Mercoledì 23 Maggio 2012 13:29, Scritto da Fabiola
FAME DI FAMA, FAMA = FAME
Alessia De Montis in EAT - Emergent Artists Trans-Mediterranean
Milano, Palazzo Lombardia - fino al 25.05.2012
di Elena Abbiatici
Mangiamo e siamo mangiati, pur non avendo mai fame, ma bisogno di fama.
Urliamo che non vogliamo essere figli di questo mondo, e poi ne siamo ingoiati.
L'unica salvezza, forse, è pensare che il dolore esiste, ma le ferite guariscono da sole. Giustizia è, per loro, il corpo capace di rimarginarle.
La Regione Lombardiaospita, fino al 25 maggio, gli Amici del Museo d’Arte di Tel Aviv di Milanocon la mostra EAT - Emergent Artist Trans-mediterranean, dove sul tema del cibo si confrontano artisti italiani e israeliani, con un’attenzione particolare ai comportamenti individuali e sociali a essi connessi, in linea con il tema centrale della prossima Expo 2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita.
Fra i lavori esposti, emerge Crocemobiledi Alessia De Montis: undici scatole di legno nero, contenenti ciascuna una fotografia 20x30 cm, illuminata da un piccolo led. Re-interpretazione installativo-fotografica del video Crocemobile, ultima tappa di Primavera, primo di quattro trittici: tre video muti, per una durata di 7’ e 40”, musicati solo nella versione live – ConcertAzione – secondo il principio del cinema muto, dal compositore bolognese Daniele Furlati, vincitore del premio Ennio Morricone 2010 per le musiche del pluripremiato L’uomo che verrà (David di Donatello come miglior film), di Giorgio Diritti.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Maggio 2012 14:26
VV. AA., Cosa si prova ad avere un suono in testa? 2' traccia: costruzione di una metafisica dell'assenza
Roma, Piazza de’ Ricci - finissage mercoledì 26 ottobre 2011
di Valeria Ribaldi
Una macchina ancestrale, una sorta di ordigno ottocentesco sbuffa in una stanza vuota. La riempie di nuvole, di diverse forme e dimensioni. Girarle attorno è obbligatorio; questo congegno meccanico potrebbe animarsi e, con il suo busto cilindrico e i piedi di metallo, iniziare a prendere parte ad un mondo fantastico, di sogno e onnipotenza. Ai lati della stanza, due disegni preparatori ne smentiscono la natura fantastica, riportando questa macchina delle nuvole ad un’apparente meccanica terrena. All’allontanarsi dello spettatore le nuvole cessano, interrompendo quel dialogo iniziato con la nostra presenza nella stanza.
Dream Machine, progettata da Donato Piccolo, ha come motore generatore l’interazione tra opera e fruitore che, attraverso l’impalpabilità delle forme create dal vapore acqueo, evoca una realtà onirica, un luogo tra sogno e realtà. L’assenza dello spettatore riporta la Dream Machine a essere inanimato, oggetto immobile, freddo metallo.
Ultimo aggiornamento Martedì 25 Ottobre 2011 10:22
Un anno pieno di sorprese e di gratificazioni, per Marinella Senatore. Finalista del Premio Furla per l'Arte 2011, vincitrice nel 2010 del New York Prize e del Premio Terna 03, Special Jury Prize Musei AMACI, selezionata da Beatrice Curiger per la mostra internazionale IllumiNazioni alla Biennale di Venezia di quest'anno e, dal 25 giugno, “coinquilina” al MACRO - insieme a Guendalina Salini - nella sezione Roommates/Coinquilini.
Elena Abbiatici/ Cosa significa per te essere arrivata, poco più che trentenne, alla Biennale di Venezia?
Marinella Senatore/ Bice Curiger e Giovanni Carmine hanno chiesto di visionare il mio lavoro, contattando la mia galleria di riferimento, Umberto Di Marino di Napoli, e prima della Biennale non ci eravamo mai incontrati. Ovviamente sono stata felice ed onorata, ma ciò che ho più apprezzato, pensando ai lavori e ai contenuti di IllumiNATIONS, sono state la professionalità e la serietà con cui hanno agito.
Sono molto contenta di essere parte di un gruppo che vede ottimi artisti, fra cui tantissimi giovani, e una quota femminile importante: sembrano cose scontate ma, ahimé, non lo sono affatto!
Mercoledì 18 Maggio 2011 10:26, Scritto da Fabiola
CITTA’ REALI, CITTA’ IMMAGINARIE
Una moderna Brescia, senza identità. Ambienti sognati e ricreati.
Dan Graham & Gabriele Basilico + Letizia Cariello – Brescia, Galleria Massimo Minini – fino al 21.05.2011
di Elena Abbiatici
Capita raramente, ormai, di soffermarsi con sguardo estraneo di fronte a grattacieli specchianti, all’edilizia modulare delle periferie cittadine o ai piccoli capannoni di sobborghi middle-class, entrati ormai a pieno titolo a far parte dell’immaginario collettivo.
