venerdì 25 luglio 2014  

Achille Bonito Oliva

ANNI 70. ARTE A ROMA - Roma, Palazzo delle Esposizioni - fino al 2 03 2014
ARTE
Lunedì 17 Febbraio 2014 11:12, Scritto da Fabiola

C’ERA UNA VOLTA... L’ARTE CONTEMPORANEA A ROMA

Anni ’70. Arte a Roma - Roma, Palazzo delle Esposizioni - fino al 2 03 2014

di Giorgia Noto

 

Read moreLa storia insegna, o almeno così si dice, e quella porzione di storia che viene raccontata in questi mesi al Palazzo delle Esposizioni è la narrazione di ciò che avvenne in quella decade veloce che furono gli Anni ‘70 a Roma, e che potrebbe far riflettere sul destino di un centro per l’arte contemporanea così prolifico e incandescente come quello della Capitale, che si è andato poi, lentamente, affievolendo.

La mostra Anni ’70. Arte a Roma, a cura di Daniela Lancioni, estende e continua il ciclo dei lavori e delle ricerche avviato con la realizzazione, nel 1995 e sempre al Palazzo delle Esposizioni, dell’esibizione Roma in mostra 1970 -1979. Materiali per la Documentazione di mostre, azioni, performance, dibattiti, a cura della stessa Lancioni assieme a Cinzia Salvi.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Febbraio 2014 12:54
Le funzioni del museo: 3 mostre al MACRO di Roma - fino al 7.04.2013
ARTE
Mercoledì 06 Marzo 2013 18:00, Scritto da Fabiola

MICRO VS. MACRO: LE FUNZIONI DEL MUSEO

PASCALE MARTHINE TAYOU + JIMMIE DURHAM + RITRATTO DI UNA CITTÀ. ARTE A ROMA 1960-2001

Roma, MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma - fino al 7.04.2013

di Rossella Iorio

 

Read moreÈ interessante notare come in uno stesso contenitore museale sia possibile entrare in contatto con esperienze espositive così diverse fra loro, sia nella relazione con lo spazio, sia rispetto all'operazione concettuale che le precede.

 

Tre mostre riempiono il padiglione principale della struttura elegantemente panottica del MACRO di Via Nizza: la personale di Pascale Marthine Tayou Secret Garden, quella di Jimmie Durham Streets of Rome and other stories, e la collettiva Ritratto di una città. Arte a Roma 1960-2001.

 

Dove oggi non si produce più birra, si prova a produrre arte - sebbene nella sua accezione effettivamente più istituzionale.

O meglio, bisognerebbe chiedersi quali sono effettivamente i ruoli che l'istituzione può e deve assumere, e se essi vengano qui soddisfatti.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Marzo 2013 10:30
MARIO SCHIFANO (1934-1998)
ARTE
Lunedì 16 Giugno 2008 00:00, Scritto da Valentina

schifano_FibreMARIO SCHIFANO (1934-1998)
Fino al 28 settembre 2008
GNAM- Roma
redazione Seroxcult

pubblicato il 16/06/08
È un omaggio all’eccezionale figura di Mario Schifano (1934–1998) la lunga mostra realizzata alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, una grande retrospettiva curata da Achille Bonito Oliva, in collaborazione con l’Archivio Mario Schifano. Con più di centotrenta opere, tra dipinti e disegni, che ripercorrono l’intensa vita e la prolifica carriera artistica di Schifano, la GNAM ricorda un’artista-icona a dieci anni dalla sua scomparsa. Un artista incontenibile, sognante, precursore delle avanguardie artistiche, e della pop art in particolare, che è entrato in contatto con molteplici artisti, tra i quali Tzara, Duchamp, Kline, e molti altri, non ultimo Warhol. Ad Andy Warhol è stato spesso paragonato per il rapido gesto pittorico e la produzione abbondantissima, e, secondo Bonito Oliva, anche per “lo sconfinamento in cinema e fotografia, la passione per multimedialità e comunicazione [...]”.

Un’artista che ha segnato la pittura italiana per circa un quarantennio, un punto di riferimento nel panorama italiano, sia per gli altri artisti che per un pubblico ben più esteso di quello solitamente interessato all’arte. 
Schifano, infatti, dopo aver trovato velocemente il consenso di pubblico negli Usa negli anni sessanta, riscuote molto successo anche in Italia, dove è seguito per l’arte dal linguaggio accessibile, dal colorismo intenso, ma anche per le sue vicende personali, per gli scandali, per il  suo noto furore creativo, per il vitalismo dei suoi modi d’essere.
Una vita e una produzione artistica alla quale la Galleria nazionale d’arte moderna, e Achille Bonito Oliva, il suo “nemico più intimo”, per usare le parole dello stesso curatore, hanno ritenuto opportuno rendere onore, attraverso una mostra che privilegi una visione d’insieme della sua opera; una mostra che inizia nel ’54 e arriva nel ’98, anno della morte, comprendendo circa settanta dipinti, cronologicamente distribuiti attraverso i quattro decenni di attività di Mario Schifano. La scelta è caduta su quelli che sono stati ritenuti i lavori emblematici d’ogni fase, ed affiora una singolare ricchezza di soggetti, spesso legati all’attualità. Nell’allestimento le opere intrecciano arte e vita, partendo dalle prime realizzazioni degli anni cinquanta, molte non ancora note, le quali svelano come, già in giovane età, Schifano  avesse già acquisito una sua specifica identità, e proseguendo con multiformi fasi tematiche- i monocromi, gli incidenti, i paesaggi, etc- fino ad arrivare al multimediale. schifano_Incidente

L’ultimo periodo della sua produzione, difatti, è distintamente segnato dai media: “mi sento come un media”, diceva l’artista, “il mio lavoro nasce dalla realtà che capto attraverso i media, [...] le cose che esprimo le ho dentro di me, le immagini tv mi aiutano a tirarle fuori”. Amalgami tra pittura e altre forme d’arte come musica, cinema, video, fotografia, appunto, intervallate da alcune fasi di ritorno al più prettamente “pittorico”.
Al centro dell’allestimento è collocata anche, emblema delle contraddizioni della personalità di Schifano, l’ampia sala da pranzo dipinta per gli Agnelli nel ’68: in una fase, per il paese, di contestazione e tensioni tra le classi sociali, il pittore si mette al servizio dei signori del sistema capitalistico italico.
L’ultima suddivisione della mostra comprende i disegni tra i quali, esposta per la prima volta al pubblico, la cartella grafica compiuta con il poeta Frank O’Hara, e le polaroid che spesso furono trasferite sulle grandi tele.

La mostra resterà aperta fino al 28 settembre, poi (dal 17 ottobre 2008 al 1 febbraio 2009) si sposterà a Milano presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese, l’Accademia di Brera e la Fondazione Stelline, e infine al Musée d’art moderne di Saint-Etienne da febbraio ad aprile 2009.



MARIO SCHIFANO (1934-1998)

A cura di Achille Bonito Oliva

GNAM- Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea

Viale delle Belle Arti, 131

00196 Roma

Tel. 0039 06 322981

Dall’11 giugno al 28 settembre 2008

www.gnam.beniculturali.it