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SHENZHEN di GUY DELISLE di Lorenza Rossi PDF
Venerdì 04 Aprile 2008 00:00

sSHENZHEN di GUY DELISLESHENZHEN di GUY DELISLE
EDITORE FUSI ORARI 2007
di Lorenza Rossi



pubblicato il 17/04/08
In principio fu Persepolis di Marjane Satrapi, poi seguì “Pyongyang” di Guy Delisle, nasce così un nuovo genere di letteratura… a fumetti.
Guy Delisle torna con un nuovo reportage: “Shenzhen”. Il nome è preso dalla città cinese sita nei pressi di Hong Kong e l’opera altro non è che il reportage del soggiorno dell’autore in Cina. I motivi che hanno spinto Delisle al viaggio, durato tre mesi, sono gli stessi che tempo prima lo avevano portato ad esplorare la città coreana di PyongYang.
Lo scrittore, in veste di manager di un’azienda che si occupa di cartoni animati, deve seguire la lavorazione di un cartoon le cui intercalazioni, vengono lavorate nei paesi orientali dove la mano d'opera costa meno. Da questo semplice nucleo si dispiega un racconto della Cina acuto e sorprendente.
A disegnare i tratti peculiari della società cinese è la matita di un artista occidentale nato in Canada e residente in Francia. Nel tentativo dell’autore di rendere la diversità e l’estraneità del mondo in cui si è catapultato c’è tutto l’occidente che si confronta con l’oriente: per questo motivo, gli sguardi, le sensazioni e le idee che “colorano” le pagine del libro potrebbero essere quelle di ciascuno di noi. L’autore è già stato in Cina ma “il tempo cancella i brutti ricordi”. Bastano però le prime impressioni (gli odori, il rumore, la folla), e le prime tavole, per capire che “la memoria aveva conservato solo gli aspetti positivi…l’esotismo”.

Il quadro che l’autore si trova di fronte a Shenzhen è quello di una metropoli in via di sviluppo, che fino a dieci anni prima non esisteva. La contiguità con Hong Kong e il nuovo corso cinese Deng Xiao Ping hanno fatto si che un villaggio di pescatori venisse trasformato in zona economica speciale (Zes), attirando l’imprenditoria privata, tutte le fabbriche di Hong Kong e determinando l’apertura della Cina agli stranieri.

Il grigio dei fumetti pare essere il colore che meglio si adatta a descrivere l’atmosfera del mondo cinese. Cemento degli edifici, strade sopraelevavate, skyline dei grattacieli, tralicci, avanzi di campagna, palazzi decadenti e migliaia di cantieri sono elementi costanti della scenografia metropolitana in pieno cambiamento. Grigio però è anche il colore dello stato d’animo e del pensiero dell’incauto straniero alle prese con una cultura altra. L’incomunicabilità e la solitudine diventano il fil rouge che lega le vignette che compongono il racconto. Come ha scritto il New York Times, quello di Delisle è uno shock culturale lungo tre mesi.

Espressione concreta dell’incapacità di dialogo è la distanza linguistica. L’inglese è sconosciuto e il cinese risulta incomprensibile. «Se non parli cinese non li capisci... e quando lo parli non li capisci lo stesso», sintetizza così un amico di Delisle l’estraneità fra i due mondi. Ma estraneo è tutto il resto: il cibo, il modo di attraversare la strada, il lavoro scadente dei disegnatori cinesi, i saluti del portiere dell’albergo che vorrebbe parlare inglese, il comportamento della cameriera  che pulisce la sua stanza e usa le sue cose. Tutto raccontato con amara leggerezza ed elegante senso dell’humour, persino l’ombra della pena di morte viene resa con un velo di ironia.

Nel resoconto umoristico e leggero che l’autore fa delle propria esperienza, delle differenze culturali, degli usi e dei costumi cinesi si può scorgere una riflessione attuale e amara sul mondo cinese. Entrata prepotentemente nella globalizzazione, la Cina ha perso parte del suo fascino e del suo esotismo, eppure è rimasta profondamente diversa. In “Shenzhen” il colpo d’occhio è quello dell’occidente che osserva l’oriente ma non vuole essere etnocentrismo, poiché è perfettamente dichiarata la prospettiva da cui si guarda ed emerge chiara la consapevolezza della possibilità di altre angolazioni.

Guy Delisle è un autore di fumetti canadese. Nato nel 1966 a Québec, lavora da più di dieci anni nell'animazione. Tra i suoi libri Pyongyang, Aline et les autres, Albert et les autres, Croniques Birmanes.

GUY DELISLE
SHENZHEN
FUSI ORARI EDIZIONI INTERNAZIONALE 2007
152 pp

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avatar Ena
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I know and have worked with Guy way back in the 80s. One of the most easy going guys I know, very personable, just an all around great guy. He has been working in France for many years at La Fabrique d'image in Montpellier. He takes those overseas contracts every once in a while and I believe these are even less glamorous (!) than the usual fare of overseas production.But he definitely had the right idea in documenting each one he goes to and giving the world an insight of his experience, not just the animation industry, while remaining respectful of each country's culture.I have never been an overseas supe, but as a director I have dealt with overseas production with results that vary from the very competent to the barely saveable. On some cases the supe would send a fax documenting some of the practices that were done at certain facilities that just defied all logic to try and save a buck. Guy's books are a must read for someone who wants to supervise overseas, as a heads up.
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