giovedì 24 aprile 2014  

Adalberto Abbate

PALERMO PRIDE presenta DON’T ASK DON’T TELL - Palermo, Palazzo Ziino - fino al 5.11.2013
ARTE
Mercoledì 30 Ottobre 2013 12:02, Scritto da Fabiola

L’ AMORE È LA CURA

Group Show, DON’T ASK DON’T TELL - Palermo, Palazzo Ziino - fino al 5.11.2013

di Giovanna Marascia

 

Read moreUn sabato pomeriggio di ottobre. A Palermo è ancora estate, quando in realtà è già autunno. L'aria è calda, e sembra quasi che tutto dorma dentro le case, dentro i palazzi del centro, mentre il viavai di gente affolla le strade principali di una città che sembra non voler dare ancora il benvenuto alla pioggia.

Attraversando le sale espositive di Palazzo Ziino in occasione della collettiva Don’t ask don’t tell - curata da Francesco Pantaleone ed Antonio Leone, che chiude il ciclo di eventi di arte contemporanea intorno al Palermo Pride - mi soffermo assorta e mi addentro nel silenzio di tanti piccoli racconti della vita che scorre lenta, e continua al di là dei nostri occhi e della nostra percezione, del tempo e di noi stessi.

Una mostra raccontata lungo le linee emozionali della Paura, dell’Identità, del Diritto e dell’Amore.

Fear / Identity / Right / Love, aspetti che strutturano le identità delle persone LGBT, che ne marcano la stessa esistenza. Dalla propria accettazione al desiderio dell'accettazione da parte dell'Altro, dal coming out alle manifestazioni in piazza in cui si rivendica parità nei Diritti. Aspetti complessi di vite complesse, laddove il titolo della mostra fa riferimento alla linea politica degli Stati Uniti d'America tra il 1993 ed il 2010, in merito alla questione dell'orientamento sessuale dei membri dell'Esercito, da sottacere quando omosessuale, pena l’espulsione. 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Ottobre 2013 17:33
VESPRI SICILIANI di Vincenzo Profeta (Laboratorio Saccardi)
INTERVISTE
Mercoledì 24 Marzo 2010 00:00, Scritto da Valentina

Read moreVESPRI SICILIANI

Intervista ad Adalberto Abbate 

di Vincenzo Profeta (Laboratorio Saccardi)

pubbicato il 24/03/2010

 

Le opere di Adalberto Abbate hanno spesso creato polemiche in passato, affrontando con coraggio temi e simboli che, ancora oggi, rappresentano qualcosa di irrisolto nel subconscio sempre più scarnificato della nostra società.

Io conosco da un po’ Adalberto, e da quello che ho capito il suo lavoro cerca veramente di esercitare una funzione di critica sociale senza fronzoli, schierandosi e rischiando, recuperando un certo valore morale che nell’arte contemporanea - sempre più postmoderna, dal sorrisino facilone e finto-ironico - è diventato quasi una zavorra.

Allora, ecco la seconda personale di Adalberto Abbate, dal titolo Rivolta, alla galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea di Palermo: il titolo e le opere mi hanno impressionato, come mi ha impressionato la sorprendente attualità dei lavori. L’inaugurazione, il 12 febbraio, è quasi sincronica con gli scontri tra Black Block e polizia, all’inaugurazione, il 13 febbraio, delle olimpiadi invernali di Vancouver. Per non parlare della recente aggressione, avvenuta a Palermo il 23 febbraio, ad un noto avvocato, ex deputato di AN, colpito alla testa a bastonate. In questo caso, ogni recensione o articolo sarebbe stato inutile… ecco allora che una sola intervista può spiegare al meglio questo progetto.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Ottobre 2013 17:57
QUANDO TUTTO SI CHIUDE IN UN “CIRCLE”… di Fabiana Bellio
ARTE
Giovedì 23 Luglio 2009 00:00, Scritto da Valentina

Read moreQUANDO TUTTO SI CHIUDE IN UN “CIRCLE”…
Cagliari – Lazzaretto di S. Elia – fino al 25 agosto 2009

di Fabiana Bellio

pubblicato il 23/07/2009
Abituati a mostre titolate, che danno un senso unitario a ciascun intervento, rimaniamo a prima vista disorientati da “Circle”, mostra volutamente non tematica, in corso fino al 25 Agosto presso il Centro Comunale d’Arte e Cultura il Lazzaretto di Cagliari. Accolti da grandi nomi, giovani artisti e new entries del mondo dell’arte, penetriamo subito nell’atmosfera dell’evento. Qui gli artisti si distinguono per provenienza geografica, generazionale e curricolare.  Riuniti dentro un circolo, luogo cui il nome stesso della mostra rimanda, ben cinquantasei autori portano in scena i loro lavori, liberi da ogni convenzione, restrizione o limitazione che temi e linee guida avrebbero potuto dare.