SORDID DETAILS FOLLOWING
Gino Castaldo, MUSIC: BOX - Quando i grandi fotografi raccontano la musica
Booksigning con l’autore: Mercoledì 19 Ottobre, h.20:30 - Roma, Circolo degli Artisti
Redazione SeroxCult
La musica, oltre che ascoltata, va vista. In un’era in cui l’immagine, più che un valore aggiunto, diventa un imperativo morale capace di portare alla ribalta anche un talento che non c’è, il semplice atto visivo impressiona la mente, alla stregua di un click che impressiona la pellicola. Ed essa, giocoforza, vive anche di dettagli visivi che contano quasi quanto quelli uditivi.
È stata la fotografia, in primis, a convincere la musica a farsi performance. Ci sarebbe mai stato il rock‘n’roll se, prima, qualcuno non lo avesse visto? È questo il punto di partenza e, allo stesso tempo, la spinta motrice sottesa ad ognuno dei 338 celeberrimi scatti contenuti in Music: Box, terza tappa della casa editrice Contrasto - dopo Foto: Box e Fashion: Box - nel suo omaggio alla fotografia come arte destinata ad entrare a pieno diritto nell’immaginario collettivo.
Come afferma Gino Castaldo - curatore di questa splendida raccolta e giornalista e critico musicale italiano tra i più noti e competenti - la musica ha sempre preteso un’immagine, come indispensabile complemento della sua fuggevole, immateriale natura fisica. E già molto prima dell’avvento dei videoclips, celebri fotografi hanno catturato scie di fiammeggianti chitarre lanciate a sfidare il cielo, espressioni intense di volti che portavano note incise sul volto, notti chiaroscurate del jazz. Travestimenti, trucchi, attimi fuggenti, dinamiche mobilità sonore, backstage eccitati o malinconici, metamorfosi, pubblici in estasi, complicità collettive, perfino il beat delle cadenze storiche. “A mettere insieme in un’ideale, infinita libreria, tutte le immagini significative che riguardano la musica, verrebbe fuori la più imperiosa e completa sinfonia del Novecento”.
Ecco l’intento di questo prezioso scrigno percettivo - certamente visivo, ma anche magicamente uditivo.
Le immagini, storiche nella loro portata, celebri tanto quanto le opere d’arte più famose e che attingono ad un archivio dal respiro mondiale, presentano non solo i luoghi fisici e ideali in cui la musica popolare è apparsa, si è fatta storia e continua a vivere - dai fan-clubs ai locali, da ville a sale d’incisione - ma anche situazioni, protagonisti, semplici oggetti. Il palco ed il backstage, la notte e la vita quotidiana, il corpo, la chitarra, un cappello, gli occhi; tutti dettagli che compongono, a livello visivo, il microcosmo che gira intorno alla musica.
Otto sezioni, dunque, a costruire questa raccolta, ognuna di loro introdotta semplicemente, ed efficacemente, da un verso di una canzone ricercato con cura dall’autore.
While my guitar gently weeps (The Beatles) presenta foto storiche di musicisti inseparabilmente accompagnati dalla loro chitarra.
In your eyes (Peter Gabriel) focalizza l’attenzione su sguardi celebri altrettanto magnetici.
The Stage (The Band) e With a backstage pass (Johnny Cash) raccontano attimi eterni di ciò che avviene davanti al palcoscenico, e dietro di esso.
You can leave your hat on (Joe Cocker), Take off the mask (Michael Jackson), When the body speaks (Depeche Mode) e Sordid Details (David Bowie) sono i versi che introducono ad altrettante sezioni fotografiche di artisti/esteti che hanno saputo fare non solo della loro musica, ma anche della loro esteriorità un greatest hit, attraverso un semplice cappello o una iconica maschera di scena, un corpo nudo ed ostentato o un minuscolo dettaglio che, in quello stesso istante in cui viene catturato e reso immortale, così minuscolo non sarà più.
Anton Corbijn, Annie Leibovitz, Robert Mapplethorpe, Herb Ritts, Phil Stern, sono solo alcuni dei fotografi che nel corso degli anni hanno immortalato e sospeso in un attimo infinito icone e performances musicali. L’occhio del fotografo coglie l’attimo, ferma tutto, in un istante che rimarrà per sempre, silenzioso, immobile, eppure carico di tutta la musica che abbiamo nella mente. Quella sospensione serve a svelare un mistero, può dire tutto quello che non si può dire con le parole.
L'ultimo ritratto di John Lennon realizzato da Annie Leibovitz poche ore prima che venisse assassinato: il suo corpo nudo avvinghiato a Yoko Ono. Foto di copertina per Rolling Stone, pubblicata senza titolo e senza testo.
"Quella volta che ho bruciato la mia chitarra è stato come compiere un sacrificio. Sacrifichi le cose che ami, ed io amo la mia chitarra". Così Jimi Hendrix commentava il sacrificio della propria Fender Stratocaster inscenato nell'ambito del Monterey Pop Festival, il 18 giugno del 1967. Uno scatto di Ed Caraeff ha immortalato quel momento.
Uno splendido brano del 1976 di John Miles, Music, recitava “Music was my first love, and it will be my last”; Music: Box è una raccolta adatta non solo a tutti coloro che sono innamorati della musica, ma anche a quanti lo sono dei suoi meravigliosamente sordid details.
MUSIC:BOX - Quando i grandi fotografi raccontano la musica a cura di Gino Castaldo Cartonato con chiusura magnetica - 17 x 22 cm 480 pagine - 338 fotografie a colori e in b/n 28,00 €
Compra Music: Box
Presentazione di MUSIC:BOX e booksigning con il curatore Gino Castaldo Mercoledì 19 ottobre, ore 20:30 Circolo degli Artisti - Via Casilina Vecchia 42, Roma http://www.circoloartisti.it/sito/
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