A rinnovare questa percezione ci agevolano loro, gli attori dell’attuale palcoscenico Massimo Minini: GabrieleBasilico - per eccellenza, il fotografo italiano delle città, delle loro architetture e corpi di fabbrica, che coglie con banco ottico, in una metropoli deserta durante l’esodo del Ferragosto 2010, imponenti strutture industriali da ampie prospettive - e Dan Graham, occhio concettuale newyorkese che si sofferma su vetrine di centri commerciali e casolari della piccola borghesia lavoratrice cittadina; in mente, i paesaggi della sua infanzia nel New Jersey.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Maggio 2011 11:59
MAFIA: cinque lettere e tanto subbuglio (questa campagna se la giocano due dadi)
Davide Valenti – MAFIA, UN ALTRO MONDO. PRIMA PUBBLICITA’ DEL MALE
Galleria Placentia Arte, Piacenza – dal 19.03 al 30.04.2011
di Elena Abbiatici
Più Libertà, più Sicurezza, più Ricchezza.
“Siamo in clima di campagna elettorale?”, vi chiederete.
Ve la passo, possiamo anche definirla così. Per meglio dire, di un’operazione artistica che simula le modalità di una campagna promozionale. Prodotto in questione: Mafia_prima azienda italiana. Mafia _un altro mondo.
Nessuno ha mai pensato di pubblicizzare un prodotto universalmente ritenuto dannoso, cattivo - come Davide ama definirlo. Ecco l'esigenza dell'artista e la rarità del suo progetto "La pubblicità delle cose cattive”.
Dopo avere fatto bella mostra di sé per le strade di Piacenza e Favara a metà Febbraio, generando dibattiti al limite fra la censura e il clamore, i manifesti, incolumi ai dissidi della sorte, sono ora esposti nella galleria Placentia Arte di Piacenza.
Quattro manifesti, sei radio (puoi ascoltarli da questo blog, però vai anche in galleria, te lo consiglio!) e una documentazione stampa nella sala inferiore che magistralmente ripercorre la mirabolante cronaca gialla di quest’affissione, le reazioni al limite del paradosso a Favara – sua cittadina natale ad Agrigento – e a Piacenza.
Il fautore? Davide Valenti, agrigentino, trapiantato a Milano.
Il paesaggio (dipinto) – Galleria V.M.21 artecontemporanea, Roma – fino al 15 Febbraio 2011
di Elena Abbiatici
Pittura eterea, effimera. Aggettivi propri della vita e, forse, della società d’oggi. Attributi propri alla natura, con cui ogni giorno sentiamo la necessità di confrontarci, se non altro per capire qualcosa di più di noi, della nostra temporalità, per confrontarci con quel panta rei eraclitiano.
Elena Abbiatici/ Paesaggio all’interno di uno spazio chiuso, che allude tuttavia ad un “là fuori” - nella scelta di accennare agli stipiti di una finestra. Vuoi parlarci del concept con cui è nata questa commistione fra esterni e interni? Come hai concepito il lavoro per VM21, e come ti sei confrontata con gli altri due artisti, Jernej Forbici e Nicolas Pallavicini?
Maddalena Mauri/ È dal 2004 che studio e disegno paesaggio, utilizzando grafite e l’anilina come medium. Dalla semplice veduta dei primi lavori, in cui non v’era inserito alcun elemento che richiamasse la presenza umana, sono passata a questa commistione tra interno ed esterno, tra il paesaggio - che anche nelle sue versioni più ‘addomesticate’ mantiene un quid di anarchico e d’imprevedibile - e la costruzione della nostre architetture domestiche, strutturate, al fine di creare un senso di sicurezza e benessere.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Marzo 2012 13:01
Martedì 11 Gennaio 2011 13:44, Scritto da Valentina
CHE PREZZO HA L’IDENTITA’?
Lost Identities di Véronique Bellavista - a cura di Antonio Arevalo
Palazzo della Corgna, Città della Pieve - dal 18 Dicembre 2010 al 14 Gennaio 2011
di Elena Abbiatici
“Niente è mai veramente perduto, o può essere perduto,
Nessuna nascita, forma, identità – nessun oggetto del mondo [… ]
Vasto è il Tempo e lo Spazio, vasti i campi della Natura”.
(Walt Whitman, Continuità)
18 dicembre 2010, 14.43, Roma Termini, il curatore, Antonio Arevalo (cileno), una dottoressa argentina, una hostess di volo italiana che ha preferito Rio de Janeiro, io, Paolo e un treno multietnico: poco caldo ma gremito di colori ed odori. Si parte. Palazzo della Corgna, la dimora cinquecentesca più signorile di Città della Pieve, situata proprio all'incrocio delle strade direttrici della città, ci aspetta.
Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Gennaio 2011 10:14