continuità del suo lavoro.
Il filo rosso del suo fare artistico è l'immagine della donna, il cui corpo è utilizzato come materiale primario.
Vanessa Beecroft, VB62, Spasimo, Palermo, luglio 2008.    Vanessa Beecroft, VB62, Spasimo, Palermo, luglio 2008.


Con questo medium la Beecroft affronta alcuni dei temi più controversi della realtà socio-culturale contemporanea, tra cui il rapporto tra cibo e sessualità e l'ossessione per la bellezza e la forma fisica, sviscerandone gli aspetti più tragici che scadono spesso nei problemi alimentari.
Beecroft ha esplorato, in stretta sinergia con il luogo, il rapporto tra la vita e la morte, divenuto ora il tema della mostra personale "VB62", visibile alla Galleria d'Arte Moderna (complesso di Sant’Anna) fino al 26 ottobre. Sarà inoltre possibile rivisitare, attraverso un video, le fasi salienti della performance.
Il progetto VB62, curato dalla Fondazione Goca di Palermo e coordinato da Valentina Bruschi con il sostegno della Galleria Lia Rumma (Milano - Napoli) e la Galleria Massimo Minini (di Brescia), è stato realizzato nell’ambito del programma “Sensi Contemporanei” in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, il Comune di Palermo e la Regione Siciliana.


 

G.A.M. Complesso Monumentale di Sant'Anna
Via Sant'Anna 21, Palermo
Orari: da martedì a domenica, dalle ore 9.30 alle 18.30. Chiusura biglietteria ore 17.30  tel. +39 0918431605
www.galleriadartemodernapalermo.it




Le immagini contenute nell’articolo si riferiscono a:

- Vanessa Beecroft, VB62, Spasimo, Palermo, luglio 2008.
Courtesy galleria Massimo Minini (Brescia) e galleria Lia Rumma (Milano, Napoli).